I Vespri siciliani

Teatro Regio, Mercoledì 16 Marzo 2011 - Martedì 29 Marzo 2011

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Comunicato stampa

Il dramma di Verdi, diretto da Noseda, per i 150 anni dell’Unità d’Italia
Una riflessione di Davide Livermore sull’Italia di oggi

Teatro Regio, mercoledì 16 marzo 2011 ore 20
Trasmissione in diretta venerdì 18 ore 20 su Rai Storia e Rai-Radio3

Con I Vespri siciliani di Giuseppe Verdi – in scena al Teatro Regio dal 16 al 29 marzo – si entra nel pieno delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unificazione italiana  e della Stagione che il Regio dedica al compositore di Busseto, il campione di quel melodramma che, meglio di qualsiasi altra forma artistica, ha saputo descrivere lo spirito italiano risorgimentale contribuendo allo stesso tempo a formare un idem sentire. La presenza in teatro del Presidente Giorgio Napolitano il 18 marzo, giornata clou delle celebrazioni, mette in risalto l’importanza di questa scelta come sottolinea il sovrintendente Walter Vergnano, «Verdi ha deciso di essere un uomo del Risorgimento italiano; e noi preferiamo ricordarlo per una chiara volontà storico-politica, piuttosto che per un semplice dato anagrafico». I Vespri sono inoltre emblematici anche del “risorgimento” del Regio: è infatti il titolo che inaugurò nel 1973, con l’unica regia di Maria Callas, il Teatro ricostruito dopo l’incendio. Una scelta che riconferma le linee guida che ci eravamo prefissati nel programmare la Stagione: focalizzare l’attenzione sul rapporto dell’opera con la Storia e sviluppare un confronto, un dibattito, una riflessione su come la messa in scena possa tradurre ai nostri occhi contemporanei vicende e situazioni concepite per altre epoche. Aggiunge Vergnano: «...credo che nel 2011 tutti si debbano mettere al servizio di una ricorrenza che non guardi solo al passato, ma soprattutto al presente e al futuro. È un modo per ripensare alle ragioni fondanti del nostro paese, prova che esiste ancora un pensiero italiano». Davide Livermore, che firma la regia del nuovo allestimento, così spiega il suo punto di partenza: «nei Vespri, Verdi ci racconta la Sicilia del Duecento, ma pensa all’Italia dell’Ottocento, anzi di più. Pensa all’Italia tout court: di ieri, di oggi e forse anche di domani… Credo che sia il momento di raccogliere la sfida: Verdi riflette sul nostro Paese, sull’Unità, sulla necessità di fare gli italiani dopo aver fatto l’Italia. La sua non è una celebrazione, ma una riflessione. E quindi va portata nel nostro tempo, perché è al nostro tempo che parla».

Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Regio sale il direttore musicale del Teatro Gianandrea Noseda. Quattro voci di forte personalità sono protagoniste del dramma verdiano: la duchessa Elena è Sondra Radvanovsky, il soprano canadese interprete verdiana di straordinaria levatura. Accanto a lei, tre interpreti maschili di notevole prestigio: il tenore Gregory Kunde è Arrigo, Ildar Abdrazakov è Giovanni da Procida; al bel timbro e alla sicura tecnica del baritono Franco Vassallo è affidato il ruolo di Guido di Monforte. Completano il cast: Dario Russo, Riccardo Ferrari, Giovanna Lanza, Giacomo Patti, Critiano Olivieri, Seth Mease Carico, Matthias Stier. Maestro del Coro è Claudio Fenoglio. Nel corso delle nove recite, nei ruoli dei protagonisti si alterneranno Maria Agresta (Elena), Piero Pretti (Arrigo), Alexei Tanovitski (Procida) e Gabriele Viviani (Monforte).

Composti per l’Opéra di Parigi – all’epoca il teatro più importante d’Europa – dove debuttarono nel 1855, I Vespri siciliani possiedono indubbiamente un carattere spettacolare che ben si presta alla circostanza, ma la scelta di questo titolo ha ragioni che vanno oltre l’occasione, come illustra il maestro Noseda: «la lunghezza dell’opera è uno dei motivi che spiega la minore presenza nei teatri, per questo ho deciso di tagliare tutti i ballabili… per cercare di dare un po’ più di serratezza al dramma… ma quello che più mi intriga dei Vespri è l’assenza di spunti melodici immediati, spia che dimostra come Verdi in quest’opera stesse affrontando un momento di svolta… un momento cardine della sua carriera, di rinnovamento formale, di maggiore impegno nell’orchestrazione». «Verdi inizia a pensare a quadri più grandi, a calare le vicende in elementi storici e a tratteggiare situazioni più articolate… a scolpire personaggi che fossero tali e non solo archetipi». Verdi adotta i canoni narrativi ed espressivi del grand opéra: primo fra tutti l’attenzione al grande affresco storico, in questo caso il confronto violento fra due gruppi sociali, quello tra siciliani e francesi, che è lo specchio di un conflitto privato. La duchessa siciliana Elena ama, riamata, il giovane siciliano Arrigo e, insieme al ribelle Giovanni da Procida, i due congiurano contro l’oppressore francese. Arrigo, con orrore, scopre di essere il figlio illegittimo del governatore francese Monforte. Accetta infine di riconoscerlo come padre pur di salvare dal patibolo Elena e Procida; sarà il suono delle campane per le nozze di Elena e Arrigo a dare il via alla rivolta, spingendo i siciliani a cacciare il governatore e i francesi.

Nella lettura di Livermore, l’invasore che priva dell’unità e dell’identità nazionale non è lo straniero, ma il sistema dei media, la cattiva informazione; «le armi di “distrazione di massa” servono a realizzare quello che Pasolini aveva capito con una forza profetica, in enorme anticipo sui tempi: il fascismo culturale… la perdita dell’identità che lui temeva si sta verificando in maniera totale. Siamo invasi dalla menzogna, manipolati dalla comunicazione».

Intesa Sanpaolo – nuovo Socio Fondatore del Teatro Regio – e Compagnia di San Paolo sono gli importanti Partner del Teatro in questa nuova produzione alla cui realizzazione partecipa anche l’Agenzia Spaziale Italiana.

Il nuovo allestimento – in coproduzione con Den Norske Opera & Ballet di Oslo, Asociación Bilbaina de Amigos de la Ópera di Bilbao e Teatro Nacional de São Carlos di Lisbona – si avvale delle scene di Santi Centineo, dei  costumi di Giusi Giustino e delle luci di Andrea Anfossi.

Rai Storia e Rai-Radio3 trasmetteranno in diretta, alle ore 20, la recita di venerdì 18 marzo. La Rai realizzerà un dvd di questa nuova produzione.

I Vespri siciliani saranno presentati al pubblico da Lorenzo Arruga nell’Incontro con l’Opera che si terrà al Piccolo Regio Puccini mercoledì 9 marzo alle ore 17.30.

Biglietteria del Teatro Regio, piazza Castello 215 - Tel. 011.8815.241/242 - e-mail: biglietteria@teatroregio.torino.it - www.teatroregio.torino.it.

Torino, 8 febbraio 2011

 

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