La bohème | Ruggero Leoncavallo
Puccini non fu il solo a scrivere un’opera tratta dalle Scènes de la vie de bohème di Henri Murger: anche Ruggero Leoncavallo, negli stessi anni, aveva dedicato un’opera alle avventure, agli scherzi, agli amori e ai dolori dei giovani bohémien di Parigi. Il tempo ha privilegiato la versione di Puccini, rimasta saldamente in repertorio, mentre la versione di Leoncavallo, andata in scena un anno dopo, nel 1897, è stata dimenticata. Proprio qui al Regio, luogo di nascita del capolavoro pucciniano, La bohème di Leoncavallo viene riproposta al pubblico in una rara occasione di allestimento, che permetterà di osservare Marcello, Rodolfo, Colline, Schaunard e una città brulicante di vita con uno sguardo diverso, più fedele al testo di Murger e forse anche più realistico, ma con una musica che non rinuncia all’effusione melodica, al gusto per il pastiche, al susseguirsi repentino di momenti di leggerezza giocosa e di concitazione drammatica: tutte cose in cui l’autore dei Pagliacci ha pochi rivali. I personaggi femminili vedono inoltre la presenza di Eufemia, che si aggiunge ai caratteri, tra loro opposti, di Mimì e Musetta, interpretate rispettivamente da Francesca Dotto e Anna Goryachova. Rodolfo e Marcello hanno ruoli vocali invertiti rispetto alla versione di Puccini: il tenore qui è Marcello, affidato alla voce di Matteo Lippi, mentre Rodolfo è il baritono Alessandro Luongo. Con questa regia, Francesco Micheli dà un’ulteriore lettura dell’universo teatrale di Leoncavallo e della vicenda bohémienne. Dal podio, Andrea Battistoni prosegue il viaggio di esplorazione nel verismo musicale italiano.
Conferenza-Concerto: Mercoledì 21 Ottobre ore 18 - Piccolo Regio Puccini
Commedia lirica in quattro atti
Personaggi e interpreti
Matteo Lippi
Arseny Yakovlev
Anna Goryachova
Lamia Beuque
Alessandro Luongo
Mario Cassi
Francesca Dotto
Sara Cortolezzis
Simone Del Savio
Ramiro Maturana
Francesco Salvadori
Alfonso Mujica
Matteo Peirone
Pablo Gálvez
Manuela Custer
Manuel Pierattelli
Roberto Covatta
Nicola Pamio
Adrian Autard (Regio Ensemble)
Calendario rappresentazioni
Luogo di svolgimento: Teatro Regio Calendario completo
Argomento
atto
In un caffè di Parigi, la sera della vigilia di Natale, quattro stravaganti artisti squattrinati – Marcello, Schaunard, Rodolfo e Colline – festeggiano e brindano allegramente in compagnia di Mimì, Eufemia e Musette. L’oste, che già ha il gruppo in antipatia, va su tutte le furie quando Marcello e Rodolfo scoprono di non poter pagare il conto. Nel pieno di un divertente litigio in cui i quattro artisti citano i grandi della letteratura classica mentre l’oste insiste per essere pagato, il ricco Barbemuche entra in scena e si offre di saldare il conto in quanto “vero amico degli artisti”. L’oste è euforico mentre i sette bohèmien rimangono sbalorditi. Per dare un senso di giustizia a tanta generosità, Rodolfo sfida orgogliosamente Barbemuche a biliardo: solo se Rodolfo vincerà il ricco Barbemuche offrirà la cena all’allegra compagnia. Rodolfo vince la partita e il gruppo di amici si lascia offrire la cena senza che il proprio orgoglio e la propria goliardia siano feriti. Durante il gioco Marcello si dichiara a Musette la quale, pur avvertendolo della sua inaffidabilità sentimentale, accetta di diventare la sua compagna.
atto
Siamo in primavera, quando l’amore tra Marcello e Musette è più saldo che mai. Il banchiere che mantiene Musette non accetta però questa relazione e toglie alla ragazza il suo appartamento facendone pignorare i mobili. Musette, che voleva organizzare una festa nel suo appartamento, ne trova la porta chiusa e tutti i mobili in cortile. Lo spirito di improvvisazione bohèmien convince Musette e Marcello a organizzare una festa nel cortile del palazzo. Nobili, cavalieri e letterati si godono la festa sotto le stelle finché il vicinato non insorge per il baccano e caccia gli invitati dal cortile. Durante la festa un giovane nobiluomo corteggia Mimì e le promette ogni ricchezza se lei lo avesse seguito. Mimì è indecisa e già sa che la vita bohèmien le mancherà. Nonostante questo cede alle richieste del giovane Visconte e lo segue nella sua carrozza che parte alla volta dell’orizzonte.
atto
Nell’appartamento di Marcello e Rodolfo, alla fine dell’estate, Musette scrive una lettera struggente a Marcello dove lo informa che lo abbandona perché non è più in grado di sostenere la fame e le privazioni di una vita fatta di sola arte. Prima di fuggire incontra Mimì che, nella situazione opposta, vuole rinunciare agli agi del giovane Visconte per vivere del solo amore di Rodolfo. Marcello ascolta i loro colloquio nascosto dietro le scale e si convince che sia stata Mimì a convincere Musette a preferire il denaro all’amore. Anche Rodolfo entra in scena e, disgustato dalle accuse mosse a Mimì da Marcello, caccia Mimì che parte con Musette.
atto
La scena si apre nell’appartamento dei bohèmien che nostalgicamente ricordano quanto era stato lieto e pieno di speranza il Natale precedente. Marcello confessa di aver scritto una missiva per Musette in cui la implora di tornare da lui, almeno per un ultimo giorno. Mentre i quattro parlano, Mimì bussa la porta in fin di vita dilaniata dalla tosse. I quattro uomini accendono un fuoco per dare un po’ di ristoro a Mimì. Nel frattempo Musette entra e dona i suoi gioielli per pagare un dottore e delle medicine per Mimì. Ogni sforzo sarà però vano perché Mimì morirà poco dopo tra le braccia del suo Rodolfo.