Per la prima volta a Torino Dialogues des Carmélites di Poulenc, uno dei più grandi capolavori del XX secolo, nell’intenso allestimento di Robert Carsen
Debuttano al Regio Yves Abel sul podio di Orchestra e Coro del Teatro ed Ekaterina Bakanova nel ruolo protagonista
Teatro Regio, martedì 31 marzo 2026 ore 20
Anteprima Giovani, venerdì 27 marzo ore 20
Compiègne, 1794. La Rivoluzione irrompe nella clausura e trasforma la vita di un convento in una domanda radicale: che cosa significa avere fede quando tutto crolla? Ispirata alla vera storia delle sedici carmelitane ghigliottinate durante il Terrore giacobino, Dialoghi delle carmelitane di Francis Poulenc è un teatro dell’interiorità, dove la musica alterna tensione e contemplazione, luce e ombra, mettendo a nudo la paura che condiziona, la violenza del potere e la scelta del sacrificio.
Da martedì 31 marzo alle ore 20 a domenica 12 aprile (per sei recite programmate prima e dopo Pasqua) il Teatro Regio presenta Dialoghi delle carmelitane di Francis Poulenc, su testo di Georges Bernanos, nella celebre produzione di Robert Carsen creata per il Dutch National Opera di Amsterdam nel 1997 con scene di Michael Levine. È la prima volta a Torino per uno dei capolavori musicali del XX secolo, in un allestimento divenuto paradigma della regia d’opera contemporanea. Sul podio di Orchestra e Coro del Regio debutta Yves Abel, profondo conoscitore della partitura, che diresse già alla nascita di questa produzione nel 1997. Tra i protagonisti spicca Ekaterina Bakanova, di ritorno a Torino dopo il successo in Manon di Massenet, ora al debutto nel ruolo di Blanche. Accanto a lei: Jean-François Lapointe (Marchese de La Force), Valentin Thill (Cavaliere de La Force), Sylvie Brunet-Grupposo (Madame de Croissy), Sally Matthews (Madame Lidoine), Antoinette Dennefeld (Madre Marie), Francesca Pia Vitale (Sorella Constance) e un numeroso cast di solisti chiamati a ricoprire i sedici personaggi della locandina.
L’Anteprima Giovani dell’opera — dedicata al pubblico under 30 — è venerdì 27 marzo alle ore 20.
Un allestimento che ha segnato la regia d’opera: una danza verso la luce
La lettura di Robert Carsen è diventata un riferimento internazionale per l’essenzialità del linguaggio scenico e la forza emotiva con cui restituisce il nucleo morale e spirituale dell’opera. Per il regista canadese Dialogues des Carmélites è un’opera profondamente atipica, dove al centro non c’è il consueto intreccio di passioni e morte, ma una questione esistenziale trattata in forma rarefatta e filosofica. Il dialogo è il vero motore drammaturgico: i personaggi “parlano” molto, ma non sempre riescono davvero a comunicare. In uno spazio astratto, quasi sacro, sono i corpi, le distanze e la luce a costruire i luoghi dell’azione; nessun realismo descrittivo, nessuna simbologia imposta, per lasciare allo spettatore la libertà di riempire la scena con la propria esperienza interiore. Evitare oggetti e segni superflui significa sottrarsi a un’“iper-teatralità” e accompagnare l’opera verso la sua dimensione più universale, come riflessione sul coraggio, sulla paura e sulla responsabilità individuale. Figura chiave è Blanche de la Force, personaggio letterario fragile e timoroso creato da Gertrud von Le Fort, il cui cammino interiore — dalla paura alla scelta consapevole del sacrificio — rende visibile il cuore etico del dramma. È proprio questa capacità di parlare a tutti, al di là di ogni appartenenza religiosa, che secondo Carsen rende l’opera così potente sul piano umano, spirituale e intellettuale. Anche nella celeberrima scena finale, il regista evita ogni realismo crudo per cercare nella musica di Poulenc una dimensione ulteriore. Ne nasce un’immagine stilizzata e di intensa bellezza, che Carsen ha definito una “danza verso la luce”: non solo tragedia, ma attraversamento, trasformazione, compimento.
Interpreti
Ospite abituale delle più prestigiose orchestre e istituzioni liriche internazionali, Yves Abel è Direttore principale della San Diego Opera dalla Stagione 2020/21; il suo incarico è stato recentemente rinnovato fino al 2032. È stato Direttore musicale della NWD Philharmonie di Herford e Direttore ospite principale alla Deutsche Oper Berlin. Franco-canadese, il maestro Abel ha un’affinità speciale con il repertorio francese, e ha ottenuto grande successo come ideatore e direttore musicale dell’Opéra Français de New York, istituzione fondata nel 1988 al fine di rendere noto il repertorio operistico francese di più rara esecuzione, come la prima assoluta dell’opera To Be Sung di Pascal Dusapin. Per questo impegno, nel 2009 il Governo francese gli ha conferito il titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres. Nel 2017 ha ricevuto il Rubies Award di Opera Canada per il suo contributo alla vita operistica del Paese. Ha inciso con Decca, Chandos, Erato e Deutsche Grammophon.
Opera lirica, prosa, musical e grandi mostre internazionali: il nome di Robert Carsen è associato in tutto il mondo a produzioni di straordinario rilievo. Considerato uno dei maggiori registi d’opera viventi, ha saputo rinnovare profondamente il linguaggio della regia lirica, raggiungendo vertici di assoluta perfezione, stilistica e formale. Il Teatro Regio e il regista canadese vantano un rapporto artistico particolarmente significativo, avviato nel 1996 con Cendrillon e proseguito con Mefistofele (2002), Rusalka (2007), Salome (2008), La piccola volpe astuta e Katia Kabanova (2016 e 2017, nell’ambito del Progetto Janáček–Carsen). Nato a Toronto nel 1954, Carsen si è affermato dagli anni Novanta come una delle voci più originali della scena internazionale. Acclamato dalla critica, celebrato dal pubblico e richiesto nei più importanti palcoscenici lirici, ha affrontato un repertorio vastissimo, dal barocco al contemporaneo. Le sue produzioni sono riconosciute per la capacità di rileggere in profondità la drammaturgia senza mai tradire lo spirito delle partiture, esaltandone l’essenza attraverso immagini di grande forza simbolica e raffinata eleganza visiva. Regista, scenografo e light designer, concepisce i capolavori operistici come drammi vivi e attuali, mettendo al centro le relazioni umane, le tensioni psicologiche e le dinamiche di potere.
Le scene della produzione sono firmate da Michael Levine, i costumi da Falk Bauer, le splendide coreografie da Philippe Giraudeau, le luci dallo stesso Robert Carsen insieme a Cor van den Brink. La regia è ripresa da Christophe Gayral, la drammaturgia originale è di Ian Burton. Il team creativo si avvale degli assistenti Alejandro Gonzales (scene) e Bettina Hinteregger (costumi).
Il Terrore, la fede, la scelta
La storia di Dialogues des Carmélites affonda le radici in un episodio storico realmente accaduto: l’esecuzione, il 17 luglio 1794 a Parigi, nell’ultima e più repressiva fase del regime del Terrore, di sedici suore carmelitane che rifiutarono di rinunciare ai loro voti religiosi, passate alla storia come le martiri di Compiègne. Il tragico evento ispirò nel 1931 il romanzo Die Letzte am Schafott (L’ultima al patibolo) di Gertrud von Le Fort, da cui nel 1947 Raymond Bruckberger trasse una sceneggiatura cinematografica, affidando a Georges Bernanos la scrittura dei dialoghi. Pubblicati nel 1949, i Dialogues ottennero un notevole successo teatrale, tanto che nel 1953 l’editore Ricordi propose a Francis Poulenc di trasformarli in un’opera. Affascinato dalla profondità psicologica dei personaggi, in particolare femminili, il compositore completò la partitura nel 1956. La prima rappresentazione ebbe luogo alla Scala il 26 gennaio 1957, in traduzione italiana, mentre pochi mesi dopo, il 21 giugno, l’opera andò in scena in lingua originale francese all’Opéra di Parigi. Poulenc dedicò la partitura alla memoria della madre e dei compositori che considerava suoi maestri ideali: «alla memoria di mia madre, che mi ha dischiuso alla musica, di Claude Debussy, che mi ha donato il gusto di scriverla, di Claudio Monteverdi, Giuseppe Verdi e Modest Musorgskij, che mi sono serviti da modello».
Conferenza-concerto
L’opera sarà presentata al pubblico mercoledì 25 marzo alle ore 18 al Piccolo Regio Puccini nella conferenza-concerto condotta dalla giornalista Susanna Franchi. L’ingresso è libero.
Biglietti e Informazioni
I biglietti sono in vendita alla Biglietteria del Teatro Regio e on line su www.teatroregio.torino.it. Biglietteria: Piazza Castello 215 - Torino | Tel. 011.8815.241/242 | biglietteria@teatroregio.torino.it. Orario di apertura: da lunedì a sabato ore 11-19; domenica: ore 10.30-15.30. Informazioni e aggiornamenti: www.teatroregio.torino.it
Ufficio stampa Teatro Regio
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