Il segreto di Susanna

Teatro Regio, Mercoledì 16 Maggio 2018 - Domenica 27 Maggio 2018

Presentazione

Foto di scena

Il “segreto” del compositore Ermanno Wolf-Ferrari sta tutto nel suo doppio cognome, che ne rivela la doppia appartenenza a Italia e Germania. Ermanno Wolf nasce a Venezia il 12 gennaio 1876, suo padre è il pittore tedesco August Wolf; sua madre, Emilia Ferrari, è veneziana. Così deciderà di adottare un doppio cognome. Studia pittura e musica a Monaco di Baviera e a Roma. Due sono le sue “passioni”: Mozart e Goldoni. In un’Italia che stava scoprendo il verismo, Wolf-Ferrari è figura anomala e isolata, perché musica celebri commedie goldoniane come Le donne curiose, I quatro rusteghi, Gli amanti sposi, La vedova scaltra, Il campiello. È autore prolifico di pagine strumentali e da camera e di opere “più” drammatiche come I gioielli della Madonna e Sly. Intensa anche la sua attività di docente a Venezia, dove è stato anche direttore del Liceo Musicale, e a Salisburgo. Morì a Venezia il 21 gennaio 1948.
Così Carlo Parmentola ha sintetizzato la sua personalità: «Lontano dalle dispute dottrinarie, immerso nella sua ricerca dell’assoluto, desideroso solo di trasmettere il suo messaggio al numero maggiore di spettatori-ascoltatori, Wolf-Ferrari fu, in definitiva, un musicista solitario. Tedesco per parte paterna, ha vagheggiato un mondo senza frontiere, e ha scelto per guida il più italiano dei musicisti tedeschi (Mozart), arricchendo poi attraverso I gioielli della Madonna la sua scrittura di ulteriori caratteri di italianità. Egli può a pieno essere considerato musicista italiano, e più precisamente veneziano, appartenente, cioè, al punto di confluenza di più culture».
Il segreto di Susanna, su libretto di Enrico Golisciani, pensato per gli allievi del Liceo Musicale di Venezia, debutta a Monaco di Baviera il 4 dicembre 1909 all’Hoftheater (in tedesco, come Susannens Geheimnis). La prima italiana la dirige Arturo Toscanini al Teatro Costanzi di Roma il 27 settembre 1911, sempre Toscanini la propose poi al Dal Verme di Milano nel 1918. Nel 1920 l’opera debutta al Teatro Regio di Torino, con la diciassettenne Toti Dal Monte come protagonista (sul podio c’è Héctor Panizza). La brillantissima ouverture è stata spesso eseguita in programmi concertistici, e incisa da direttori come Victor de Sabata e Gianandrea Noseda. Il modello dell’opera è l’intermezzo La serva padrona di Pergolesi e la distribuzione in locandina è la stessa: un baritono (Gil, 30 anni, il marito di Susanna), un soprano (la contessa Susanna, 20 anni) e un mimo (il servo Sante, 50 anni). I riferimenti musicali vanno dall’amato Mozart a Rossini, e nella fresca leggerezza della commedia si possono cogliere ironiche citazioni, da Verdi a Debussy.

 

Locandina e date

Dati essenziali

Compositore: Ermanno Wolf-Ferrari
Librettista: Enrico Golisciani
Prima rappresentazione: 1909 Monaco, Hoftheater

Allestimenti precedenti:

1920, 1923, 1947