Informativa sull'aggiudicazione del bando

Informativa sull’aggiudicazione del bando
per l’ideazione di regia, scene,
attrezzeria, costumi e luci
per l’opera Rigoletto di Giuseppe Verdi

Si comunica che la Commissione per l’aggiudicazione della gara relativa al bando in oggetto – formata dal Sovrintendente Walter Vergnano, il Direttore musicale Gianandrea Noseda, il Direttore dell’area artistica Alessandro Galoppini, il Direttore degli allestimenti Saverio Santoliquido e la Responsabile della realizzazione degli allestimenti Claudia Boasso – ha stimato come meglio rispondenti alle caratteristiche richieste dal bando i progetti realizzati dai seguenti gruppi (con relativo punteggio totale):

Le Roi s’amuse (405)
Rabelais (380)
Il Tricolore (365)
Forse che sì forse che no (330)
Alle radici di una esclusione dal mondo (245)

La Commissione ha assegnato all’unanimità il punteggio più alto al gruppo Le Roi s’amuse, formato da Luca Ghirardosi, Fabio Banfo, Valentina Caspani, Claudia Brambilla, Chiara Marchetti ed Elena Rossi.


Approfondimento del Sovrintendente
Walter Vergnano

Dietro ogni iniziativa che ottiene tanta attenzione e partecipazione è naturale che ci sia altrettanta veemenza nel commento dei risultati. Quindi, pur comprendendo che molti commenti possono essere il frutto della delusione di non aver ottenuto l’incarico, vorrei fare ulteriore chiarezza sul modus operandi del Teatro Regio.
Innanzitutto il Bando per l’ideazione di regia, scene, attrezzeria, costumi e luci per l’opera Rigoletto non è un Bando Pubblico, né un Concorso per l’assunzione di un lavoratore a tempo indeterminato, bensì una innovativa modalità di attribuzione di un incarico professionale di tipo artistico e quindi non ha gli obblighi legati a quelle procedure concorsuali. Il Teatro Regio avrebbe potuto chiamare direttamente un regista o prendere un allestimento a noleggio (come ha sempre fatto da 270 anni) ha invece deciso di istituire questa nuova prassi. La Commissione – presieduta da me in qualità di Sovrintendente e formata dal Direttore musicale Gianandrea Noseda, dal Direttore dell’area artistica Alessandro Galoppini, dal Direttore degli allestimenti scenici Saverio Santoliquido e dalla Responsabile della realizzazione degli allestimenti Claudia Boasso – ha innanzitutto verificato che i progetti presentati avessero le caratteristiche tecniche richieste per la partecipazione ed è quindi arrivata, attraverso numerose fasi, all’individuazione dei cinque progetti che meglio rispondevano alle richieste esplicitate nel Bando: che l’allestimento potesse essere utilizzato come spettacolo di repertorio e quindi che fosse di semplice e veloce montaggio e smontaggio, che potesse adattarsi a palcoscenici con diverse caratteristiche tecniche posti anche all’aperto e che i costumi presentassero caratteristiche di facile adattabilità, tenendo presente la possibilità di riprese frequenti. Quindi la condizione più importante per il Teatro Regio – come per altro indicato al primo punto del Bando – era la volontà di trovare uno spettacolo di repertorio e non, come più volte citato nei commenti, lo spettacolo più innovativo. La Commissione, all’unanimità, ha infine selezionato cinque progetti tra i 165 presentati e, dopo aver assegnato un punteggio, ha scelto. Si tratta infatti di una scelta, non di un compito di matematica, i punteggi sono un mezzo e non un fine per la selezione. Inoltre la Commissione ha deciso di mantenere l’anonimato sull’identità di tutti i gruppi a parte quella del team Le Roi s’amuse – formato da Luca Ghirardosi, scenografo e capogruppo, dal regista Fabio Banfo e dalla costumista Valentina Caspani, coadiuvati da Claudia Brambilla, Chiara Marchetti ed Elena Rossi – che si è aggiudicato l’incarico. Sinceramente non capisco le accuse più o meno velate che emergono in alcuni commenti su presunte irregolarità, disparità di trattamenti, vie privilegiate, e mi rimane un po’ di amarezza nel constatare che, a voler fare si sbaglia sempre e a non fare niente si ha sempre ragione. Ma sono convinto di aver agito per il meglio scegliendo questo nuovo modo di assegnare una produzione e vorrei ripetere l’esperienza. Ovviamente continueremo a proporre nel nostro calendario gli spettacoli che, frutto di coproduzioni o forti di altre realizzazioni, ci sono sembrati i migliori nel panorama internazionale rimandando al pubblico il giudizio finale sulle nostre scelte. Credo comunque che il costante aumento del pubblico – 1.000 abbonati in più a questa Stagione per un totale di 13.000 – voglia pur dire qualcosa. Detto questo so bene che non si può piacere a tutti e che chi sceglie si prende delle responsabilità, ma è il mio lavoro e sono ben felice di farlo. Inoltre, se queste scelte sviluppano un confronto e un dibattito, vuol dire che si sta svolgendo un altro compito importante per un teatro: incrementare una riflessione sull’opera.

Torino, 18 ottobre 2010

Walter Vergnano
Sovrintendente