Giselle

Teatro Regio, Mercoledì 10 Dicembre 2014 - Domenica 14 Dicembre 2014

Presentazione

Anette Delgado e Dani Hernández in GiselleAnette Delgado e Dani Hernández in Giselle

Alicia Alonso, nella sua straordinaria longevità di ballerina (in una carriera durata oltre cinquant’anni e dunque la più lunga della storia) ha interpretato tutti i grandi ruoli del repertorio cosiddetto classico, o per meglio dire accademico-romantico. Tra questi, uno è diventato suo proprio elettivo, in quella sorta di identificazione artistica, rarissima, che segna la carriera di un’interprete e al tempo stesso la storia dell’interpretazione di quel ruolo.

Il ruolo è quello creato nel 1841 a Parigi da Jules Perrot per Carlotta Grisi nella Giselle coreografata da lui e da Jean Coralli, capolavoro del balletto romantico ripreso fino a oggi come momento irrinunciabile dello scarso repertorio del balletto dell’Ottocento.
Alicia Alonso, cubana formatasi a New York alla danza classica di vecchia scuola italo-russa, danzò per la prima volta Giselle nel 1943 al Teatro Metropolitan; fu un successo clamoroso, ma soprattutto una folgorazione per il pubblico e per la stessa ballerina, che da quel giorno sarebbe stata Giselle infinite volte, perfezionando tecnicamente e stilisticamente il ruolo e interiorizzandolo nel corso di mezzo secolo in un percorso artistico e umano tra i più sorprendenti della storia della danza. Basti dire che la Alonso lo ha danzato integralmente e senza nessuna concessione fino a un’età impensabile anche dopo la perdita completa della vista, con una dedizione sovrumana e un’intensità che ha affascinato i pubblici più diversi.

Lodi infinite sono state scritte sulla Giselle di Alicia Alonso, per l’intensità drammatica nel primo atto o per l’“espressività” struggente pur nel lirismo del secondo atto; o per la limpidezza e la complessità del lavoro tecnico. Distinzioni banali e improprie tante volte fatte: tecnica, lirismo, dramma... Certo, l’interpretazione della Alonso era di qualità eccelsa da ciascuno di questi punti di vista, ma il suo valore non era in questo, né nella somma di tutto questo.

La Giselle di Alicia Alonso, come tutte le creazioni – perché di questo si tratta – di pochi grandi artisti nelle diverse arti, era “al di là della tecnica”, ma anche “al di là” della cosiddetta espressione, o del sentimento umano per le vicende di una certa Giselle. Era qualcosa di nuovo, che non esprime concetti, non racconta, dà emozione ma non è emozione. Qualcosa che è proprio ed esclusivo dell’arte e che si conosce in una zona profonda e speciale dell’animo che non ha un rapporto necessario con la realtà umana ordinaria.

Questa visione del balletto, di questo balletto, ha ispirato Alicia Alonso quando, come coreografa, lo ha rimontato lei stessa per la sua compagnia, il Ballet Nacional de Cuba. Il “testo coreografico” è molto vicino a quello tradizionalmente tramandato in Francia e in Russia e oggi danzato dalle maggiori compagnie del mondo. Le varianti, a parte qualche momento secondario di danza nel primo atto – o nella pantomima – sono piuttosto sul piano stilistico, per esempio nel port de bras del corpo di ballo femminile nel secondo atto.

Questa Giselle resta comunque una delle versioni più intense del capolavoro romantico, che offre al Ballet Nacional l’occasione di rivelare l’aspetto diremmo lirico-drammatico dello stile cubano, la personalità delle sue interpreti di oggi e la qualità d’insieme del suo corpo di ballo femminile.

Dati essenziali

Compositore: Adolphe Adam
Coreografia: Alicia Alonso