Violanta

Copertina per il volume di Violanta
15.00€
Data di uscita

120 pagine
7 tavole a colori
12 tavole in b/n

Disponibile
ISBN
9 7 8 - 8 8 - 9 9 5 7 7- 5 2 - 0
Autore/compositore
Erich Wolfgang Korngold

Le dirò con due parole...
a cura di Donatella Meneghini

Passione e delitto nella Venezia rinascimentale
di Giangiorgio Satragni

Un ritratto
di Alberto Bosco

Una dark lady inquietante ed eccentrica.
Violanta nelle parole di Pier Luigi Pizzi

a cura di Susanna Franchi

Un compositore con i ritmi teatrali nel sangue.
Korngold secondo Pinchas Steinberg

a cura di Stefano Valanzuolo

Argomento - Argument - Synopsis - Handlung

Struttura dell’opera e organico strumentale
a cura di Enrico M. Ferrando

Le prime rappresentazioni e l’opera nel mondo

Libretto (tedesco/italiano)

Le dirò con due parole...

a cura di Donatella Meneghini

Per il pubblico italiano habitué dei teatri d’opera non si può certo affermare che il titolo Violanta sia familiare, così come il suo compositore, Erich Wolfgang Korngold. Eppure la prima rappresentazione dell’opera, avvenuta allo Hoftheater di Monaco il 28 marzo 1916, fu accolta con grande successo di pubblico e di critica, confermando il diciottenne compositore austriaco un vero enfant prodige. Il titolo peraltro era abbinato a un altro atto unico – Der Ring des Polykrates, terminato da Korngold un paio d’anni prima – non solo a Monaco ma anche nella successiva rappresentazione viennese del 10 aprile 1916. A dirigere la prima fu Bruno Walter, che di quel teatro era direttore musicale, già assistente e collaboratore di Mahler ad Amburgo e a Vienna...


Passione e delitto nella Venezia rinascimentale

di Giangiorgio Satragni

Posti di fronte all’interrogativo se Erich Wolfgang Korngold fosse un bambino prodigio o l’ultimo dei compositori tardoromantici, gli studiosi hanno in genere optato per la prima risposta, arrivando a dire che egli fu l’ultimo bambino prodigio 1. Di fronte al caso dell’atto unico Violanta, concepito all’età di 17 anni, non si hanno dubbi a rinforzare la tesi del compositore prodigio, definendola in questi termini: è prodigio non solo per facilità di scrittura, ma perché Violanta contiene già tutto il Korngold maturo, tanto l’operista che mieterà successi in Europa fino al dominio nazista, e all’inevitabile fuga negli Stati Uniti, quanto l’autore di musica per film a Hollywood, che fu rifugio per tanti artisti ebrei emigrati...


Un ritratto

di Alberto Bosco

Korngold fa parte di quella generazione di compositori nati attorno al 1900 che visse la crisi della modernità con un senso di disinvoltura sconosciuto alla generazione precedente, quella dei padri del modernismo musicale, la cosiddetta generazione dell’Ottanta, che reagì invece in modo critico, e spesso con sdegno elitario o battagliero, a quello che percepiva come un progressivo distacco dei valori e degli ideali dal mondo della vita e dell’esperienza. La condizione di smarrimento, ovvero la sensazione che le forme della cultura, dell’arte e della società non avessero più presa sulla realtà e girassero a vuoto, fu vissuta dalla generazione più giovane, divenuta matura negli anni della Grande Guerra, come una condizione esistenziale da cui partire e non a cui reagire, e dalla quale era dunque possibile trarre un’inebriante scossa vitalistica, declinando la crisi non con il rigore estetico dei loro padri, ma nei termini di un eclettismo stilistico che faceva uso di linguaggi e stilemi, tanto del passato quanto del presente, ignorandone lo svuotamento di senso o accettandolo come un dato di fatto...


Una dark lady inquietante ed eccentrica.
Violanta nelle parole di Pier Luigi Pizzi

a cura di Susanna Franchi 

Tornare al Teatro Regio per Pier Luigi Pizzi significa ritornare a quel 4 maggio 1977 quando, dopo una lunga e applaudita carriera come scenografo e costumista, debuttò come regista: era Don Giovanni di Mozart, di cui curò regia, scene, costumi, con Ruggero Raimondi come protagonista. «Sono poi tornato tante altre volte al Regio – racconta – ma certo quel debutto non si dimentica e ne ho un ricordo bellissimo».

Questo non è il suo primo Korngold perché nel 2009 ha curato un allestimento di «Die tote Stadt», la sua opera più nota, andata in scena prima alla Fenice di Venezia e poi al Massimo di Palermo. Trova delle similitudini tra le due opere, separate solo da quattro anni?
In molti punti Violanta fa già presagire Die tote Stadt. Korngold compone Violanta quando ha solo 17 anni, ma dimostra già un grande talento musicale, una fervida immaginazione e una scrittura sorprendente...


Un compositore con i ritmi teatrali nel sangue.
Korngold secondo Pinchas Steinberg

a cura di Stefano Valanzuolo

Pinchas Steinberg è uno dei pochi direttori d’orchestra importanti del panorama internazionale che possa vantare una autentica confidenza con la musica di Korngold.

Non è vero maestro?
Sì, la cosa vale soprattutto se parliamo di Die tote Stadt, che è il titolo più famoso tra quelli di Korngold: l’ho diretto, per esempio, a Parigi e Madrid, e dovunque ho notato, da parte del pubblico, attenzione e gradimento assoluti. Violanta è una rarità...


Argomento - Argument - Synopsis - Handlung


Struttura dell’opera e organico strumentale

a cura di Enrico M. Ferrando

Violanta impiega un organico strumentale di imponenti dimensioni. I legni hanno una disposizione irregolare (4/3/4/3), con l’ottavino impegnato anche con il IV flauto, mentre corno inglese, clarinetto basso e controfagotto non si alternano con lo strumento ordinario. La disposizione degli ottoni (4/3/3/1) è la più consueta per le orchestre medie e grandi.
Le due arpe, presenza normale in un organico di queste proporzioni, sono affiancate da un mandolino: ma, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, lo strumento a pizzico non è utilizzato in funzione di caratterizzazione esotico-folklorica...


Le prime rappresentazioni e l'opera nel mondo


Libretto

 

 

 

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