Pollicino

Teatro Regio, Sabato 28 Maggio 2016 - Martedì 31 Maggio 2016

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Argomento

Scena I

Nella povera casa di un taglialegna, i suoi sette figli aspettano di cenare. La mamma, sconsolata, confessa che da mangiare ci sono solo una rapa e una ghianda, e il padre racconta che sta ancora aspettando che gli paghino la legna; iniziano a mangiare e i bambini si lamentano del cibo disgustoso: solo Pollicino tace, e la mamma confessa che ha bollito la suola di una scarpa perché non aveva niente da cucinare. I bambini vanno a letto.

Scena II

Fuori dalla casa, padre e madre discutono, Pollicino si alza e li spia. Così ascolta il progetto del padre: poiché non sono più in grado di sfamarli, il giorno dopo lasceranno i bambini nel bosco.

Scena III

Pollicino guarda le stelle, che gli sembrano sassolini bianchi. Decide così di mettersi in tasca dei sassolini bianchi per poter ritrovare la strada di casa.

Scena IV

I genitori abbandonano i bambini nel bosco.

Scena V

I bambini raccolgono la legna e si accorgono di essere rimasti soli; hanno paura, ma Pollicino li tranquillizza: seguendo i sassolini torneranno a casa.

Scena VI

Padre e madre hanno ricevuto il pagamento atteso e hanno comprato cibo e vino; hanno mangiato tutto e sono ubriachi.

Scena VII

I bambini tornano a casa, hanno fame ma trovano pochissimi avanzi e raccontano la loro avventura nel bosco.

Scena VIII

I bambini vengono di nuovo abbandonati nel bosco. Pollicino non è riuscito a portare con sé i sassolini perché i genitori avevano chiuso la porta a chiave, e ha quindi lasciato delle briciole di pane per poter ritrovare la strada. Ma gli uccellini se le sono mangiate.

Scena IX

Gli animali del bosco, il gufo e il lupo consolano i bambini che sono spaventati: ”Il bosco può essere amico dell'uomo se l'uomo gli è amico”.

Scena X

I bambini sono arrivati davanti alla casa dell'Orco e chiedono alla moglie dell'Orco di poter dormire nella sua casa per la notte. La donna cerca di dissuaderli: questa è la casa dell'Orco Terribile che mangia tutti i bambini. Pollicino la convince. L'Orco si mette a tavola e comincia a mangiare, anche se viene disturbato da una telefonata del sindacato degli Orchi. L'uomo sente l'odore dei bambini e vuole mangiarli, la moglie lo convince che è meglio ucciderli il giorno dopo.

Scena XI

La moglie dell'Orco porta i bambini a dormire nella stanza delle sue figlie: sono sette bambine con un brutto aspetto che dormono in piedi. Pollicino fa amicizia con una di loro, Clotilde, e insieme decidono di fuggire. Con stracci e meloni costruiscono dei pupazzi che sistemano nei letti e scappano tutti dalla finestra. L'Orco ha deciso di uccidere i bambini e dà sette colpi d’ascia ai corpi sui letti, ma solo dopo aver acceso la luce si accorge di essere stato beffato. Vuole inseguirli con i suoi stivali velocissimi, ma la moglie gli ricorda che li ha portati a far riparare.

Scena XII

Mentre infuria un temporale, i bambini devono attraversare il fiume e si aggrappano a una fune: Pollicino sta per cedere ma Clotilde lo invita a resistere “Devi. Per amor mio”. Tutti i bambini attraversano il fiume; le bambine sono diventate belle, si abbracciano e danzano intonando il coro finale “Orchi, orche, maghi, streghe, lupi non ci spaventan più. Primavera è arrivata tratteniamola quaggiù”.