La Bayadère

Teatro Regio, Venerdì 21 Ottobre 2011 - Martedì 25 Ottobre 2011

Presentazione

Il Balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo nella BayadèreBollywood: The Greatest Love Story Ever Told

Ekaterina Ottovna Vazem, prima interprete della Bayadère nel 1877, nelle sue memorie non ha parole gentili nei confronti di Marius Petipa (1810-1910), lo descrive altezzoso con gli umili e riverente con i potenti; e avanza sospetti sulla sua onestà. Tutte cattiverie. Lei preferiva Arthur Saint-Léon, il gran nemico di Petipa, al quale succederà quando nel 1871 sarà nominato Premier Maître de Ballet. Al di là delle malignità da sala ballo, tutta la seconda metà dell’800 a Pietroburgo è stata dominata dalla presenza di Petipa. Questo marsigliese, figlio e fratello di danzatori, non un grande ballerino ma fecondo genio della coreografia, ha fondato la danza russa come abbiamo imparato a conoscerla, unendo la grazia francese con il virtuosismo italiano (Legnani, Brianza, dell’Era erano le sue étoile degli anni ’90). Da questo blend sarebbero nate le grandi ballerine russe della generazione a cavallo fra ’800 e ’900 (Kšesinskaja, Preobraženskaja, Egorova), ma soprattutto una collana di delizie coreografiche che va dal Don Chisciotte a La Bayadère, da Schiaccianoci a Il lago dei cigni, da La bella addormentata a Raymonda. Un padre fondatore dal balletto classico. Le orientali di Fokin, le sultane, le concubine nell’harem di Shéhérazade non avrebbero certamente trionfato a Parigi mandando in estasi Marcel Proust e i suoi amici se trenta anni prima non ci fossero state le scoperte esotiche di Marius Petipa nel suo balletto hindù. Certo, Shéhérazade è più raffinata. Bajaderka (La bayadère) più rozza. Ma è un balletto monumentale, e la sua struttura molto più complessa. Di cartapesta, eppure capolavoro. Ci vuole un raffinatissimo gusto per il cattivo gusto per amare Bayadère. Farsi largo fra quinte e fondali con palazzi e templi dipinti, scostare animali imbottiti di segatura e raggiungere il suo cuore: lo strazio di un’anima tradita che preferisce morire pur di non assistere al trionfo della sua rivale. E al centro, il luogo dell’incantesimo, la magia del ballet blanc, l’ipnotico Regno delle Ombre, la danza delle baiadere morte. Pietra preziosa intagliata secondo le regole dell’accademismo pietroburghese, ma incastonata in un anello esotico in stile Bollywood. Un mondo ultraterreno nel quale il protagonista maschile, il guerriero Solor, sprofonda; un paradiso raggiunto artificialmente attraverso i fumi dell’oppio. Un balletto di cartapesta dove tuttavia son necessarie due dive, che incarnano epoche diverse del balletto ottocentesco, la ballerina virtuosa terre à terre che è Gamzatti, e la ballerina aerea e romantica, ma anche espressiva, con il carattere di una tragédienne, che è Nikija.

Dati essenziali

Compositore: Ludwig Minkus
Coreografia: Marius Petipa
Librettista: Marius Petipa e Sergej Chudekov
Prima rappresentazione: 1877 San Pietroburgo, Teatro Imperiale Bol'šoj Kamennyj