Palcoscenico

Fra i più grandi d’Europa, il palcoscenico del Teatro Regio di Torino si presenta come una complessa struttura con pianta a croce latina. Sovrastato dall’imponente torre di scena, si articola in una scena centrale con sei ponti mobili, due scene laterali e una dorsale.


Scena centrale e ponti mobili

 artisti al proscenio per gli applausiLa scena centrale o “d’azione” è l’unica parte del palcoscenico visibile al pubblico. È composta da parti fisse e mobili, che sono in grado di ricreare i più disparati tipi di scenografie. Non v’è alcun dubbio che la scena centrale sia il vero fulcro d’attrazione del teatro, se non altro per gli spettatori, che vi vedono consumarsi drammi, passioni e commedie. Il pulpito di comando è però situato ben lontano dagli occhi degli astanti: sul secondo ballatoio della torre di scena, a più di 7 metri d’altezza!


Torre di scena

La torre di scena vista dall’esternoLa torre di scena domina la scena centrale dai suoi 32 metri d’altezza. La sua notevole capacità di contenimento e di carico consente di ospitare un elevato numero di macchinari, fondali, nonché di quinte e luci, che grazie ai molti tiri di scena possono essere sollevati e nascosti alla vista del pubblico.


Scene laterali

La segnaletica di palcoLe scene laterali, sono due spazi simmetrici alla scena centrale che permettono di ospitare le scenografie o gli elementi d’attrezzeria, facendo risparmiare tempo prezioso durante i cambi di scena. Sono dotate di carrelli modulari che entrano in funzione durante ogni cambio di scena: un’operazione che deve essere veloce, organizzata e silenziosissima. Artisti, macchinisti, attrezzisti e sarte vanno e vengono freneticamente in una irreale animatissima penombra. Su tutti, l’occhio vigile e l’abile guida del direttore di scena.


Carrello dorsale e montascene

La scena dorsaleIl carrello dorsale è una sorta di piattaforma di ampie dimensioni che col suo movimento permette rapidi cambi di scena. Alla sua sinistra, invece, troviamo il montascene: un vero e proprio ascensore di scena. Grazie a questi due enormi macchinari e ad altri meccanismi di scena si riescono a costruire le scenografie più complesse e a realizzare i cambi di scena più arditi.
Accanto al montascene trova posto l’attrezzeria, il deposito degli attrezzi e degli utensili adoperati dai tecnici di scena. Tra la scena centrale e quella dorsale, poi, esiste un ulteriore sipario tagliafuoco, che isola anche acusticamente le due zone, permettendo così di effettuare contemporaneamente una prova sul carrello dorsale e lavori di allestimento sulla scena centrale (o viceversa).


Laboratorio di fonica

Il grande mixer audio digitale che controlla tutti i segnali audio provenienti o destinati alla salaIl laboratorio di fonica è il cuore tecnologico che rende possibile diffondere il sonoro dell’esecuzione in corso nei locali tecnici e nel foyer (a beneficio dei ritardatari). In occasioni particolari vengono qui realizzati specifici effetti audio.
All’interno del locale – situato sul versante laterale destro del palcoscenico ed elevato a 3,5 metri dal suolo – troviamo un ottimo impianto di fonìa formato da diversi mixer professionali, varie tipologie di registratori, nonché impianti computerizzati destinati all’elaborazione audio/video e all’equalizzazione digitale. Esistono inoltre tre impianti di comunicazione di servizio: via filo, via radio con cuffie e via ricetrasmittenti, onde permettere ai tecnici di comunicare fra loro da luoghi diversi.
Da qui viene inoltre gestito l’impianto televisivo a circuito chiuso con cineprese fisse (una in sala per riprendere la scena e una nella fossa dell’orchestra per riprendere il direttore) che trasmettono le immagini anche nel foyer.