Peter Grimes

Teatro Regio, Mercoledì 24 Febbraio 2010 - Mercoledì 10 Marzo 2010

Libretti

Copertina del volume monografico su Peter Grimes

176 pagine
27 illustrazioni
37 tavole in b/n
prezzo 10,00 €
prezzo con il carnet 7,00 €

Disponibile

L'innocenza equivoca di Peter Grimes

di Ernesto Napolitano

La nascita americana dell’opera

Per una circostanza singolare, che ha il mare sullo sfondo, la nascita di Peter Grimes riunisce due località costiere poste a parecchie miglia di distanza: Escondido, piccola città della contea di San Diego, nella California meridionale e Aldeburgh, un villaggio di pescatori sulla costa del Suffolk, nel sud-est dell’Inghilterra. È a Escondido, nel 1941, in piena guerra mondiale, che Benjamin Britten e Peter Pears, già negli Stati Uniti da più di due anni, s’imbattono in un articolo dello scrittore E. M. Forster dedicato al poeta inglese George Crabbe, autore di un curioso poema in forma epistolare, The Borough (Il Borgo, 1810): ventiquattro “lettere” in versi che descrivono il paese dello scrittore e i suoi abitanti nella forma di pezzi di genere, impregnati di colore locale e avvolti in una tinta morale pessimistica...


Ricordi con rabbia, canti d'amore:
geografia e storia di «Peter Grimes»

di Luca Scarlini

«Lo spettacolo che impressiona di più lo straniero sulle coste del Suffolk è la straordinaria capacità del mare di penetrare nella terra senza difesa. Ad Aldeburgh, come in qualsiasi altro posto su questa costa, le tradizioni locali sono state, per lo più, letteralmente sommerse. L’Oceano Atlantico ha divorato strade, mercati, moli e passeggiate e le acque impietose, compiendo la loro opera di devastazione, si sono chiuse non più tardi di ottanta anni fa sul cottage del direttore della salina, ora ricordato solo come luogo di nascita del poeta Crabbe. Spinti indietro, anno dopo anno, dall’avanzamento delle onde, gli abitanti sono retrocessi, nel secolo attuale, all’ultimo pezzetto di terra che è abbastanza stabile da poter essere edificato: una striscia di terreno circondata da un lato dalle paludi e dall’altro dal mare. Qui, affidandosi per la loro futura sicurezza a certe dune che le onde capricciose hanno creato per incoraggiarli, la gente ha coraggiosamente creato una propria piccola bizzarra località balneare.»...


Un ritratto

a cura di Laura Brucalassi

Nel 1913, anno di nascita di Britten (Lowestoft, Suffolk), la Gran Bretagna, vista dall’Europa continentale – dove i Ballets Russes presentano a Parigi Le Sacre du printemps di Stravinskij e Webern compone le Sei bagattelle op. 9 – dava ancora l’impressione di essere “una terra senza musica”, al cui isolamento contribuivano da un lato i sospetti politici nei confronti del modernismo di area tedesca e dall’altro l’assenza di istituzioni deputate all’insegnamento, alla promozione e all’esecuzione della nuova musica. Lo stesso Royal College of Music, divenuto un ente estremamente influente nello sviluppo della musica inglese del XX secolo, era stato fondato solo nel 1883 da George Grove (curatore della prima edizione dell’omonimo dizionario) e avrebbe contato tra i suoi studenti molti dei più significativi compositori inglesi, tra i quali Benjamin Britten, che vi si diploma nel 1934...


Ritorno dal passato

a cura di Giorgio Rampone

«Peter Grimes», trent’anni per diventare inglese

Forse pochi lo ricorderanno, ma quando si trattò di decidere con quale autore e titolo inaugurare il Regio ricostruito, per un momento si parlò anche di Benjamin Britten. Infatti, il suo nome fu speso, accanto a quello di Dmitrij Šostakovič, come possibile destinatario di una specifica commissione. Un progetto praticamente subito accantonato a favore di scelte culturalmente meno ambiziose e sofisticate ma mediaticamente vincenti: su ogni cosa, il coup de théâtre messo a segno dal pragmatico Giuseppe Erba con la conquista della coppia Callas - Di Stefano per la regia dei verdiani Vespri siciliani. Comunque, si era trattato di un’ipotesi che, francamente irrealistica nel caso del compositore russo, sulla carta avrebbe potuto essere invece non del tutto peregrina con riferimento a Britten...


Altre note

a cura di Angelo Chiarle

«Ladies & Gentlemen, suppongo che dovrei essere compiaciuto, lusingato, onorato di ricevere il premio. In quanto compositore dovrei essere al di sopra di successo, onori e premi. Un compositore dovrebbe essere completamente autonomo, in comunicazione solo con la sua musa, felice nella sua soffitta, in gloriosa auto-sufficienza. Ma in realtà questo non è il [mio] caso, e so che non è mai stato così, avendo letto molto sulle vite dei grandi maestri: non sono mai stati entusiasti delle loro soffitte. Dico di più, non dovrei considerare un compositore chi dice d’esserlo. La musica, più delle altre arti, deve avere un’audience, tanto un pubblico quanto degli esecutori. E che cosa c’è di più gratificante, quando la tua musica piace al pubblico e agli esecutori?»...


Argomento - Argument - Synopsis


Struttura dell’opera e organico strumentale

a cura di Enrica M. Ferrando

Britten ebbe a dichiarare di essere «particolarmente interessato ai problemi di struttura e di forma dell’opera» e alla «tradizionale composizione per numeri separati che cristallizzano e mantengono inalterata l’emozione determinata in dati momenti dalla situazione drammatica». Ma nonostante l’esplicita avversione all’opera di discendenza wagneriana – nella quale la musica fluisce senza soluzione di continuità – le sue opere non sono una successione di pezzi chiusi autonomi, nell’accezione propria dell’estetica “neoclassica”: anzi, a un primo ascolto, a prevalere è un’impressione di continuità, anche per il ricorso a una rete di spunti tematici ricorrenti. Nondimeno in Peter Grimes si individuano facilmente segmenti dalla funzione drammaturgico-musicale analoga a quella di momenti tipici della tradizione operistica (arie, duetti, assiemi, cori), ognuno dei quali tuttavia assume una forma propria, senza ricalcare schemi o modelli del passato...