Tosca

Copertina del volume su Tosca
12.00€
Data di uscita

104 pagine
7 tavole a colori
11 tavole in b/n

Disponibile
ISBN
9 7 8 - 8 8 - 9 9 5 7 7- 47- 6
Stagione
2019-2020
Autore/compositore
Giacomo Puccini

Le dirò con due parole...
a cura di Valentina Crosetto

Tosca fatale
di Marco Targa

La violenza innocente e la violenza onnipotente
di Guido Paduano

Il Napoleone dell’arte drammatica
di Corrado Rollin

Un ritratto
di Alberto Bosco

Un amore travolto da affari di stato.
A colloquio con Mario Pontiggia

a cura di Susanna Franchi

Argomento - Argument - Synopsis - Handlung

Struttura dell’opera e organico strumentale
a cura di Enrico M. Ferrando

Le prime rappresentazioni

Libretto digitale

Le dirò con due parole...

a cura di Valentina Crosetto

Una Roma occupata dai nazifascisti nella primavera del 1944, una cantantediva in tailleur anni Quaranta, un amante partigiano finito nel braccio della morte, un perfido ufficiale dell’Ovra che medita stupri ed estorce confessioni in sordide camere di tortura. Non è la trama dell’ultimo avvincente noir d’ambientazione storica uscito nelle sale cinematografiche, ma l’adattamento moderno di un melodramma che fece scandalo già alla sua prima apparizione: Tosca, ovvero la tragedia delle passioni violente, del potere e dell’inganno, dove l’eccesso dei sensi scatena un’inarrestabile corsa contro il destino, e il tempo di una triplice morte genera una sequenza sorprendente di umori e colpi di scena...


Tosca fatale

di Marco Targa

Il bacio di Tosca: «Io quella lama gli piantai nel cor»

Uno sbirro ricatta una bella donna, costringendola a concedersi alle sue voglie per avere in cambio la vita del suo amato, che si trova a un passo dal patibolo. Sebbene questa situazione teatrale faccia pensare subito a Tosca, essa è in realtà talmente diffusa da essere quasi un déjà vu del repertorio operistico e non solo. Sardou non aveva inventato nulla, ma semplicemente scelto uno fra i tanti luoghi ricorrenti già presenti nell’immaginario del pubblico teatrale, per inserirlo nel suo dramma poliziesco La Tosca, per il quale il drammaturgo aveva previsto l’uso dei più svariati arnesi teatrali di sicura presa sul pubblico...


La violenza innocente e la violenza onnipotente

di Guido Paduano

1.
La catastrofe di Tosca si consuma istantaneamente attraverso la disambiguazione di un’immagine capace di suggerire allo stesso titolo le opposte polarità dell’esito – da un lato la distruzione della vita e quindi dell’amore, dall’altro la fuga, la libertà, la felicità – a seconda che i suoi sinistri significanti vengano interpretati alla lettera, ovvero alla luce di una semplice o di una doppia negazione. La lettera fa credere all’esecuzione di Cavaradossi, regolarmente decretata da Scarpia, attesa e fronteggiata dal tenore nello straziante addio alla vita; il patto intercorso tra Tosca e Scarpia e unilateralmente, sembra, violato da Tosca, fa credere a una simulazione o messa in scena innocua della morte; la volontà segreta di Scarpia, prevalente anche dopo la sua morte, produce un secondo ribaltamento che restituisce alla morte la sua carnale presenza, mentre simulata è proprio la simulazione, e dalla messa in scena non l’astrattezza della legge, ma la speranza di salvezza viene ingannata...


Il Napoleone dell’arte drammatica

di Corrado Rollin 

Vivevo da qualche ora in uno stato di eccitazione estrema per le emozioni che si erano succedute. Non avevo toccato cibo e non avevo dormito. Il mio cuore non aveva mai smesso di battere una carica commossa e gioiosa. [...] Passai la notte nella mia proprietà di Sainte-Adresse. E il giorno dopo partivo per Parigi. Un’ovazione delle più lusinghiere mi aspettava all’arrivo. Poi, tre giorni dopo, sistemata nella mia casa dell’avenue de Villiers, ricevevo Victorien Sardou per ascoltare la lettura del suo magnifico testo, Fedora.
Che grande artista! Che splendido attore! Che autore meraviglioso! Mi lesse quel testo tutto d’un fiato, recitando tutte le parti, dandomi in un secondo la visione di quello che avrei fatto. «Ah!», gridai dopo la lettura. «Grazie maestro, grazie per questa bella parte! E grazie per la bella lezione che mi avete dato».
Trascorsi la notte insonne, perché volevo vedere nelle tenebre la piccola stella in cui credevo. La vidi ai primi accenni dell’alba; e mi addormentai pensando all’era nuova che avrebbe rischiarato1.

Immaginatevi la scena. Siamo nel 1882 nel ridondante salotto parigino della grande attrice, pronta ad accogliere il massimo commediografo dell’epoca. Se lei fosse Francesca Bertini, sarebbe già attaccata alle tende. Invece è Sarah Bernhardt, enfatica e meravigliosa, alle prese con Victorien Sardou, il “Napoleone dell’arte drammatica”, come recita un epiteto assai diffuso, che ha creato quel personaggio apposta per lei...


Un ritratto

di Alberto Bosco

Invece di scervellarsi a cercare un nuovo finale all’incompiuta Turandot alternativo a quello di Alfano, i compositori che amano veramente Puccini potrebbero pensarne uno nuovo per la Rondine, l’opera più leggera e autoironica di Puccini. Infatti, se non fosse per gli sdilinquimenti che ne sciupano il terz’atto, da questo vivacissimo capolavoro risulterebbe chiaro anche ai detrattori del compositore lucchese – quelli, per intenderci, che non sopportano il suo sentimentalismo – quanto distaccato egli fosse ormai nel 1914 dal mondo poetico che lo aveva reso famoso con la “trilogia” Bohème-Tosca-Butterfly. Questa insoddisfazione, questa ricerca di nuove vie più in sintonia con i tempi moderni, si rivelò in lui già dopo la composizione di Madama Butterfly, come ben si può vedere dalle lettere di quel periodo, in cui Puccini è più indeciso che mai nella scelta di nuovi soggetti, per trovare una prima laboriosa realizzazione
nell’opera-western La fanciulla del West e continuare in modi più pienamente riusciti nel Trittico e nella Turandot...


Un amore travolto da affari di stato.
A colloquio con Mario Pontiggia

a cura di Susanna Franchi

Tosca è un titolo particolarmente caro al regista argentino Mario Pontiggia, al suo debutto al Teatro Regio con una produzione che nel giro di dieci anni ha riscosso molto successo in diversi teatri, in Italia, Francia e Spagna.

Che peso ha la storia con la S maiuscola – Napoleone, la battaglia di Marengo… – nella vicenda di Floria Tosca e Mario Cavaradossi?
​​​​​​Sebbene sia appassionato di storia e biografie fin da piccolo, questo non implica che, in certe opere, se trovo un nesso logico dell’azione con un’altra epoca, non mi permetta di usarlo. Ma nel caso di Tosca ci sono talmente tanti riferimenti a quel 17 giugno 1800 – quando arriva a Roma la notizia della battaglia di Marengo, avvenuta tre giorni prima – che l’unico modo logico di cambiare epoca sarebbe riscrivere il testo riferito ai fatti storici in modo da non contraddire i numerosi punti storici citati nel libretto: Angelotti come console della Repubblica Romana, Castel Sant’Angelo come prigione di stato, Bonaparte, la battaglia di Marengo, il generale von Melas, la regina Carolina, l’ora romana dello Stato Pontificio durante l’alba, ecc...


Argomento - Argument - Synopsis - Handlung


Struttura dell’opera e organico strumentale

a cura di Enrico M. Ferrando

Tosca, come tutto il teatro di Puccini, è concepita come “dramma musicale”: un genere operistico nel quale, in linea di massima, non è il testo ad adattarsi a un sistema di pezzi (arie, duetti, concertati, ecc.) preordinati secondo uno schema determinato da convenzioni, ma la musica ad adattarsi al decorso del libretto. In questo senso Puccini è l’erede di Verdi, la cui concezione della struttura del dramma in musica subì un’evoluzione per cui i “numeri chiusi” del melodramma italiano classico si trasformarono in un insieme articolato e flessibile all’interno del quale non esisteva più una soluzione di continuità tra momenti drammatici (recitativi) ed effusione lirica (arie, duetti)...


Le prime rappresentazioni


Libretto digitale