La bella addormentata

Teatro Regio, Sabato 17 Dicembre 2016 - Giovedì 22 Dicembre 2016

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Presentazione

Foto di scena

Il soggetto della Bella addormentata del coreografo Nacho Duato, presentata dal Balletto dell’Opera di Berlino, è ispirato liberamente – come l’originale di Marius Petipa del 1890 – alla famosa fiaba di Charles Perrault della fine del ’600. Un re e una regina antichi festeggiano la nascita della figlia Aurora: al battesimo intervengono tutte le fate del paese portando doni e auguri (in danza, ovviamente); ma una è stata dimenticata, la malefica Carabosse, che arriva inattesa minacciando vendetta per l’affronto: la principessina crescerà, ma un giorno si pungerà un dito e morrà. La buona Fata dei Lillà corregge il tiro: non morirà, ma dormirà per cent’anni. Il re fa proibire qualsiasi ago nel suo regno. Sedici anni dopo, si festeggia a corte il compleanno della principessa, che danza splendente tra cavalieri e dame. Una strana vecchia le porge dei fiori con uno spillone nascosto; è Carabosse. Aurora si punge e cade priva di sensi; la Fata dei Lillà avvolge tutto il palazzo d’un sonno profondo.
Cent’anni dopo, un principe (Désiré) a caccia nei boschi ha una visione della bella destinata al suo amore; la buona fata lo guida al palazzo addormentato, lui bacia la fanciulla e tutto torna alla vita. Seguono le dovute nozze a corte. Nella festa, danzano personaggi di altre fiabe di Perrault: Cenerentola, Cappuccetto Rosso, Florina e l’Uccello Blu, il Gatto con gli Stivali, ecc.
Un passo a due luminoso dei due giovani sposi conclude nella bellezza e nella gioia la vicenda e il balletto.

Con la Bella addormentata, il coreografo Marius Petipa, attivo alla fine dell’Ottocento al Teatro Imperiale Mariinskij di San Pietroburgo, realizza compiutamente l’ideale e definisce lo stile, la struttura formale e i caratteri del cosiddetto “balletto classico” (meglio sarebbe dire tardo-romantico su base tecnica classico-accademica). La sintesi russa delle scuole italiana e francese si invera in un’opera che – ben al di là del soggetto fiabesco che offre solo una esteriore struttura teatrale – è un capolavoro puramente coreografico di bellezza e inventiva e musicalità incomparabili, giunti fino a noi, attraverso l’epoca sovietica e la successiva diffusione nel repertorio mondiale, in una sorta di complessa accumulazione tecnica e stilistica riconosciuta e riconoscibile. Non è tale “originale” che vedremo al Regio, ma una nuova coreografia costruita entro la struttura originale; ovviamente, sulla partitura di Čaikovskij ammirata anche da Stravinskij come capolavoro “sinfonico” di musica per balletto.

Spagnolo di Valencia, 60 anni, Nacho Duato è stato, come danzatore, splendido interprete di Jiří Kylián al Nederlands Dans Theater. Come coreografo, si è imposto per una sua visione originale e talvolta trasgressiva di un genere di “balletto moderno”

 

Locandina e date

Dati essenziali

Compositore: Pëtr Il'ič Čajkovskij
Coreografia: Nancho Duato
Librettista: Nancho Duato da Ivan Vševoložskij
Prima rappresentazione: 1890 San Pietroburgo, Teatro Mariinskij

Allestimenti precedenti:

1848, 1940, 1961, 1968, 1969, 1976, 2001