Carmina Burana

Teatro Regio, Giovedì 17 Dicembre 2015 - Martedì 22 Dicembre 2015

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Presentazione

Foto di scenaCarmina Burana - Produzione originale Círculo Portuense de Ópera (Porto)

Colonna sonora di film (ricordate la cavalcata di Artù nel film Excalibur?), musica per spot pubblicitari, brano per esibizioni di pattinatrici: i Carmina Burana di Carl Orff (soprattutto l'impressionante incipit “O fortuna”) sono una delle pagine più famose della musica classica anche tra chi non frequenta le sale da concerto o i teatri, proprio per quell'impatto immediato così ritmicamente prorompente. Consultando un catalogo di antiquariato di Würzburg, Carl Orff scoprì il codice latino 4660, che fino al 1803 era stato conservato nella Biblioteca dell'Abbazia di Benediktbeuern (ovvero l'antica Bura Sancti Benedicti, che era stata fondata sulle Alpi bavaresi da San Bonifacio). Il codice si intitolava Carmina Burana (era stato lo studioso Johann Andreas Schmeller a dargli questo titolo in occasione della prima pubblicazione) e conteneva 228 testi poetici (in latino e tedesco) composti dai clerici vagantes e presentati in 112 fogli di pergamena, con 8 miniature. Orff ne ordinò una copia e il Giovedì Santo del 1934 ricevette il libro: «Nell'aprirlo trovai subito sulla prima pagina l'immagine, da lungo tempo famosa, della Fortuna con la ruota. Immagine e parole mi sopraffecero». Così compose subito i primi due cori “O fortuna” e “Fortune plango vulnera”. Nacquero così i Carmina Burana: “Cantiones profanae cantoribus et choris cantadae comitantibus instrumentis atque imaginibus magicis”, ovvero “Canzoni profane per solisti e coro accompagnati da strumenti e immagini magiche”. I testi scelti da Orff, incorniciati dalla Fortuna che apre e chiude il lavoro, raccontano di amori e di bevute in osteria, di abati e di cigni, di natura e del cieco ciclo della fortuna. Il compositore, che confessò di essere rimasto colpito dalla “trascinante forza ritmica, dalla ricchezza immaginifica” dei Carmina, non pensava a un’esecuzione in forma di concerto, ma a una vera e propria rappresentazione scenica, e così i Carmina Burana debuttarono l'8 giugno 1937 all'Opera di Stato di Francoforte sotto la direzione di Bertil Wetzelsberger, la regia di Oscar Walterlin e le scene di Ludwig Sievert. Nel 1942 Richard Strauss rispondeva con molti complimenti al compositore che gli aveva inviato una copia dei Carmina e gli pronosticava un avvenire di compositore per il teatro. La prima in Italia si tenne il 10 ottobre 1942 al Teatro alla Scala, con Gino Marinuzzi sul podio, la regia di Oscar Fritz Schuh e le scene di Caspar Neher. I Carmina Burana divennero il primo pannello di un trittico musicale, I Trionfi, che comprendeva i Catulli Carmina e il Trionfo di Afrodite. Nel corso degli anni, i Carmina Burana sono diventati una pagina da concerto, non da palcoscenico, mentre il Regio li proporrà proprio in versione scenica, secondo l'iniziale desiderio del compositore.
Lo spettacolo, firmato da Mietta Corli, utilizza immagini evocative per ricreare quel mondo medievale di boschi, cavalli e taverne, riprendendo anche immagini dei codici miniati per introdurre le varie sezioni, e muove sapientemente coristi e solisti, interpreti dei 24 poemi scelti da Orff.
«Per diverso tempo ho cercato di capire perché Orff non avesse scritto una drammaturgia dei Carmina Burana, né lasciato indicazioni sceniche, ma avesse solo inserito immagini magiche, come parte determinante dell'esecuzione», spiega la regista. «Ciò che credo interessasse molto a Orff era il potenziale immaginifico dei testi, poiché la sua idea di teatro sembra partire dall'energia originaria della parola. Attraverso la musica, Orff sembra attuare un processo di disvelamento di quel potenziale immaginifico dei testi da cui era attratto, facendo così affiorare l'essenza delle immagini in essa contenute. Forse in questo consiste quella imago magica che mi sembra di poter interpretare come il risultato di una sorta di trasfigurazione della parola, come se la musica la sbalzasse fuori dalla pagina del libro rendendola immagine scenica. Da qui ha inizio l'evento teatrale più evocativo che reale, poiché legato all'incorporeità di un testo che diviene visione. ICarmina iniziano con la Fortuna che appare come energia motrice della ruota azionante la legge ineluttabile che incatena l'uomo: l'inesorabile scorrere del tempo che accompagna il percorso di ogni essere vivente. Ogni vita umana è inserita in questo andamento ritmico, a cui non si può sottrarre e all'interno del quale vive le sue stagioni di gioia e di dolore».

Dati essenziali

Compositore: Carl Orff
Prima rappresentazione: 1937 Francoforte sul Meno, Oper Frankfurt