Concerti

Teatro Regio, da Sabato 12 Novembre 2011 a Venerdì 25 Maggio 2012

Presentazione

La nuova stagione sinfonica del Teatro Regio compie una ricognizione attenta in un ambito musicale non esaustivo ma importante, partendo da Mozart, punto di riferimento obbligato, per toccare il grande Ottocento tedesco, il migliore melodramma italiano, il sinfonismo post-romantico, infine un Novecento rigoglioso e articolato in cui trovi posto, legittimamente, anche la canzone d’autore, come quella di Gianmaria Testa. La stagione di concerti spazia, dunque, attraverso linguaggi spesso assai distanti tra loro, quasi a volere testare la duttilità dei propri complessi e stimolare la curiosità del pubblico.

All’Orchestra del Teatro Regio, in due casi sostenuta dal Coro a ranghi compatti, il compito di dare forma alla parte dichiaratamente classica del cartellone; alla Filarmonica ’900, ensemble di consolidata vocazione “trasversale”, quello di esplorare territori meno battuti, come dimostra anche la collaborazione con la Torino Jazz Orchestra nel concerto diretto da Christopher Franklin.

Detto della varietà dei contenuti, l’altro elemento di attrattiva della proposta deriva dal prestigio degli ospiti sul podio. A cominciare da Pinchas Steinberg cui è stata affidata la serata inaugurale, ponendolo al cospetto di un repertorio che il maestro frequenta con consapevolezza e successo. Merita poi attenzione la doppia presenza di Yutaka Sado. Il direttore giapponese, cresciuto alla scuola di Bernstein e Ozawa, torna infatti a Torino, dopo essersi concesso il lusso di debuttare alla testa dei Berliner Philharmoniker, con un programma che in cinque giorni spazia da Šostakovič a Mozart, supportato – nell’ultimo caso – da un cast di specialisti del settore: Remigio, Polverelli, Pertusi.

Gianandrea Noseda sceglie invece di riprendere dal vivo, con la Filarmonica ’900, il Rota già immortalato su disco e, nel concerto di fine anno, di dare al Coro del Regio un ruolo di primo piano con grandi brani verdiani.

Tra gli altri ospiti due giganti della musica quali Valerij Gergiev e Krzysztof Penderecki. Il primo, per suggellare l’intenso febbraio torinese (molto atteso L’angelo di fuoco, nell’allestimento del Mariinskij), dirigerà l’Orchestra del Regio, ritagliandosi così una parentesi sinfonica densa di significato. Penderecki, invece, comparirà in doppia veste di direttore e autore, muovendosi tra l’amatissima Ottava di Dvořák e due pagine (composte negli anni Novanta) tratte da un catalogo – il suo – ampio, corposo e ben lungi dal ritenersi esaurito. La stagione si conclude con il Mozart diretto da Umberto Benedetti Michelangeli.

 

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