Roberto Bolle and Friends

Teatro Regio, Lunedì 29 Dicembre 2014 - Mercoledì 31 Dicembre 2014

Presentazione

Roberto Bolle (foto Giovanni Gastel)

Cominciamo dalle cifre. È dal 2008 che Roberto Bolle ogni estate, metaforicamente zaino in spalle con dentro calzamaglia e scaldamuscoli, diventa globetrotter della danza e si esibisce con i suoi friends in location di grande attrazione turistica e culturale. In sei anni ha totalizzato la bellezza di duecentomila spettatori.
Cifre da concerti rock che ben si addicono al nostro danzatore più famoso e acclamato e che ora finalmente propone la sua formula di successo al Teatro Regio per la stagione invernale, proprio nei giorni intorno al Capodanno. Si poteva festeggiare meglio?
Ma torniamo ai numeri. Il primo Gala Roberto Bolle and Friends risale al 2000. Tuttavia, il progetto di tour estivo vero e proprio diventa una realtà stabile a partire dal 2008, l’estate della esibizione in Piazza del Duomo a Milano e in piazza Plebiscito a
Napoli. In tutti questi anni le tappe sono state una cinquantina con una media di 29.000 persone per tour.

Perché questo freddo elenco? Perché ci serve a capire che Roberto Bolle, oltre che un fenomeno artistico, è diventato un fenomeno sociale che muove le masse. Perché ha portato la danza in piazza, fuori dai teatri. Con la sua bravura luminosa e folgorante ci ha abituati a incontri artistici importanti, ci ha fatto conoscere i suoi compagni di viaggio, gente di qualità assoluta. Complice la sua ovvia e profonda conoscenza del grande repertorio classico e la sua curiosità per quanto di nuovo propone il panorama attuale della danza.

Come nascono dunque i programmi di Bolle and Friends? È un cocktail calibrato e complesso che prende vita ovviamente dal gusto personale della nostra stella, ma che tiene conto di conoscenze e suggerimenti di danzatori e danzatrici con i quali è legato da profondi legami artistici e di amicizia.
Ecco allora una ballerina che si affaccia sulla scena internazionale, un coreografo che per quanto non ancora affermato merita di essere conosciuto. E poi stelle di primissima grandezza. Quante nel corso degli anni si sono avvicendate sulla scena accanto a Roberto? Superstar in arrivo dall’American Ballet Theatre o dal Royal Ballet, luminose étoile dell’Opéra di Parigi o del Mariinskij di San Pietroburgo.

Alla base c’è un mix abile e convincente che nel tempo ha voluto dire accostare, per esempio, il passo a due del cigno nero dal Lago dei cigni, la scena del balcone dal Romeo e Giulietta nella splendida versione di MacMillan, un brano della Dama delle camelie di John Neumeier, accanto a un divertito esperimento di ballare con se stesso in 3D. È Prototype l’attrazione della estate 2013, con la coreografia di Massimiliano Volpini.
Ma non mancano brani in cui la danza si prende in giro come Grand pas de deux di Christian Spuck, divertente incontro fra un nobile porteur e una ballerina di preoccupante miopia.

Nel catalogo degli anni passati ecco poi Balanchine (Who Cares, Apollo) o Roland Petit (Le Jeune homme et la mortArlesienne), Jiri Kylian o William Forsythe. Ma ci sono anche il giovane israeliano Itzik Galili o Jiri Bubenicek, che nelle vesti di coreografo ha creato Canon danzato a tre con Roberto e il proprio gemello Otto Bubenicek.
Tutto questo ovviamente non è che il risultato di una vita dedicata con passione, e determinazione, alla danza, incominciata a Trino, nel vercellese, e proseguita alla scuola della Scala. Per poi prendere il volo per i palcoscenici più prestigiosi del mondo intero, da New York a Tokyo, da Londra a San Pietroburgo. E, soprattutto, per affrontare i ruoli più importanti del repertorio classico e contemporaneo.

C’è anche una mitologia di Roberto Bolle. Temi ai quali egli stesso ama ritornare nelle interviste. Gli anni di studio intensissimo alla scuola a Milano, con le serate passate fra i corsi serali del liceo e la casa della anziana signora da cui era a pensione. L’incontro con Nureyev, che lo volle come Tadzio in Morte a Venezia. L’esibizione per il giubileo della regina Elisabetta. Ma c’è anche un Roberto più scanzonato: quello, per esempio, del video cliccatissimo su YouTube, in cui con i compagni di danza della Scala in sala prove si esibisce sulle note di Tu mi porti su (e poi mi lasci cadere) di Giorgia. Con immaginabili scene di lift seguite da precipitose cadute delle povere partner.