Sala

La sala ha un’originale forma a conchiglia semiaperta, le cui linee convergono visivamente verso il palcoscenico. La platea digradante e la singola corona di palchi consentono una capienza totale di 1592 posti.


Platea

La platea del Teatro RegioLa platea, restaurata nel 1996 per migliorare l’acustica, è composta da 29 file digradanti e ha una capienza di 1398 posti. Le poltrone della platea, anch’esse interessate ad opera di restauro, sono rivestite quasi interamente di velluto rosso, ad eccezione del dorso che, come le pareti e il pavimento della sala, è in legno di faggio.


Lampadario

Veduta dal basso, a 180 gradi, del lampadario della salaIl lampadario si presenta come un’affascinante cascata dorata disposta secondo un criterio di apparente casualità su una vasta superficie della cupola. Composto di 1762 steli dotati di punto luce e 1900 steli riflettenti in perspex di varia lunghezza, raggiunge una potenza totale di 70,5 chilowatt, mentre quella di ogni singola lampada è di 40 watt.


Copertura

La copertura lignea della sala nei caratteristici toni digradanti dall’avorio all’indacoLa sala è ricoperta da una cupola lignea a forma di conchiglia. Presenta un’originale gradazione cromatica che va dall’avorio appena venato di indaco all’indaco intenso. La copertura, essendo la principale responsabile della resa acustica della sala, è stata studiata in ogni minimo particolare strutturale da ingegneri esperti in fisica acustica. È sostenuta grazie a un sistema di cavi metallici alla struttura esterna in cemento armato.


Palchi

Teoria di palchi digradanti a partire dal palco centraleLungo la circonferenza della sala sono disposti a corona 31 palchi digradanti. Il più ampio, capace di 18 poltrone, è quello centrale, situato nel punto più alto. I palchi laterali sono capaci di 6 o 4 poltrone, per un totale di 194 posti.
L’ingresso ai palchi è mediato dalla presenza di un retropalco dotato di specchio e appendiabiti. La disposizione digradante dei palchi verso il palcoscenico permette una completa visibilità, favorita dal leggero sfasamento dei parapetti, maggiormente rivolti verso il palcoscenico.


Intercapedine

L’intercapedine fra la copertura lignea e il paraboloide iperbolico in cemento armatoTra la soffittatura della sala e la copertura in cemento armato è presente un’intercapedine: un ambiente surreale composto da cavi e passerelle metallici. Una rete intricata di sospensioni d’acciaio sorregge dunque la cupola lignea e un sorprendente intersecarsi di passerelle raggiunge ogni punto della controsoffittatura, consentendo di effettuare eventuali opere di manutenzione agli impianti elettrici, di aerazione e antincendio, evitando il diretto contatto con la delicata struttura sottostante.

Da alcune aperture nella cupola passano i fasci luminosi di grossi proiettori, detti “occhi di bue”, i quali emettono potenti coni di luce che, attraversata la lunghezza della sala, colpiscono punti specifici della scena per mettere in risalto oggetti o personaggi.


Cabina regia luci

La finestra oblunga della cabina di regia luci vista dalla salaLa finestra oblunga della cabina di regia luci è posta nella zona sottostante il palco centrale. Da qui vengono regolati, secondo un sistema computerizzato, i circuiti di illuminazione del palcoscenico.
La cabina è dotata di un mixer per effetti speciali e di due mixer luci da 512 canali.
Durante lo svolgimento dello spettacolo, il tecnico luci è collegato via audio a un maestro collaboratore situato dietro le quinte: infatti, anche se gli effetti luce vengono memorizzati durante speciali prove, il susseguirsi dei cambi luce non può essere completamente automatizzato, poiché i tempi musicali possono cambiare a ogni recita.


Golfo mistico

La buca d’orchestra (e la sala) visti dal palcoscenicoIl golfo mistico è lo spazio riservato all’orchestra e al direttore. Comunemente chiamato buca o fossa d’orchestra, è composto da una parte fissa – situata a più di 3 metri di profondità – e da un piano mobile che può essere regolato a diversi livelli d’altezza, a seconda delle esigenze di scena. Durante i concerti sinfonici il piano della buca viene alzato a livello del palcoscenico.


Boccascena e sipari

Il boccascena del Teatro Regio dopo il restauro acustico del 1996Il boccascena, anch’esso interessato dal restauro acustico del 1996, costituisce la struttura di collegamento tra la sala e il palcoscenico. È un riquadro costituito da elementi mobili che permettono di ottenere varie possibilità di riquadrare la scena. L’attuale boccascena, sovrapposto all’originale struttura molliniana, è costituito dalle due torri mobili laterali e dall’architrave superiore (arlecchino). Esistono poi tre tipi di sipario: all’italiana (rosso, ad apertura orizzontale), imperiale (verde, ad apertura verso gli angoli superiori) e tagliafuoco (bianco).