Norma

Teatro Regio, Mercoledì 16 Maggio 2012 - Mercoledì 30 Maggio 2012

Argomento

Atto I

Il capo dei Druidi, Oroveso, guida una folla di guerrieri e di sacerdoti galli alla sacra quercia di Irminsul. Al sorgere della luna Norma, sua figlia, ed essa stessa sacerdotessa, proferirà il proprio vaticinio: tutti si attendono da lei il segnale della rivolta contro l’oppressore romano. Allontanatisi i Galli, sopraggiunge il proconsole romano Pollione. È in compagnia del centurione Flavio, al quale confida che la sua passione per Norma è stata spenta dal nuovo amore per la giovane Adalgisa, un’altra sacerdotessa di Irminsul, che – a dispetto di un inquietante sogno premonitore – egli progetta di condurre con sé a Roma. I due ufficiali si allontanano quando la folla dei Galli si riunisce nuovamente sotto la quercia. Norma dissuade gli impazienti guerrieri: il momento della riscossa non è ancora giunto. Mentre le sacerdotesse raccolgono il sacro vischio, Norma invoca la luna. Alla fine del rito, Adalgisa rimane sola: Pollione la raggiunge e la convince a fuggire con lui il giorno successivo. Più tardi Norma, nella sua casa, è turbata dalla vista dei figli nati dalla sua colpevole relazione con il proconsole. Sopraggiunge Adalgisa, che confessa a Norma di essere innamorata, e chiede il suo consiglio. Norma la dichiara sciolta dai voti, ma quando sopraggiunge Pollione e la situazione diventa chiara per tutti, Adalgisa è sconvolta nell’apprendere che Norma era stata sedotta dal romano, e Norma è a sua volta furente nel constatare il tradimento di Pollione.

Atto II

Norma medita di uccidere i propri figli, ma in lei prevale il sentimento materno e decide di affidarli ad Adalgisa, perché li porti con sé a Roma. La giovane, commossa, si propone di lasciare Pollione e di convincerlo a ritornare da Norma. Presso la foresta dei Druidi, i sacerdoti sono impazienti di dare avvio alla rivolta, ma Oroveso li persuade a pazientare ulteriormente, attendendo il responso di Norma. Più tardi, al tempio di Irminsul, Norma apprende che Pollione intende rapire Adalgisa per condurla a Roma. Rompendo ogni indugio, fa risuonare il sacro gong; chiamati a raccolta i guerrieri, li incita a sterminare gli invasori: ma per propiziarsi il favore del dio occorrerà un sacrificio umano. Più tardi Pollione, sorpreso nel tentativo di raggiungere Adalgisa all’interno degli alloggi delle vergini consacrate, è arrestato e condotto al cospetto di Norma. Insensibile a preghiere e minacce, Pollione rifiuta di rinunciare ad Adalgisa. Norma chiama a raccolta sacerdoti e guerrieri e ordina di preparare la pira: la vittima sacrificale sarà una sacerdotessa spergiura e sacrilega. Pensando che si tratti di Adalgisa, Pollione scongiura Norma di risparmiarla. Ma, con grande stupore di tutti, Norma rivela di essere lei la colpevole: confessata la propria colpa a Oroveso, gli affida i figli. Spogliata delle insegne sacre, coperta da un velo nero, è colpita dall’anatema dei sacerdoti. Pollione, sconvolto dal rimorso e colpito dalla grandezza d’animo di Norma, chiede di morire con lei: i due amanti, riuniti nell’estremo sacrificio, si avviano insieme al rogo.