La traviata

Teatro Regio, Mercoledì 14 Ottobre 2009 - Mercoledì 28 Ottobre 2009

Logo Gruppo Fondiaria Sai

Libretti

Copertina del volume monografico su La traviata

144 pagine
24 illustrazioni
37 tavole in b/n
prezzo 10,00 €
prezzo con il carnet 7,00 €

Disponibile

«Elle mourut ainsi, doucement bercée et consolée en mille paroles touchantes».
Realismo poetico nella partitura della «Traviata»

di Michele Girardi

Il rapporto fra La traviata e la sua fonte letteraria è stato sin troppo mitizzato dai biografi di Verdi. Carlo Gatti, ad esempio, afferma che il musicista conoscesse già il romanzo di Alexandre Dumas fils La Dame aux camélias del 1848, ispirato alla figura della cortigiana Marie Duplessis, morta da pochi mesi1. La versione teatrale del testo era già pronta l’anno dopo ma, a causa delle numerose obiezioni della censura, Dumas dovette attendere il 2 febbraio 1852 perché fosse rappresentata al Théâtre du Vaudeville di Parigi...


Violetta, il denaro e il valzer.
Per una lettura psicoanalitica dei simboli musicali in «Traviata»

di Denis Gaita

È difficile, oggi, pensare che Traviata sia stata al suo apparire un melodramma scandaloso e censuratissimo. Sommersa dalle camelie della Garbo, dalle scarpette della Callas e da una tradizione esecutiva sempre più zuccherina, sembra che l’opera abbia perso via via i suoi connotati più crudi, per trasformarsi in una storia straziante d’amore impossibile. Eppure Verdi lo sapeva bene, e anche i suoi censori...


Un ritratto

a cura di Laura Brucalassi

All’inizio dell’Ottocento il Ducato di Parma è territorio francese ma, in seguito al riassetto generale dell’Europa realizzato dal Congresso di Vienna, verrà annesso all’impero austriaco. In questo contesto si colloca la nascita di Giuseppe Verdi, avvenuta nel 1813 a Roncole, piccola frazione del comune di Busseto. Appartenente a una famiglia della piccola borghesia – il padre gestiva un’osteria e la madre era filatrice –, il piccolo Giuseppe incomincia prestissimo lo studio dell’organo, prima con don Baistrocchi, sacerdote e maestro del villaggio, poi con l’organista di Busseto...


Ritorno dal passato
Talento e anima. Ricordo di Marietta Piccolomini

a cura di Giorgio Rampone

Nel dicembre 1899, nella sua villa di Poggio Imperiale sulle colline di Firenze, una nobildonna appena alle soglie della vecchiaia lasciava il mondo appartata e discreta. La notizia della sua scomparsa non avrebbe varcato i confini dell’aristocrazia se non fosse che la contessa Maria Piccolomini, poi marchesa Caetani della Fargna, era stata, in gioventù, una persona veramente speciale. Proviamo a immaginarla, l’adolescente rampolla di una delle più illustri famiglie patrizie italiane, alle prese con recalcitranti genitori e parenti, inorriditi di fronte al suo fermo proposito di fare dell’amore per il canto una professione! A quel tempo ancora, nel comune modo di pensare, essere cantanti o attrici, calcare le scene insomma, era attività che si accompagnava a pregiudizi di ordine moralistico...


Altre note

a cura di Sergio Bestente

Il primo e imprescindibile strumento di conoscenza e comprensione di Giuseppe Verdi come uomo e come artista sono senza dubbio i suoi numerosi carteggi; da diversi anni l’Istituto nazionale di studi verdiani, con sede a Parma, attende alla pubblicazione di un’edizione critica dell’epistolario del compositore, i cui frutti sin qui maturati sono i due fondamentali volumi del carteggio Verdi-Ricordi, il carteggio Verdi-Boito, il carteggio Verdi-Cammarano e quello Verdi-Somma...


Argomento - Argument - Synopsis


 

Struttura dell’opera e organico strumentale

a cura di Enrico M. Ferrando

La traviata conserva la strutturazione «a pezzi chiusi» che il melodramma romantico italiano aveva ereditato dall’opera seria settecentesca: tuttavia nel linguaggio del Verdi maturo la contrapposizione tra momenti lirici (i pezzi musicali veri e propri) e segmenti narrativi è ormai così sfumata che molto spesso è impossibile distinguerli dalla sola cifra del linguaggio musicale. L’articolazione formale tende poi a modellarsi sempre più duttilmente sulle esigenze sceniche ed espressive, cosicché le forme tradizionali vengono talvolta elaborate al punto che risulta difficile ravvisarvi i passaggi canonici, soprattutto nei duetti...