Anna Karenina

Teatro Regio, Giovedì 3 Dicembre 2015 - Domenica 6 Dicembre 2015

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Presentazione

Eifman Ballet in Anna Karenina

Non è stato facile il cammino verso il successo di Boris Jakovlevič Eifman. Nel 1977, quando fonda la sua compagnia nell'allora Leningrado, in piena stagnazione brežneviana, era una prova di coraggio proporre una danza non accademica, fuori dagli schemi del classicismo sovietico, o raccontare storie di antieroi, di perdenti come Il Maestro e Margherita di Bulgakov, autore che in quegli anni era ancora al bando per i cittadini sovietici. Così come ricorrere alle musiche dei Pink Floyd o di McLaughlin.
Nato nel 1946 a Rubtsovsk, in Siberia, e trasferitosi a Leningrado, Eifman intraprende presto la carriera di coreografo, sorretto da un sentimento quasi mistico per il proprio mestiere: «Ho sempre creduto che quel che faccio avrebbe interessato il pubblico e che questo era il mio destino. Tutta la mia vita sono stato in ascolto delle mie ispirazioni. Essere un vero coreografo è un dono di dio».
Nei primi dieci anni di vita, gli spettacoli “forti” di Eifman hanno problemi con la censura e con l'establishment sovietico. Nessuna possibilità di fare tournée all'estero. Solamente con l'arrivo della glasnost e della perestrojka si aprono, anche per la compagnia di Eifman, le porte dell'Occidente. Prima in Europa poi negli Stati Uniti, dove diventa presto un nome di grande successo.
Si apre così, a partire dagli anni Novanta, una nuova stagione creativa, che prende le mosse dal balletto Čajkovskij, meditazione sulla vita del compositore, e prosegue con altri titoli di grande impatto, dove al mélo si mescola uno stile grandioso, un piglio narrativo retorico che fanno di Eifman il beniamino del grande pubblico. Nascono Un Amleto russo (dedicato alla figura dello zar Paolo I), La mia Gerusalemme, La Giselle rossa, Don Chisciotte e Don Juan, or Moliere Passions. Un catalogo che non cessa di arricchirsi: tra le recenti e nuove produzioni citiamo Il Gabbiano, Anna Karenina, Onegin, Rodin, Beyond Sin, Requiem e Up&Down.
Anna Karenina ha affascinato a lungo Boris Eifman. E l'incontro con la tragica eroina di Tol'stoj era ineludibile, affascinato come era dalla precisione e stupefacente sensibilità con cui il grande scrittore ha descritto il mondo psicologico dei suoi eroi.
Con uno straordinario florilegio di musiche di Čajkovskij, lungo la vicenda della tol'stojana Anna si snoda un balletto in due tempi stringato e asciutto, tutto costruito sul triangolo Anna, il marito Karenin e l'amante Vronskij, con sullo sfondo un corpo di ballo di 24 danzatori. Tutti gli altri personaggi sono aboliti. Così risalta meglio l'essenza del romanzo, la passione devastante e senza tempo della donna matura che si perde nei gorghi amorosi con il giovane amante, lacerata fra desiderio e obblighi familiari nei confronti del marito Karenin e del piccolo figlio Serëža. Proprio sul piccolo, in velluto blu che gioca con un trenino, si apre il balletto, scandito dalle note della serenata per archi.
Poche, agilissime scene consentono di passare – con rapidità cinematografica – da un luogo all'altro: il ballo a Mosca (bellissimi i costumi in varie tonalità di grigio), dove gli amanti si incontrano per la prima volta; le corse dei cavalli; la caserma con i commilitoni di Vronskij ubriachi; il carnevale veneziano con una sarabanda di maschere dorate, proprio quelle dei negozi di Venezia che qui incredibilmente perdono tutto il kitsch per acquistare una tragica verità, sulle note di una travolgente polonaise; la stazione di Mosca con il suicidio sotto al treno, reso da una furibonda danza collettiva della compagnia in nero. Finale con il corpo di Anna privo di vita su un carrello che ricorda mille immagini di morti nei lager o nei gulag.
Alle scene di insieme si alternano i passi a due d’amore, sentimento, passione, sesso e disamore fra Anna e Vronskij; di reciproco disprezzo, di gelida formalità e poi di violenza fra la donna e Karenin. Lo stile visionario di Eifman risalta qui al meglio, in un lavoro dove l'abituale tentazione di cedere al ridondante è saldamente vinta.
Fra le molte riduzioni di Anna Karenina per il teatro, il balletto e il cinema, occorre ricordare che, per la prima volta, molti anni fa l'eroina tol'stojana era stata portata in danza dalla grande Majja Pliseckaja, protagonista e autrice della coreografia. La musica era un amoroso omaggio del marito, il grande musicista Rodion Ščedrin. Uno spettacolo che viveva soprattutto grazie alla presenza carismatica della ballerina.

Dati essenziali

Coreografia: Boris Eifman
Prima rappresentazione: 2005 San Pietroburgo, State Academic Ballet Theatre