Boris Godunov

Teatro Regio, Martedì 5 Ottobre 2010 - Domenica 17 Ottobre 2010

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Argomento

Epoca: 1598-1605.

Parte I

Il cortile del Monastero di Novodevič’j, nei dintorni di Mosca. Il boiaro Boris Godunov si è ritirato a meditare nel monastero per decidere se accettare o meno la corona di zar dopo la morte, senza eredi, dello zar Fëdor I. Il capo delle guardie invita il popolo a pregare perché Boris accetti la corona. Mikitič, il capo delle guardie, ordina al popolo di presentarsi al Cremlino il giorno dopo: Boris svelerà la sua scelta.

Piazza della Cattedrale del Cremlino. Suonano le campane: il principe Šujskij annuncia alla folla che Boris è il nuovo zar e tutti devono rendergli onore. Lo zar confessa di essere turbato e di avere brutti presentimenti, ma invita tutto il popolo ai festeggiamenti.

Una cella del Monastero dei Miracoli. È notte, il vecchio monaco Pimen sta scrivendo una cronaca della storia russa; il giovane novizio Grigorij gli racconta di aver sognato di cadere da un’alta torre mentre sotto di lui c’era il popolo di Mosca. Pimen lo esorta a pregare e a digiunare e gli racconta di aver assistito all’uccisione del piccolo Dmitrij, lo zarevič erede al trono, a Uglič. Grigorij, venendo a sapere che il figlio dello zar avrebbe la sua stessa età, decide di farsi credere legittimo pretendente al trono e fugge dal Monastero.

Una taverna al confine lituano. Varlaam e Misail, due questuanti ex monaci, accompagnati da Grigorij travestito da contadino, hanno raggiunto la taverna e Grigorij, di nascosto, chiede all’ostessa come si possa entrare in Lituania sfuggendo ai posti di blocco. Arrivano i gendarmi in cerca di Grigorij, fuggito dal monastero e accusato di eresia: c’è un mandato di cattura con la sua descrizione e Grigorij si offre di leggerlo, dato che l’ufficiale di polizia non sa leggere, e descrive i connotati di Varlaam anziché i suoi. Le guardie stanno per arrestare il questuante, che però riesce a leggere correttamente l’ordinanza e così anche i gendarmi capiscono che Grigorij ha mentito: il giovane brandisce un coltello e riesce a scappare dalla finestra.

Parte II

Gli appartamenti privati dello zar al Cremlino. Ksenija, la figlia di Boris, è in lutto per la morte del fidanzato. Lo zar la invita ad appartarsi e, rimasto solo con il figlio Fëdor, gli mostra su una carta l’impero sul quale un giorno regnerà. Sopraggiunge Šujskij: il boiaro racconta di un pretendente al trono che, in Lituania, si spaccia come Dmitrij. Boris è sconvolto e si fa raccontare l’uccisione del piccolo zarevič a Uglič; Šujskij lo rassicura, lui ha visto il cadavere del bambino, ma dopo cinque giorni il suo volto era ancora intatto. Boris precipita nella follia e gli appare il fantasma del piccolo Dmitrij; lo zar cerca di scagionarsi: «non sono io il colpevole, è stata la volontà del popolo».

La piazza della Cattedrale di San Basilio a Mosca. Tra la folla si racconta che Dmitrij sta marciando su Mosca; un asceta Folle in Cristo si lamenta con lo zar perché dei bambini gli hanno rubato un copeco e invita Boris a ucciderli, così come ha ucciso lo zarevič.

Una foresta nei pressi di Kromy. I contadini insorti hanno catturato un boiaro e lo torturano. Varlaam e Misail attizzano il loro furore elencando i peccati di Boris. Sopraggiunge il falso Dmitrij, intenzionato a marciare su Mosca. Il Folle in Cristo intona un canto sul triste destino del popolo russo.

La sala d’ingresso del Cremlino. Mentre si sta svolgendo una riunione della Duma, entra Boris sconvolto dai suoi fantasmi. Viene fatto entrare Pimen: il monaco racconta che un cieco, dopo aver pregato sulla tomba dello zarevič, ha riacquistato la vista. Boris,  sconvolto e disperato, dà l’addio al figlio e muore.