Parsifal

Teatro Regio, Mercoledì 26 Gennaio 2011 - Domenica 6 Febbraio 2011

Argomento

Atto I

I cavalieri del Graal custodiscono nel Castello di Montsalvat, fatto costruire da Titurel, il sacro calice utilizzato da Gesù nell’ultima cena (e nel quale Giuseppe d’Arimatea raccolse il suo sangue dopo la crocifissione) e la lancia di Longino, quella con cui Gesù venne ferito al costato. Ma Amfortas, il loro re e figlio di Titurel, abbandonandosi alla passione e al peccato con una donna bellissima, si è fatto sottrarre la lancia da Klingsor (un mago che, non accettato dai cavalieri del Graal, si era evirato per non cedere alla passione) ed è stato ferito. Gli scudieri portano Amfortas al lago sperando in un bagno lenitivo per la sua ferita. Qui un ragazzo uccide un sacro cigno e Gurnemanz lo sgrida cercando di fargli capire il suo errore; il ragazzo ha sempre vissuto nella foresta, è ignaro del mondo, sa solo di chiamarsi Parsifal. Gurnemanz intuisce che potrebbe essere lui, il puro folle divenuto sapiente dopo aver compreso il dolore degli altri, che secondo la profezia potrebbe recuperare la lancia. Porta così Parsifal ad assistere alla cerimonia dello scoprimento del Graal, officiata da Amfortas. Ma il ragazzo, pur turbato dal dolore del re, non comprende nulla e Gurnemanz lo caccia.

Atto II

Klingsor vuole che la bellissima Kundry seduca Parsifal, come già ha fatto con Amfortas. Il castello del mago sparisce, ed ecco un giardino incantato dove le fanciulle fiore e Kundry tentano i cavalieri del Graal. Anche Parsifal sta per cedere alla passione di Kundry, ma mentre lei sta per baciarlo il ragazzo grida «la ferita!»: ha capito il dolore della ferita di Amfortas e la scaccia. Klingsor scaglia la lancia di Longino contro Parsifal, ma la lancia si ferma a mezz’aria, il giovane la afferra e fa il segno della croce: il castello e il giardino sprofondano.

Atto III

Titurel è morto. Nella foresta appare un cavaliere con un’armatura nera e la lancia di Longino; Gurnemanz, ormai vecchio eremita, lo riconosce: è Parsifal. Kundry (come la Maddalena) gli lava i piedi e li asciuga con i suoi capelli; Parsifal la battezza. La natura torna a risplendere: è l’incantesimo del Venerdì Santo. Davanti al feretro di Titurel e alla lettiga dove giace Amfortas ferito, avviene la cerimonia del Graal e Parsifal tocca con la lancia la ferita del re, che guarisce miracolosamente: «miracolo di suprema salvezza! Redenzione al Redentore!» intonano i cavalieri, mentre una colomba bianca vola sul capo di Parsifal.