Madama Butterfly

Teatro Regio, Mercoledì 10 Novembre 2010 - Martedì 23 Novembre 2010

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Libretti

Copertina del volume monografico su Madama Butterfly

152 pagine
28 illustrazioni
38 tavole in b/n
prezzo 10,00 €
prezzo con il carnet 7,00 €

Disponibile

Gli specchi di Cio-Cio-San

di Virgilio Bernardoni

Cio-Cio-San ama gli specchi. Ne porta uno con sé, infilato nella manica del kimono, e lo utilizza nelle toilettes con cui si prepara ai passi decisivi della sua relazione con Pinkerton: il primo incontro intimo e – compiuto l’abbandono – il tanto atteso ritorno di lui alla casetta sulla collina di Nagasaki. Alla fine, nel momento della decisione cruciale della sua breve esistenza, si osserva nella lama del coltello rituale paterno prima di passarsela sul collo. E quando non si specchia negli oggetti materiali, si rispecchia nei personaggi, alla ricerca di conferme alle sue ossessive certezze...


Giocattolo d’amore. L’avventura letteraria di Butterfly

di Franco Marenco

A chi si chiedesse perché Madama Butterfly ha provocato e continua a provocare tanto grandi e profonde emozioni nel pubblico di tutto il mondo, Oriente compreso, suggeriamo innanzitutto di esaminare i propri sentimenti a proposito di amore, matrimonio, famiglia, rapporti fra i popoli – e di come la musica e il canto siano capaci di esprimerli; o, se quel compito introspettivo fosse per qualcuno troppo gravoso – o magari pericoloso! – per seguire una strada più sbrigativa e indulgente suggeriamo ancora di seguire l’evoluzione della storia di questa fanciulla giapponese, dal momento in cui essa è entrata nell’immaginario collettivo occidentale attraverso racconti, romanzi, drammi di autori stranieri fino a quando il genio lirico e il talento drammatico di Puccini e dei suoi librettisti, e poi degli esecutori della sua opera, l’hanno incoronata di quell’alone mitico che conserva intatto al giorno d’oggi...


Con gli occhi dell’Occidente:
Butterfly, verità e leggende di un mito giapponese

di Luca Scarlini

La vera storia di Madama Butterfly è quella di un’alienazione senza rimedio, di una disperata perdita di sé che porta infine all’annullamento. Molti hanno dichiarato la sostanziale autenticità di cronaca della trama che venne per la prima volta narrata dall’americano John Luther Long (1867-1928), in una prosa maldestra, che però forniva moltissime informazioni sulla vita nipponica. Però solo di recente, nel 2001, sono stati resi disponibili tutti i documenti che illustrano la vicenda, nel volume di Jan van Rij Madame Butterfly. Japonisme, Puccini and the Search for the Real Cho-Cho-San (Stone Bridge Press, Berkeley), che dà conto della complessa nascita di uno dei miti operistici per eccellenza, le cui eco si possono trovare nei luoghi più disparati dell’immaginario. In questa storia si cela infatti in primo luogo il chiaro segno di una delle leggi più inique che l’Occidente abbia prodotto e che in Italia ebbe nome di «madamato», istituzione tristemente nota nelle colonie, che sanciva in pratica la possibilità di contrarre matrimoni fittizi con donne dei paesi in cui gli europei e gli americani si recavano, accampando diritti sui figli, ma non concedendone di fatto alle signore, che erano in sostanza comprate e vendute...


Le ali spezzate di Butterfly: una tragedia contemporanea

di Damiano Michieletto

Il libretto ci dice che Cio-Cio-San è una donna di quindici anni che è caduta in miseria e vive con la madre «povera molto anch’essa». Viene venduta da un sensale a un americano sconosciuto che per 100 yen l’ottiene in sposa. Non è un matrimonio, è una compravendita e Cio-Cio-San viene ribattezzata da quell’uomo con un nome americano: Butterfly. Dopo poco (un mese?) quell’uomo l’abbandona per continuare i suoi viaggi e i suoi affari. La storia di Madama Butterfly è dunque basata su una vicenda di quello che oggi si chiama turismo sessuale.
C’è un bel documentario girato qualche anno fa per la televisione inglese (My Boyfriend, the Sex Tourist di Monica Garnsey, 2007) in cui si mostra esattament una “Butterfly” di oggi e che si svolge in Thailandia, dove il sogno di molte ragazze è di riuscire a sposare un uomo occidentale che le assicuri una casa e un futuro. Cio-Cio-San sposa Pinkerton perché è povera e sogna di trovare l’uomo forte e ricco che la riscatti dalla sua condizione di miseria...


Un ritratto

a cura di Luca Del Fra

L’impetuosa tradizione del teatro musicale che da Claudio Monteverdi in poi ha segnato profondamente la musica e la cultura italiana, facendo del nostro «il paese del melodramma», trova il suo ultimo grande esponente in Giacomo Antonio Domenico Michele Secondo Maria Puccini (Lucca, 22 dicembre 1858 - Bruxelles, 29 novembre 1924).
Protagonista del crepuscolo di quella nostra tradizione, il lucchese ne condivideva le origini: era nato, infatti, non in uno Stato unitario, ma nel Granducato di Toscana, dunque in uno dei tanti principati e staterelli in cui l’opera aveva trovato il suo humus originario, e che due anni dopo sarebbe stato annesso al nascente Regno d’Italia grazie a un plebiscito...


Ritorno dal passato
Salomea Krusceniski, la Butterfly del riscatto

a cura di Giorgio Rampone

Un’auto, perché no? Non per consolarsi – la delusione era stata troppo grande –, ma se non altro per distogliere un poco la mente dal ricordo dell’infelice serata del 17 febbraio 1904, quella in cui il pubblico della Scala aveva decretato il clamoroso “tonfo” di Madama Butterfly. Così Giacomo Puccini, instancabile divoratore di vita, ancora in quel brutto febbraio, il 25 e 26 precisamente, si precipitò a Torino per visionare l’ultimo gioiello della Fiat, la prodigiosa e potente «60 HP», decidendo di prenderla in prova. Ma Butterfly era l’argomento del giorno. E così, intercettato da un giornalista della «Stampa» alla stazione di Porta Nuova mentre era in procinto di ripartire per Milano, il musicista non poté sottrarsi a qualche domanda sul destino del suo ultimo lavoro, a maggior ragione poiché, già l’indomani della prima (e unica) rappresentazione, era circolata voce di una possibile ripresa al Teatro Carignano di Torino, ad aprile...


Altre note

a cura di Michele René Mannucci

«La musica? cosa inutile. Non avendo libretto come faccio della musica? Ho quel gran difetto di scriverla solamente quando i miei carnefici burattini si muovono sulla scena. Potessi essere un sinfonico puro! Ingannerei il mio tempo e il mio pubblico. Ma io? Nacqui tanti anni fa, tanti, troppi, quasi un secolo... e il Dio santo mi toccò col dito mignolo e mi disse: “scrivi per il teatro: bada bene, solo per il teatro” e ho seguito il supremo consiglio».

(da una lettera di Giacomo Puccini)

In un suo saggio di inizio anni Novanta, Alessandro Baricco1 identificava a posteriori in Puccini2 e in Mahler il modello che ogni compositore moderno e contemporaneo avrebbe dovuto seguire per riuscire ad emanciparsi una volta per tutte dall’ormai opprimente e troppo a lungo ossequiato paradigma beethoveniano (paradigma secondo il quale ogni musica che si rispetti deve essere innanzitutto «impegnata, spirituale e difficile»)...


Argomento - Argument - Synopsis


Struttura dell'opera e organico strumentale

a cura di Enrico Maria Ferrando

Madama Butterfly – come tutto il teatro di Puccini – è concepita come “dramma musicale”: un genere operistico nel quale, in linea di massima, non è il testo ad adattarsi a un sistema di pezzi (arie, duetti, concertati, ecc.) preordinati secondo uno schema determinato da convenzioni, ma la musica ad adattarsi al decorso del libretto. In questo senso Puccini è l’erede di Verdi, la cui concezione della struttura del dramma in musica subì un’evoluzione per cui i “numeri chiusi” del melodramma italiano classico si trasformarono in un insieme articolato e flessibile all’interno del quale non esisteva più una soluzione di continuità tra momenti drammatici (recitativi) ed effusione lirica (arie, duetti, ecc.)...