Nabucco. C’era una volta la figlia di un re

Teatro Regio, Venerdì 25 Marzo 2011 (Tutto il giorno)

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Argomento

Prologo

La costruzione centrale che domina la scena è un cimitero. Giuseppe Verdi, davanti alla tomba della moglie Margherita Barezzi, le racconta l’insuccesso della sua ultima opera, Un giorno di regno, e che l’impresario Bartolomeo Merelli gli ha dato un nuovo libretto: Nabucco, quello che ha in mano, ma che lui non ha nessuna intenzione di musicare e che getta a terra. Il compositore ricorda il dolore per la morte dei due figli Virginia e Icilio e poi quella della moglie: «sono distrutto nell’anima… vuoto. Non scriverò più nulla. Non ho talento. Non ho niente da dire». Salutando la tomba della moglie, raccoglie il libretto e lo sguardo gli cade su «Va, pensiero»; rimane colpito dalla bellezza dei versi, ma confessa alla moglie che tornerà alle Roncole, per fare il contadino, non il compositore. Gli si avvicina una donna, che gli confida di essere Abigaille, la figlia di Nabucco, proprio il re del suo libretto, e che da anni il suo spirito cerca pace; ella sa di aver sbagliato, e vuole che i suoi errori servano agli altri per imparare che non si può vivere odiando. Solo se Verdi metterà in scena la sua storia lei troverà pace. Abigaille svanisce, e Verdi comincia a scrivere.

Parte I

Zaccaria consegna la prigioniera Fenena, figlia di Nabucco, a Ismaele: finché è nelle loro mani non hanno nulla da temere, anche se il re Nabucco sta avanzando contro di loro. Ma Ismaele e Fenena si amano, perché quando Ismaele era andato a Babilonia come ambasciatore, ed era stato imprigionato dal re, lei lo aveva salvato e i due si erano innamorati. Irrompono Abigaille (l’altra figlia di Nabucco, anche lei innamorata del giovane) e Nabucco con i suoi soldati: Zaccaria minaccia di uccidere Fenena se Nabucco oserà profanare il tempio degli ebrei, ma Ismaele la libera. Nabucco dà ordine di saccheggiare il tempio e gli ebrei vengono ridotti in schiavitù.

Parte II

Abigaille ha scoperto di non essere la primogenita del re, ma una schiava. Il gran sacerdote di Belo le rivela di aver sparso la notizia che il re è morto. Ora, siccome Fenena vuole convertirsi e liberare gli ebrei, tocca a lei prendere il potere. Abigaille cerca di strappare la corona a Fenena, ma entra Nabucco che si pone la corona sul capo e si proclama unico sovrano e dio. Colpito da un fulmine, il re cade a terra. Abigaille raccoglie la corona e si siede sul trono.

Parte III

Abigaille convince Nabucco a firmare la condanna a morte per gli ebrei; il re, ancora stordito, firma ma vuole fermare l’esecuzione quando scopre che anche Fenena è tra i condannati. Abigaille lo sbeffeggia per la sua debolezza. Risvegliatosi dal suo torpore, il re prega il Dio degli ebrei perché salvi sua figlia e promette di convertirsi. Nabucco riesce a liberarsi e ordina che il tempio distrutto venga ricostruito e che gli ebrei siano liberati: entra Abigaille sorretta da Verdi: si è avvelenata e muore chiedendo perdono alla sorella e ringraziando il compositore che le ha fatto ritrovare la pace. Verdi e tutti i bambini del pubblico intonano «Fratelli d’Italia».