Didone ed Enea

Teatro Regio, Giovedì 19 Novembre 2015 - Sabato 28 Novembre 2015

Presentazione

Foto di scenaFoto di scena (foto Frédéric Carnuccini - Agence Albatros)

«Mr. Josias Priest, un celebre maestro di ballo e coreografo teatrale, teneva un convitto per giovani gentildonne a Leicester Fields. Poiché la natura della sua professione lo inclinava alle rappresentazioni drammatiche, egli fece scrivere a Tate, e musicare a Purcell, un drammetto intitolato Dido and Aeneas. Purcell aveva diciannove anni di età, ma la musica di quest’opera aveva così poco l'apparenza di un saggio puerile, che pochi musicisti in Inghilterra non si sarebbero sentiti onorati di esserne autori. La presentazione di questo piccolo lavoro da parte delle giovani gentildonne collegiali, di fronte a uno scelto pubblico di genitori e amici, fu accolta da generale applauso, del quale una porzione non scarsa si considerò merito di Purcell». Così nel 1776 Sir John Hawkins, nella sua A General History of the Science and Practice of Music, descriveva il debutto del lavoro di Henry Purcell avvenuto verso il 1678: la data esatta non è certa, così come non si hanno nemmeno certezze sulla data di nascita del compositore. Se la fonte è il Quarto Libro dell'Eneide (tra il 1620 e il 1688 erano state realizzate tredici versioni inglesi del testo virgiliano), nel libretto di Nahum Tate ci sono però alcune sostanziali differenze. La più importante è
sicuramente il ruolo delle streghe (protagoniste dell'impressionante inizio del secondo atto), che ordiscono una terribile trama contro Didone: la maga è invidiosa della felicità della regina di Cartagine e spinge un suo “fido folletto” a trasformarsi in Mercurio per costringere Enea a salpare. Mentre nell'Eneide non c’è nessun artifizio: sono proprio gli dèi a spingere il condottiero troiano a partire per fondare Roma (sarà più fedele al testo latino il Berlioz dei Troyens!). Ispirata a modelli operistici italiani e francesi, l'opera di Purcell raggiunge il culmine dell'emozione nello splendido lamento finale di Didone, donna ferita che non perde la propria dignità nemmeno nel momento del suicidio: “Ricordati di me, ma dimentica la mia sorte!”, dirà alla sorella. Come è tradizione, l'opera viene eseguita utilizzando anche pagine di danza o brani sinfonici composti da Purcell per altre sue opere.

Dati essenziali

Compositore: Henry Purcell
Librettista: Nahum Tate
Prima rappresentazione: 1688 Londra, Josias Priest's girls' school