Cenerentola

Teatro Regio, Sabato 4 Dicembre 2010 - Mercoledì 15 Dicembre 2010

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Libretti

Copertina del volume monografico su Les Ballets de Monte-Carlo

120 pagine
27 illustrazioni
33 tavole in b/n
prezzo 10,00 €
prezzo con il carnet 7,00 €

Disponibile

Dai fasti dello Zar all'etica di Ždanov.
Vicende del balletto narrativo tra Čajkovskij e Prokof'ev

di Enrico Maria Ferrando

Il legame tra il balletto classico e la cultura russa appare scontato, così come può sembrare ovvio pensare a Čajkovskij come all’autore di musica per balletto per antonomasia. I suoi grandi titoli (Il lago dei cigni, La bella addormentata, Lo schiaccianoci) rappresentano in effetti la quintessenza del balletto “classico”: eppure la Russia è diventata la patria di quest’arte in seguito a circostanze in parte curiose. Il balletto aveva avuto una prima grande fioritura a Parigi a partire dal terzo decennio dell’Ottocento: l’archetipo del balletto romantico è La Sylphide (1832), con il quale la mitica Maria Taglioni consacrò il tutù e la tecnica di danza sulle punte...


Fantasia e ironia: le favole di Charles Perrault

di Lionello Sozzi

A molti parrà strano che un eminente personaggio, un accademico di Francia che fu anche, per qualche tempo, presidente dell’Accademia e alto funzionario attivo nell’entourage del ministro Colbert, l’autore di un poema encomiastico dedicato a Luigi XIV e di altre dotte opere, si sia anche compiaciuto di scrivere delle ingenue favolette destinate all’infanzia, delle bagatelles, come egli stesso le definisce. Eppure è così: i biografi assicurano che, se svolse importanti funzioni pubbliche, Charles Perrault, vissuto tra il 1628 e il 1703 cioè nel cuore dell’età del Re Sole, fu anche uno scrupoloso padre di famiglia, si occupò personalmente dell’educazione dei suoi quattro figli specie dopo la morte della sua giovane moglie e forse non avrebbe mai scritto delle favole se non avesse amato i bambini...


Il mondo dei Ballets Russes a Monte-Carlo

di Nicoletta Misler

Sergej Pavlovič Djagilev (1872-1929), il grande imprenditore russo dello spettacolo, all’apice della sua carriera sogna di ricostruire a Monte-Carlo, attraverso la compagnia dei Ballets Russes, quella cosmogonia dello spettacolo che avevano sognato gli artisti del Rinascimento maturo a Firenze. Una cosmogonia che associasse la musica, la danza, la performance e gli apparati scenici, le scenografie e i costumi. Da coltissimo conoscitore della storia dell’arte e della musica qual era, conosceva presumibilmente i disegni che documentavano i grandiosi festeggiamenti per le nozze di Ferdinando I de’ Medici e Cristina di Lorena, per le quali erano stati ideati gli intermezzi di Giovanni de’ Bardi: spettacoli complessi di danza, musica e teatro, rappresentati nel Teatro mediceo degli Uffizi che Bernardo Buontalenti aveva appositamente ristrutturato...


Cenerentola, la principessa scalza

di Sergio Trombetta

Volete dei valzer? Non ho altro che valzer. Volete delle variazioni? Pronti! Ecco le variazioni. Un adagio? Ma ve ne do due! Chi l’avrebbe detto che, dopo Le Fils prodigue, Le Pas d’acier o il sinfonismo di Romeo e Giulietta, Prokof’ev sarebbe approdato a un balletto che più convenzionale non si può? Cenerentola. Fuori tempo massimo? No. Un balletto così era nell’aria...


Un ritratto

a cura di Laura Brucalassi

Nell’ultimo ventennio dell’Ottocento, con l’avvento al trono di Alessandro III, la Russia sembra ripiombare nel più chiuso assolutismo. La riforma dello Stato in senso liberale avviata da Alessandro II è abbandonata, ogni speranza costituzionale viene meno e pesanti repressioni tornano ad abbattersi sulle minoranze etniche e religiose.
Nell’Ucraina, annessa alla Russia e privata di ogni autonomia, nasce nel 1891 Sergej Sergeevič Prokof’ev, nel piccolo villaggio agricolo di Sonzovka (oggi Krasnoe), dove la famiglia si era trasferita qualche anno prima...


Argomento - Argument - Synopsis


Struttura musicale e organico strumentale

a cura di Enrico Maria Ferrando

«Cenerentola non è solo un personaggio delle favole, ma anche un essere umano che vive e prova emozioni e che ci commuove per il suo destino». La rivisitazione di Cenerentola di Jean-Christophe Maillot sembra prendere spunto da questa osservazione di Prokof’ev, e ci guida a rivivere la storia, con la protagonista, attraverso un viaggio nella memoria. Questa prospettiva è sottolineata dall’idea di cominciare il balletto con il n. 45 della successione originale (Il risveglio di Cenerentola) e, più in generale, dalla riorganizzazione del materiale musicale di Prokof ’ev...


I remake del repertorio e «La bella addormentata»

di Elisa Guzzo Vaccarino

Si potrebbe dire che il Novecento abbia voluto contraddire l’Ottocento, smontando con cura quell’opera di sublimazione che, a partire dalla trama profonda delle fiabe nascosta nel loro linguaggio simbolico, aveva ispirato l’invenzione di balletti imperituri, intrisi di pulsioni romantiche a lieto o tragico fine. Non si contano, nel secolo scorso, le versioni “al nero” o “cattive” di storie di cuore trionfalmente condotte a buon esito, sempre dopo qualche traversia o prova, come quella di Coppelia o di Schiaccianoci, con l’intento di rivelarne i doppifondi psicologico-erotici, sottaciuti nelle redazioni tradizionali, al di là di qualche tocco notturno, come la paura fanciullesca degli automi o dei topi, felicemente superata, maturando alla luce dell’amore sincero...


Un ritratto

a cura di Luca Del Fra

Nel 1836 va in scena Una vita per lo Zar, nel 1842 Ruslan e Ljudmila: tra le due date, che segnano il debutto delle opere di Michail Glinka, considerate l’atto fondativo della scuola musicale russa, il 25 aprile 1840 (il 7 maggio secondo l’attuale calendario gregoriano), nasce a Votkinsk Pëtr Il’ič Čajkovskij. Oramai carico di gloria si spegne il 25 ottobre (6 novembre) 1893 a Pietroburgo: i funerali,
le prime esequie di Stato per un compositore russo, sono seguiti a una finestra da Alessandro III . Lo Zar, grande estimatore dello scomparso, mormora laconico: «Conti e baroni ne abbiamo tanti, di Čajkovskij uno solo»...


Argomento - Argument - Synopsis


Struttura musicale e organico strumentale

a cura di Enrico Maria Ferrando

Nella sua Belle, Jean-Christophe Maillot recupera gli aspetti meno noti dell’originale di Perrault: quei lati dark della fiaba (la madre del Principe in realtà discende da una famiglia di terribili orchi e, affamata di carne viva di bambini, insidia la vita dei nipotini e della Bella) accuratamente evitati da Ivan Vsevoložskij nella sua riduzione librettistica per Petipa-Čajkovskij. Dal punto di vista musicale La Belle rivisita Čajkovskij liberandolo di tutte le parti non coerenti con questa prospettiva drammaturgica. Ciò ha comportato una drastica riduzione delle dimensioni del balletto, ridotto a circa ottanta minuti di musica contro le tre ore dell’originale...