Onegin

Teatro Regio, Giovedì 10 Dicembre 2015 - Domenica 13 Dicembre 2015

Presentazione

Eifman Ballet in Onegin

Evgenij Onegin, uomo di mondo che conosce l'Europa e la sua cultura, costretto a vivere nella magione di campagna accanto a un vecchio zio malato da accudire, spesso in visita nella vicina tenuta dei Larin, tipica famiglia nobiliare russa che vive alla buona, dove le donne di casa passano il tempo a ricamare in giardino, cuocere marmellate e a indagare il futuro osservando una candela in un doppio specchio, lasciandosi scivolare la vita fra le dita.
Evgenij Onegin, dandy annoiato, pronto a uccidere in duello il migliore amico per una ripicca, nobiluomo sempre più lontano dagli ideali imperiali e zaristi, ma incapace di prendere in mano il proprio destino. Non un poema, ma un romanzo in versi, “diabolica differenza” sottolineava Aleksandr Puškin in una lettera a un amico mentre era preso nella stesura di questo monumento della letteratura russa del primo Ottocento, incominciato durante il confino nel sud della Russia, dove lo aveva relegato lo zar Alessandro I nel 1823, e terminato nel 1831.
Quattro destini incrociati di giovani innamorati. Un girotondo perfetto di amore, rifiuto, delitto, fuga e pentimento: Tatjana che si innamora di Onegin che la rifiuta e fa la corte alla sorella Ol'ga, che è fidanzata di Lenskij. Questi sfida a duello Onegin, che lo uccide. Dovranno passare molti anni perché Onegin e Tatjana si incrocino di nuovo a Pietroburgo, ma la nuova passione di lui non potrà più essere corrisposta dalla autorevole dama della nobiltà della capitale.
Una vicenda che passerà all'opera e alla danza. Con Čajkovskij e le sue “scene liriche” del 1879; e con John Cranko, che lo ha messo in danza per il Balletto di Stoccarda nel 1965.
Bene, dimenticatevi di tutto questo, perché Evgenij Onegin rinasce ora ai tempi del putsch. Il balletto di Boris Eifman è ambientato nel 1991, nei giorni dell'assalto alla Casa Bianca e dell'intervento salvifico di Eltsin, e dell'originale di Puškin conserva tutta la forza drammatica. Ora però Lenskij è un dissidente in jeans e chitarra, Onegin un oligarca annoiato, Tatjana e Ol'ga romantiche, ma amanti della bella vita. Se avevate dei sospetti sulla pulsione che spinge Onegin a corteggiare Ol'ga, fidanzata di Lenskij, dopo avere respinto le profferte di Tatjana, Eifman ve le esplicita: lo fa perché a sua volta è stato respinto da Lenskij, di cui è inconsciamente invaghito.
A questo aggiungete che la bella Tatjana esce dalla tragedia sposando il ricco Gremin, uomo dal losco passato, ferito negli scontri del ’91 e con una benda nera su un occhio.
Grandi scene di eleganza vistosa dei nuovi ricchi, balli scintillanti dove arriva Onegin e si innamora di quella bella donna che aveva respinto da ragazzetta.
Per raccontarci tutto questo, Eifman fa ricorso a un linguaggio coreografico ibrido, molto esigente per i suoi splendidi danzatori. Usa, per le idealistiche esplosioni di libertà degli anni Novanta, la musica di Aleksandr Sitkoveckij: Empty Arena, un rock elegante, fra Santana e Pink Floyd.
Massiccio ovviamente il ricorso a Čajkovskij, dal quale pesca nella vasta produzione sinfonica, senza tralasciare l'Onegin. Per esempio il grande valzer del primo atto, che qui diventa l'occasione di ballo per i nuovi ricchi russi.
Se a noi occidentali questa versione può sembrare al primo impatto straniante, in realtà nella cultura russa questi temi sono costantemente presenti, come ben ci spiega Eifman: «Perché ho scelto proprio il romanzo Evgenij Onegin di Aleksandr Puškin? Cosa racchiude, da attirare oggi la mia attenzione? Il romanzo è stato definito “un’enciclopedia della vita russa”, in cui Puškin ha creato un esempio perfetto dell'indole russa di quel tempo, dandone un’immagine poetica, misteriosa, imprevedibile ed estremamente sensuale».
«Ho trasportato i personaggi di Puškin ai giorni nostri, in circostanze nuove, più drammatiche, anche estreme, quando il vecchio mondo collassa e la vita ci impone nuove regole. Avevo bisogno di questo esperimento per rispondere a una domanda che mi assilla: cos’è oggi l'anima russa? Ha preservato la sua unicità, il suo mistero, la sua forza d’attrazione? Cosa farebbero i personaggi del romanzo se vivessero oggi? Cosa nel romanzo era un riflesso dei tempi e cosa una traccia del destino di molte generazioni di miei connazionali?».

Dati essenziali

Coreografia: Boris Eifman
Prima rappresentazione: 2009 San Pietroburgo, Eifman Ballet Theater