Visita virtuale

Tour a 360 gradi e visita per immagini

Tour a 360°


Visualizza a tutto schermo

1. Foyer di ingresso

2. Primo livello del foyer

3. Centro sala

4. La sala dal palco centrale e terzo livello del foyer


Visita per immagini

Viaggio alla scoperta del Teatro Regio, edificio complesso e storicamente stratificato, dove si incontrano le radici barocche dell’antico Teatro, edificato nel 1740, e le audaci architetture moderne ideate da Carlo Mollino per l'edificio inaugurato nel 1973.

Qui di seguito hai la possibilità di scoprire tutti i luoghi del Regio, anche quelli più reconditi, attraverso un'ampia documentazione fotografica corredata di testi descrittivi.

Esterno antico

Il nuovo Teatro Regio resta nascosto allo sguardo del visitatore proveniente dalla Piazza Castello: lo si deve alla scelta molliniana, risultata poi vincente, di conservare la facciata dell’antico edificio, l’unica parte sopravvissuta all’incendio che consentisse un recupero.

Facciata

La facciata settecentesca del Teatro Regio, opera dell’architetto Benedetto Alfieri (1740)La facciata del Teatro è l’unico elemento architettonico superstite dell’antico edificio costruito dal Conte Benedetto Alfieri e distrutto dal rogo del 1936: occupa parte del lato est di Piazza Castello e nasconde alla vista il nuovo Regio. Carlo Mollino utilizzò tale facciata per creare un edificio da adibire a sede degli uffici amministrativi (la “Palazzina Alfieri”), collegato alla nuova struttura tramite la Galleria Tamagno.

Continuità architettonica

Il contesto architettonico del Teatro, affacciato sulla Piazza Castello, stilisticamente omogeneaLa facciata del Regio mostra una perfetta continuità architettonica con gli edifici che si affacciano su Piazza Castello. I mattoni rossi, così come i timpani semicircolari e triangolari sopra le finestre e i portici, si ripetono costanti negli edifici contigui al Teatro. Tali elementi si ritrovano anche nella vicina manica delle Antiche Segreterie di Stato, oggi sede del Consiglio Provinciale e della Prefettura.

Portici

I portici davanti all'ingresso del Teatro Regio in piazza CastelloCome per l’antico Teatro, anche oggi l’accesso al Regio è mediato dall’infilata di portici che corrono per tutta la piazza. I portici fanno parte della rimanenza architettonica del Teatro alfieriano e si aprono sulla piazza con grandi arcate al centro delle quali alcuni lampadari a vetri rossi illuminano ogni sera l’ingresso a teatro. Le vetrine che vi si affacciano riportano le attività del Teatro di settimana in settimana.

Biglietteria

L'interno della Biglietteria del Teatro RegioAl fondo dei portici, attigua al Teatro, si colloca la Biglietteria del Regio, dotata di tre sportelli dedicati al ricevimento del pubblico. Un sistema completamente informatizzato consente una gestione sicura della vendita – anche on line – di abbonamenti e biglietti oltre che una facile scelta dei posti per l’utente.

 

Esterno moderno

L’antica facciata settecentesca sulla Piazza Castello nasconde l’edificio completamente nuovo che ospita oggi il teatro vero e proprio. Il corpo del teatro, anziché a parallelepipedo, è disposto su una pianta curvilinea rastremata simmetricamente rispetto all’asse longitudinale e si sviluppa in altezza su otto piani, quattro dei quali sotterranei.

Cancellata Odissea Musicale

Fotomontaggio prospettico dell’ingresso principale del Teatro con la cancellata bronzea “Odissea musicale”, opera dello scultore Umberto MastroianniLa cancellata, eretta nel 1994 a chiusura della Galleria Tamagno, è un’opera astratta dello scultore Umberto Mastroianni. Viene aperta solo in occasione degli spettacoli ed è composta da due elementi bronzei situati su rotaie, suddivisi internamente in quadrati e formelle di molteplici dimensioni che hanno come tema la musica.

Galleria Francesco Tamagno

La Galleria Tamagno vista dall’alto (in direzione di Piazzetta Mollino)L’ampio atrio – dedicato al celebre tenore torinese, primo Otello verdiano della storia – ospita il pubblico prima dell’apertura degli ingressi. Vi si affacciano, oltre all’ingresso principale, gli accessi per raggiungere il sottostante Piccolo Regio “Giacomo Puccini”. Fino al 1997, anno in cui è stata dedicata a Francesco Tamagno, la galleria era denominata “Atrio delle Carrozze”: negli antichi teatri era uno spazio adibito al transito alle carrozze che trasportavano i signori del pubblico.
Oltre ad accogliere il pubblico prima dell’ingresso e all’uscita del Teatro, può anche essere utilizzato per allestire mostre o per ospitare spettacoli itineranti.

Ingressi

Vista frontale dell’ingresso principale, sormontato dalle due scale mobili del foyerAll’interno della Galleria Tamagno si apre l’ingresso principale che immette nel foyer. Esistono però altri ingressi laterali, disposti su Via Verdi e su Piazzetta Mollino, tra cui l’ingresso artisti. Quest’ultimo si apre in fondo alla Piazzetta, in prossimità del palcoscenico e degli ascensori che portano alle sale di prova e ai camerini. Le porte laterali sono anche uscite di sicurezza in caso di emergenza. Su via Verdi si apre poi l’ingresso carraio (o “delle stalle”) dal quale vengono introdotti i macchinari e le strutture degli allestimenti.

Pareti laterali

La parete laterale del Teatro Regio su Piazzetta Mollino con il suo caratteristico andamento curvilineoLe pareti laterali dell’edificio, dal singolare andamento curvilineo che rimanda all’architettura del periodo barocco, si presentano rivestite parte in cotto e parte in vetro. Con elegante contrasto, in corrispondenza della massima curvatura delle pareti, si aprono infatti le ampie vetrate che vanno a confluire nei ponti di raccordo con l’antico edificio. La bugnatura delle parti in cotto realizza invece una decorazione a stelle a otto punte, altro rimando al barocco torinese ed esplicita citazione dell’analoga decorazione del cortile di Palazzo Carignano, celebre opera di Guarino Guarini.

Paraboloide iperbolico

Il terrazzo del Teatro Regio con la peculiare copertura a forma di paraboloide iperbolico, sormontato dalla torre di scenaTale è l’esatta denominazione della struttura in cemento armato che sovrasta l’edificio in corrispondenza della sala, struttura che normalmente viene chiamata “a sella”. Una terrazza esterna corre attorno alla struttura e permette di ammirare da ogni angolazione l’elegante sinuosità della sua linea. Sul lato nord della terrazza ci sono le aperture del sistema di areazione, da cui l’aria viene aspirata per poi essere convogliata a quota -12,50 negli impianti di purificazione.

Piccolo Regio

Quasi nascosto – ma ben visibile dai suoi due ingressi nella Galleria Francesco Tamagno – il Piccolo Regio, intitolato a Giacomo Puccini il 31 gennaio 1996 in occasione delle manifestazioni per il centenario della Bohème, è ormai da tempo divenuto il luogo di sperimentazione e scambio culturale del Teatro Regio. Non di rado, inoltre, il suo palcoscenico è testimone di iniziative ospiti quali spettacoli di prosa e importanti concerti jazz. Nella stessa sede si tengono spettacoli per le scuole e conferenze di presentazione dei titoli della Stagione d’Opera e Balletto.


Foyer

Il foyer del Piccolo Regio visto dall’ingresso principaleSi accede al foyer del Piccolo Regio tramite le due porte a vetro prospicienti la Galleria Francesco Tamagno. Gli eleganti scaloni in marmo bianco conducono all’ambiente ovattato sottostante. Il foyer, così come la sala del Piccolo Regio, è stato interamente ristrutturato nel 1988 per adeguamento alle nuove norme antincendio e le originarie moquette verdi che rivestivano pavimenti pareti e soffitti sono state sostituite da specchi ed elementi metallici. La nuova moquette del pavimento riprende, mutandone i colori, il disegno originario di Mollino che si incontra nel foyer del Regio.


Sala

La sala del Piccolo Regio, dotata di una capacità di 380 posti a sedereLa sala è costituita da una platea unica, capace di 380 posti, da cui si può godere di un’ottima vista sul palco, indifferentemente dal posto occupato. Il rivestimento è, come nel foyer, di moquette di colore rosa e verde pastello. Alle pareti risaltano sei pannelli di Lele Luzzati (prodotti nel 1981 per Il Matrimonio segreto di Cimarosa), che rappresentano in modo ironico e naïf l’ambiente dei palchi nei teatri settecenteschi.


Palcoscenico

Il palcoscenico del Piccolo Regio visto dalla salaIl palcoscenico del Piccolo Regio ha un proscenio ridotto, ma di tutto rispetto, in quanto dotato di attrezzature adeguate a svariati tipi di rappresentazione. È dotato di cinque ponti mobili delle dimensioni di 9 metri di larghezza per 1 di profondità, con un’escursione rispetto al piano della sala da quota 0 a +1 m. Il palcoscenico ha un’altezza massima di 3,8 metri.


Sala del Pavone

La Sala Pavone, caratterizzata dal grande pannello scenografico di Paolo Bregni (per l’opera “Die Drei Pintos” di C.M. von Weber)La Sala del Pavone è un locale adiacente alla sala del Piccolo Regio, adibito per lo più a conferenze e attività didattiche. Prima del restauro del 1988, questo locale era adibito a bar (oggi in fondo al foyer). Con i lavori, la sala è stata attrezzata di tavoli con monitor a scomparsa e microfoni, schermo per proiezioni riavvolgibile, nonché di un sistema di videoproiezione collegato con la sala principale.

Foyer

Il foyer di un teatro è lo spazio esterno alla sala adibito ad ospitare gli spettatori prima, durante le pause e dopo lo spettacolo. All’interno del Teatro Regio di Torino, questa zona si presenta come uno spazio aperto senza divisioni di piani e distribuito su tre livelli. Nella sua progettazione Carlo Mollino ha risolto il problema del rapporto con le architetture precedenti dell’Alfieri e del Castellamonte permettendo la visione degli edifici adiacenti al Teatro. Il Foyer è composto da diversi ambienti ed è caratterizzato dagli elementi architettonici a vista e dalla predominanza del colore rosso. Si sviluppa su circa 4.000 mq permettendo al pubblico di muoversi con grande disponibilità di spazio.


Ingresso principale

L’ingresso principale del Teatro Regio visto dall’internoL’ingresso principale è costituito da una serie di dodici doppie porte in cristallo brunito separate da diaframmi di granito, ma collegate visivamente da una sequenza di aperture ellittiche. La soluzione, definita a pettine, permette un’ordinata distribuzione del flusso del pubblico.
Una precisa scelta architettonica ha individuato nel granito sardo la colorazione più idonea per abbinarsi alla pietra verde del Roya.


Guardaroba

Il guardaroba del TeatroIl guardaroba è situato frontalmente rispetto all’ingresso principale. È costituito da un bancone a ventaglio che si sviluppa per una lunghezza di 30 metri, tale da consentire un’ampia distribuzione del pubblico e una consegna rapida. Ai lati del guardaroba si trovano due salette a pianta ellittica in cui uno schermo Tv collegato al circuito interno permette di seguire lo spettacolo, a beneficio di eventuali ritardatari.


Lampadari

Un lampadario con globi luminosi disposti a grappoloI lampadari del foyer, il cui motivo è ripreso anche all’esterno del Teatro, sono stati disegnati dallo stesso Mollino, come ogni particolare architettonico e decorativo. Si compongono di globi luminosi disposti a grappoli di diverse dimensioni e richiamano, stilizzandola, l’illuminazione dei teatri d’opera ottocenteschi. I globi, distribuiti per tutto il foyer, creano così composizioni di luce di fogge differenti e si ritrovano a coppie anche nella sala, in corrispondenza di ogni palco.


Scale

Vari ordini di scale per accedere alla salaDue scale si avvolgono a spirale attorno ad un corpo centrale che racchiude gli ascensori; altre due si diramano alle estremità del foyer lungo il perimetro della sala e permettono di raggiungere gli ingressi dei palchi, i due livelli superiori di ingresso alla sala e il piano dei bar.
Le quattro scale si appoggiano a strutture in cemento armato a vista innestate a sbalzo sul cilindroide perimetrale della sala, in contrapposizione speculare alla struttura dei palchi. A queste due coppie di scale vanno aggiunte le due scale mobili simmetriche prospicienti la Galleria Tamagno.


Passerelle e sale bar

Uno dei due bar, in funzione durante uno spettacoloAd un’altezza di 7 metri due passerelle con pareti di cristallo collegano fisicamente e simbolicamente l’edificio moderno a quello antico. All’interno delle passerelle trovano posto i due bar composti da banconi marmorei a pianta ellittica. È questo il punto di vista privilegiato per poter apprezzare contemporaneamente l’architettura dell’Archivio di Stato progettata dal Castellamonte e l’interno della manica di Palazzo Alfieri.


Foyer del Toro

Il Foyer del Toro, la sala più grande del foyer del Teatro con, al centro, un mosaico di marmoIl Foyer del Toro è una grande sala – ricavata all’interno della Palazzina Alfieri – che deve il suo nome al grande mosaico in marmo che rappresenta un toro rampante stilizzato, simbolo della Città. Questa sala, la cui superficie totale è di 750 metri quadrati, si affaccia sia su piazza Castello sia verso il nuovo edificio, attraverso un composito gioco di vetrate e specchi, reso ancora più seducente dall’elegante illuminazione a globi. Il controsoffitto è realizzato da un grigliato metallico contenente una serie di corpi illuminanti.


Sala Caminetto

La Sala del Caminetto (oggi intestata a Maria Callas)La Sala Caminetto, dedicata a Maria Callas, è situata nelle immediate vicinanze del Foyer del Toro ed è punto di congiunzione dell’antica manica di Palazzo Reale con l’Archivio di Stato. Il precedente nome di Sala del Caminetto segnala la presenza di un antico caminetto in marmo, raro cimelio dell’antico Teatro, dov’era situato nel palco reale, salvatosi dall’incendio del 1936. La sala, che può contenere fino a 150 persone, ospita conferenze e attività didattiche.


Soffitto e vetrate

Il soffitto del Teatro RegioIl soffitto del Foyer appare come una successione di volumi geometrici in cemento armato a vista, piegato e corrugato secondo forme poliedriche che conferiscono capacità portante e rigidezza alla struttura.
Le ampie superfici vetrate in cristallo permettono il massimo utilizzo della luce naturale e un reciproco scambio di prospettiva interno-esterno, consentendo la visione delle architetture prospicienti il Teatro, in particolare dell’Archivio di Stato, disegnato da Filippo Juvarra, sul lato di Piazzetta Mollino. Il movimento conferito a tali superfici scioglie la rigida impostazione a strettoia che si sarebbe creata con pareti parallele agli edifici attigui.

Sala

La sala ha un’originale forma a conchiglia semiaperta, le cui linee convergono visivamente verso il palcoscenico. La platea digradante e la singola corona di palchi consentono una capienza totale di 1592 posti.


Platea

La platea del Teatro RegioLa platea, restaurata nel 1996 per migliorare l’acustica, è composta da 29 file digradanti e ha una capienza di 1398 posti. Le poltrone della platea, anch’esse interessate ad opera di restauro, sono rivestite quasi interamente di velluto rosso, ad eccezione del dorso che, come le pareti e il pavimento della sala, è in legno di faggio.


Lampadario

Il lampadario della salaIl lampadario si presenta come un’affascinante cascata dorata disposta secondo un criterio di apparente casualità su una vasta superficie della cupola. Composto di 1762 steli dotati di punto luce e 1900 steli riflettenti in perspex di varia lunghezza, raggiunge una potenza totale di 70,5 chilowatt, mentre quella di ogni singola lampada è di 40 watt.


Copertura

La copertura lignea della sala nei caratteristici toni digradanti dall’avorio all’indacoLa sala è ricoperta da una cupola lignea a forma di conchiglia. Presenta un’originale gradazione cromatica che va dall’avorio appena venato di indaco all’indaco intenso. La copertura, essendo la principale responsabile della resa acustica della sala, è stata studiata in ogni minimo particolare strutturale da ingegneri esperti in fisica acustica. È sostenuta grazie a un sistema di cavi metallici alla struttura esterna in cemento armato.


Palchi

Teoria di palchi digradanti a partire dal palco centraleLungo la circonferenza della sala sono disposti a corona 31 palchi digradanti. Il più ampio, capace di 18 poltrone, è quello centrale, situato nel punto più alto. I palchi laterali sono capaci di 6 o 4 poltrone, per un totale di 194 posti.
L’ingresso ai palchi è mediato dalla presenza di un retropalco dotato di specchio e appendiabiti. La disposizione digradante dei palchi verso il palcoscenico permette una completa visibilità, favorita dal leggero sfasamento dei parapetti, maggiormente rivolti verso il palcoscenico.


Intercapedine

L’intercapedine fra la copertura lignea e il paraboloide iperbolico in cemento armatoTra la soffittatura della sala e la copertura in cemento armato è presente un’intercapedine: un ambiente surreale composto da cavi e passerelle metallici. Una rete intricata di sospensioni d’acciaio sorregge dunque la cupola lignea e un sorprendente intersecarsi di passerelle raggiunge ogni punto della controsoffittatura, consentendo di effettuare eventuali opere di manutenzione agli impianti elettrici, di aerazione e antincendio, evitando il diretto contatto con la delicata struttura sottostante.

Da alcune aperture nella cupola passano i fasci luminosi di grossi proiettori, detti “occhi di bue”, i quali emettono potenti coni di luce che, attraversata la lunghezza della sala, colpiscono punti specifici della scena per mettere in risalto oggetti o personaggi.


Cabina regia luci

La finestra oblunga della cabina di regia luci vista dalla salaLa finestra oblunga della cabina di regia luci è posta nella zona sottostante il palco centrale. Da qui vengono regolati, secondo un sistema computerizzato, i circuiti di illuminazione del palcoscenico.
La cabina è dotata di un mixer per effetti speciali e di due mixer luci da 512 canali.
Durante lo svolgimento dello spettacolo, il tecnico luci è collegato via audio a un maestro collaboratore situato dietro le quinte: infatti, anche se gli effetti luce vengono memorizzati durante speciali prove, il susseguirsi dei cambi luce non può essere completamente automatizzato, poiché i tempi musicali possono cambiare a ogni recita.


Golfo mistico

La buca d’orchestra (e la sala) visti dal palcoscenicoIl golfo mistico è lo spazio riservato all’orchestra e al direttore. Comunemente chiamato buca o fossa d’orchestra, è composto da una parte fissa – situata a più di 3 metri di profondità – e da un piano mobile che può essere regolato a diversi livelli d’altezza, a seconda delle esigenze di scena. Durante i concerti sinfonici il piano della buca viene alzato a livello del palcoscenico.


Boccascena e sipari

Il boccascena del Teatro Regio dopo il restauro acustico del 1996Il boccascena, anch’esso interessato dal restauro acustico del 1996, costituisce la struttura di collegamento tra la sala e il palcoscenico. È un riquadro costituito da elementi mobili che permettono di ottenere varie possibilità di riquadrare la scena. L’attuale boccascena, sovrapposto all’originale struttura molliniana, è costituito dalle due torri mobili laterali e dall’architrave superiore (arlecchino). Esistono poi tre tipi di sipario: all’italiana (rosso, ad apertura orizzontale), imperiale (verde, ad apertura verso gli angoli superiori) e tagliafuoco (bianco).

Palcoscenico

Fra i più grandi d’Europa, il palcoscenico del Teatro Regio di Torino si presenta come una complessa struttura con pianta a croce latina. Sovrastato dall’imponente torre di scena, si articola in una scena centrale con sei ponti mobili, due scene laterali e una dorsale.


Scena centrale e ponti mobili

Una prova di scenaLa scena centrale o “d’azione” è l’unica parte del palcoscenico visibile al pubblico. È composta da parti fisse e mobili, che sono in grado di ricreare i più disparati tipi di scenografie. Non v’è alcun dubbio che la scena centrale sia il vero fulcro d’attrazione del teatro, se non altro per gli spettatori, che vi vedono consumarsi drammi, passioni e commedie. Il pulpito di comando è però situato ben lontano dagli occhi degli astanti: sul secondo ballatoio della torre di scena, a più di 7 metri d’altezza!


Torre di scena

La torre di scena vista dall'esternoLa torre di scena domina la scena centrale dai suoi 32 metri d’altezza. La sua notevole capacità di contenimento e di carico consente di ospitare un elevato numero di macchinari, fondali, nonché di quinte e luci, che grazie ai molti tiri di scena possono essere sollevati e nascosti alla vista del pubblico.


Scene laterali

Una delle due scene lateraliLe scene laterali, sono due spazi simmetrici alla scena centrale che permettono di ospitare le scenografie o gli elementi d’attrezzeria, facendo risparmiare tempo prezioso durante i cambi di scena. Sono dotate di carrelli modulari che entrano in funzione durante ogni cambio di scena: un’operazione che deve essere veloce, organizzata e silenziosissima. Artisti, macchinisti, attrezzisti e sarte vanno e vengono freneticamente in una irreale animatissima penombra. Su tutti, l’occhio vigile e l’abile guida del direttore di scena.


Carrello dorsale e montascene

La scena dorsaleIl carrello dorsale è una sorta di piattaforma di ampie dimensioni che col suo movimento permette rapidi cambi di scena. Alla sua sinistra, invece, troviamo il montascene: un vero e proprio ascensore di scena. Grazie a questi due enormi macchinari e ad altri meccanismi di scena si riescono a costruire le scenografie più complesse e a realizzare i cambi di scena più arditi.
Accanto al montascene trova posto l’attrezzeria, il deposito degli attrezzi e degli utensili adoperati dai tecnici di scena. Tra la scena centrale e quella dorsale, poi, esiste un ulteriore sipario tagliafuoco, che isola anche acusticamente le due zone, permettendo così di effettuare contemporaneamente una prova sul carrello dorsale e lavori di allestimento sulla scena centrale (o viceversa).


Laboratorio di fonica

Il grande mixer audio digitale che controlla tutti i segnali audio provenienti o destinati alla salaIl laboratorio di fonica è il cuore tecnologico che rende possibile diffondere il sonoro dell’esecuzione in corso nei locali tecnici e nel foyer (a beneficio dei ritardatari). In occasioni particolari vengono qui realizzati specifici effetti audio.
All’interno del locale – situato sul versante laterale destro del palcoscenico ed elevato a 3,5 metri dal suolo – troviamo un ottimo impianto di fonìa formato da diversi mixer professionali, varie tipologie di registratori, nonché impianti computerizzati destinati all’elaborazione audio/video e all’equalizzazione digitale. Esistono inoltre tre impianti di comunicazione di servizio: via filo, via radio con cuffie e via ricetrasmittenti, onde permettere ai tecnici di comunicare fra loro da luoghi diversi. 
Da qui viene inoltre gestito l’impianto televisivo a circuito chiuso con cineprese fisse (una in sala per riprendere la scena e una nella fossa dell’orchestra per riprendere il direttore) che trasmettono le immagini anche nel foyer.

Sale prova e di servizio

I sotterranei del Teatro ospitano locali di dimensioni impensabili per chi giunge da fuori. Sono adibiti a sale di prova come la sala ballo, la sala regia e le venti salette studio; vi sono poi magazzini e laboratori come la sartoria, la sala trucco e la parruccheria. Non mancano, ovviamente, i camerini, collocati sotto l’ingresso artisti, e servizi tecnologici quali la centrale termica, la centrale di ventilazione, il serbatoio antincendio, ecc.


Sala coro e sala orchestra

La sala prova dell’orchestra dotata di pannelli fonoassorbentiLa sala coro e la sala orchestra sono due sale gemelle situate dal 1992 alle spalle della torre di scena, dove un tempo si trovava il laboratorio di scenografia. Insonorizzate e disposte su un piano inclinato, erano originariamente collocate nei sotterranei del Teatro, sotto la sala. Nei sotterranei, a circa 7 metri di profondità, sono invece collocate le 20 salette studio, piccoli locali insonorizzati e dotati di pianoforte.


Sala regia

La sala regia, dotata di ponti mobili per simulare le scene con piani inclinati o su più livelliLa sala regia è il luogo dove avvengono le prove di scena o di regia quando il palcoscenico non è utilizzabile. Si trova al terzo piano sotterraneo (quota -9,80 m) e si estende per una superficie di 240 metri quadrati. È dotata di 16 piattaforme mobili che possono disporsi a diverse altezze, fino ad un massimo di 2 metri, per simulare gli eventuali dislivelli dei ponti mobili del palcoscenico.


Sala ballo

La sala ballo, rivestita con un apposito tappeto in PVCLa sala da ballo, situata nei sotterranei, usufruisce di una superficie di 180 metri quadrati (lati di 15 x 12 metri) e ha le pareti interamente rivestite di specchi. Il pavimento è ricoperto da un tappeto da ballo in PVC. È dotata di pianoforte, impianto stereo e videoregistratore.


Camerini

La preparazione del personaggio in sala truccoSi tratta di 22 stanze collocate nella zona sottostante il palcoscenico in cui si preparano gli artisti. Nelle adiacenze si trova anche la sala orchestra, dove si preparano i professori prima di entrare nella fossa d’orchestra e, ovviamente, la sala trucco. Oltre ai ventidue camerini situati sotto il palcoscenico, c’è un camerino on stage nelle immediate vicinanze della scena centrale.


Sartoria

Una vista della sartoria fra rocchetti, macchine da cucire e stand appentiabitiLa sartoria, situata al secondo piano interrato, è il luogo adibito all’adattamento costumi di scena in base alle esigenze degli artisti che si esibiscono al Regio. Concorrono alla realizzazione dei personaggi anche la sala trucco, la calzoleria e la parruccheria. L’operato delle sarte non si limita ad un lavoro di preparazione: è indispensabile la loro presenza anche durante gli spettacoli per vestire gli artisti, realizzare cambi a volte rapidissimi e per gli eventuali interventi di emergenza.


Laboratorio di scenografia

Pittura di alcuni fondali al laboratorio di scenografia del Regio (“Don Giovanni” di Mozart, regia di Michele Placido, scene di Maurizio Balò)La costruzione delle scene per i nuovi allestimenti del Teatro Regio si compie nel laboratorio di scenografia, fino al 1984 collocato dentro il Teatro e da allora trasferito in Strada Settimo. L’attuale sede ha consentito un notevole ampliamento di spazi destinati alla costruzione ma anche alla conservazione degli allestimenti prodotti dal Regio.


Servizi Tecnologici

La centrale termicaI numerosi servizi tecnologici del Teatro – situati a più di 12 metri sotto il livello del suolo – comprendono le centrali di climatizzazione, il data center, il locale ponti mobili e i servizi d’emergenza.