Il barbiere di Siviglia

Teatro Regio, Domenica 2 Maggio 2010 - Venerdì 14 Maggio 2010

Presentazione

Foto di scena del Barbiere di Siviglia

Rossini firmò nel dicembre del 1815 un contratto con il Teatro Argentina di Roma per un’opera da rappresentarsi alla fine dell’imminente stagione di Carnevale. Incaricò del libretto Cesare Sterbini, che fece ricorso ad una fonte letteraria in gran voga e di sicuro successo: il Barbiere era già stato messo in musica sei volte, tanto che il libretto fu intitolato Almaviva, o L’inutile precauzione per distinguerlo da Il barbiere di Siviglia di Paisiello e per non urtare gli ammiratori (il titolo attuale sarà utilizzato solo a partire dalla ripresa di Bologna del 1816).

Rossini realizzò la partitura con leggendaria rapidità, ma la prima esecuzione fu molto contestata (soprattutto dai sostenitori di Paisiello) divenendo — insieme a Traviata e Butterfly — uno dei fiaschi più famosi della storia dell’opera.

Per quanto all’epoca non fosse il titolo rossiniano più popolare, il Barbiere conobbe una graduale, amplissima diffusione, tanto da essere la più antica opera italiana mai uscita dal repertorio. Nel corso dell’Ottocento e all’inizio del Novecento, tuttavia, fu banalizzata da esecuzioni che ne privilegiavano gli aspetti farseschi o ne modificavano la natura musicale.

L’edizione diretta da Vittorio Gui nel 1942 al Teatro Comunale di Firenze è stata la prima rappresentazione moderna con ricorso a materiali originali, secondo una prassi esecutiva, oggi consolidata, che rende pienamente merito all’eleganza melodica, all’elettrizzante ritmica, alla frizzante strumentazione e alla freschezza dell’invenzione di Rossini.

Dati essenziali

Compositore: Gioachino Rossini
Librettista: Cesare Sterbini
Prima rappresentazione: 1816 Roma, Teatro Argentina

Allestimenti precedenti:

1855, 1856, 1862, 1865, 1869, 1880, 1900, 1914, 1924, 1928, 1932, 1936, 1947, 1948, 1952, 1958, 1965, 1970, 1973, 1978, 1987, 1991, 2000, 2007, 2008