Iris | Pietro Mascagni
Inutile girarci attorno: le opere di Mascagni successive a Cavalleria rusticana, tutte diverse fra loro, sono state messe in ombra dalla celebrità della prima. Destino per molti versi ingiusto, vista la loro qualità musicale. Iris è una di queste gemme nascoste: rappresentata per la prima volta nel 1898, è il primo caso di opera italiana ambientata in Giappone e anticipa alcune idee che si troveranno, di lì a poco, in Madama Butterfly (peraltro con lo stesso librettista, Luigi Illica). Ma a differenza di quello di Puccini, quello di Mascagni è un Giappone idealizzato e totalmente scollegato dalla realtà, come si addice a un dramma simbolista: in un luogo idilliaco, tra fiori, bambù e ruscelli, sono in agguato due agenti del male. La vittima è una ragazza che Illica e Mascagni riescono a seguire con mano maestra nelle vie tortuose della sua mente, dove i sogni e i ricordi dell’infanzia si scontrano con l’orrore del mondo, il rapimento a fini di abuso sessuale e infine l’agonia sul confine misterioso tra la vita e la morte. La loro creazione esplora un lato intimo della femminilità, in questo caso trasfigurata in chiave simbolica.
A Erika Grimaldi, che ha già raccolto molti successi al Regio e non solo, spetta il compito di dare vita al complesso personaggio della mousmé, della fanciulla Iris; la affiancano le voci di Roberto Frontali, Luca Tittoto e Angelo Villari, recentemente applaudito come Chénier. Daniele Menghini alla regia e Andrea Battistoni alla guida dell’orchestra portano a termine il progetto sul verismo, cominciato insieme con Cavalleria, abbracciando qui un’apertura più pronunciata ai linguaggi musicali europei.
Conferenza-Concerto: Mercoledì 4 novembre ore 18 - Piccolo Regio Puccini
Melodramma in tre atti
Personaggi e interpreti
Angelo Villari
Samuele Simoncini
Erika Grimaldi
Iwona Sobotka
Roberto Frontali
Manel Esteve Madrid
Luca Tittoto
Mariano Buccino
Albina Tonkikh (Regio Ensemble)
Didier Pieri
Calendario rappresentazioni
Luogo di svolgimento: Teatro Regio Calendario completo
Argomento
atto
Nel suo giardino, la giovane Iris racconta al padre cieco i suoi incubi notturni, presagio di sventure. La sua bellezza attira l’attenzione del nobile Osaka che, con l’aiuto del ruffiano Kyoto, organizza un piano per rapirla. Durante uno spettacolo di marionette che mette in scena la storia d’amore tra Dhia e Jor (interpretato vocalmente dallo stesso Osaka), Iris viene distratta e trascinata via dai complici. Il padre, rimasto solo, trova un biglietto che indica che la figlia si trova nello Yoshiwara, il quartiere del piacere. Credendo di essere stato abbandonato per una vita di lussuria, l'uomo parte disperato per cercarla e maledirla.
atto
Iris si risveglia in una sontuosa dimora nello Yoshiwara. Smarrita, tenta di distrarsi con l’arte e la musica, ma produce solo suoni e segni inquietanti: capisce di non essere in Paradiso. Entra Osaka per sedurla, ma Iris, nella sua innocenza, non comprende il concetto di “piacere” e vede nel giovane la “Piovra” dei suoi incubi infantili. Respinto e annoiato, Osaka abbandona la ragazza a Kyoto, che decide di esporla pubblicamente su una veranda per attirare clienti. Tra la folla accorsa appare il padre; Iris lo chiama gioiosa, ma il vecchio, accecato dal disonore, le scaglia contro del fango e la maledice ferocemente. Distrutta dal dolore, Iris si lancia nel vuoto, precipitando in un baratro.
atto
In fondo all’abisso, Iris agonizza mentre alcuni cenciaioli le rubano i vestiti preziosi. Nella sua solitudine estrema, la ragazza ode le voci dei tre uomini che hanno causato la sua rovina: l’egoismo sensuale di Osaka, l’avidità di Kyoto e la crudeltà del padre. Mentre la vita la abbandona, il Sole sorge illuminando il suo corpo. In un finale mistico e simbolista, la natura si trasforma in un tappeto di fiori che accoglie l'anima pura di Iris, elevandola verso la luce eterna.