I Concerti

Teatro Regio, da Giovedì 21 Ottobre 2010 a Lunedì 9 Maggio 2011

Presentazione

La stagione sinfonica del Teatro Regio si articola in otto concerti: quattro con la Filarmonica ’900 e quattro con l’Orchestra del Teatro Regio. Il programma è impaginato all’insegna dell’alternanza tra capolavori del grande repertorio e opere meno note, che senza dubbio meritano maggiore visibilità.

Il Direttore musicale Gianandrea Noseda sale sul podio due volte, dando ampio spazio al mondo musicale russo: nel concerto inaugurale dirige la Seconda sinfonia di Rachmaninov e – con la partecipazione del mezzosoprano Nadežda Serdjuk e del Coro del Teatro Regio – la cantata Aleksandr Nevskij, vale a dire la pagina di Sergej Prokof’ev che, a dispetto del soggetto medievale, rispecchia alla perfezione l’identità culturale sovietica degli anni Quaranta; mentre a marzo, accanto alla Quarta sinfonia di Beethoven, Noseda propone in coppia con Enrico Dindo un lavoro che Šostakovič scrisse per Rostropovič, il Secondo concerto per violoncello e orchestra.

Spazio alla musica che viene da Est anche nel concerto diretto dal russo Vladimir Ponkin: sotto la sua bacchetta rivivono la Sesta sinfonia di Šostakovič e, nell’interpretazione del giovane Kuba Jakowicz, il Concerto per violino e orchestra dell’armeno Aram Il’ič Khačaturjan.
Nel concerto diretto da Pinchas Steinberg, ancora una composizione di Beethoven, la Seconda sinfonia. Christian Arming, che non a caso viene da Vienna, dirige l’appuntamento di fine anno, affiancando brani tipici della tradizione austriaca (valzer di Johann Strauss figlio e Danze ungheresi di Brahms) all’affresco della terra americana che Dvořák pennellò nella sua celebre sinfonia Dal Nuovo Mondo. Anche Roberto Abbado resta da quelle parti, confrontandosi con la triade Haydn-Mozart-Beethoven, vale a dire i pilastri portanti del classicismo viennese.

Con il turco Gürer Aikal si torna nel cuore del Novecento: in programma due pagine che interpretano in maniera divergente la struttura formale del concerto solistico; da una parte il Concerto in sol di Ravel nell’interpretazione di Andrea Lucchesini, dall’altra il Concerto per orchestra di Bartók, straordinario per il suo modo di intendere l’insieme strumentale come un esteso gruppo di solisti.

Chiude la stagione un appuntamento che intreccia molteplici fili stilistici: la formazione jazzistica dei suoi interpreti (Chris Collins, Emanuele Cisi e Furio Di Castri), l’impegno sul fronte contemporaneo con le commissioni a Carlo Boccadoro e James Hartway, e il confronto con le grandi pagine strumentali del melodramma italiano.

 


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