Omaggio a Fokin

Teatro Regio, Venerdì 14 Ottobre 2011 - Martedì 18 Ottobre 2011

Presentazione

Balletto del Teatro Mariinskij in ShéhérazadeThe Red Shoes (Scarpette rosse) di Michael Powell e Emeric Pressburger (1948)

Nelle sue memorie intitolate Contro corrente, Michail Fokin (1880-1942) ricorda il senso di inutilità che provava quando con Tamara Karsavina, sua danseuse fétiche come direbbero i francesi, affrontava i passi a due del repertorio classico. Sempre la stessa storia: adagio applausi, variazioni applausi, coda applausi e magari un bis. Interrompendo l’emozione di un balletto. Nasceva anche di lì la rivolta di Fokin e il desiderio di innovazione verso una danza più aderente alla realtà. Mentre però a Mosca Aleksandr Gorskij imboccava la strada di un realismo ispirato al metodo Stanislavskij, a Pietroburgo Fokin arrivava a un balletto più stilizzato passando attraverso le tentazioni dell’esotismo, del simbolismo, del gusto per l’appena trascorso ’800. Come c’era da aspettarsi in una città dove l’avanguardia di Djagilev e della sua rivista «Il mondo dell’arte» schiacciava appunto il pedale di questi temi. Ecco come nascono le Shéhérazade, i guerrieri polovesiani, i cigni morenti, le disincarnate silfidi, i pupazzi Petruška con i quali dal 1909 Fokin, Djagilev, Nižinskij e compagnia danzante (i Ballets Russes) avrebbero conquistato Parigi e il resto del mondo. Ballets Russes con cui Fokin sarebbe rimasto sino al 1912. In quei pochi anni ci regalava una manciata di balletti brevi, entrati nel repertorio del ’900, intimamente legati con le scene, i costumi e la musica, secondo una nuova concezione d’opera d’arte totale.

Dati essenziali

Coreografia: Michail Fokin