Pagliacci

Teatro Regio, Mercoledì 11 Gennaio 2017 - Domenica 22 Gennaio 2017

Presentazione

Foto di scenaBozzetto di Paolo Ventura per questo allestimento

Quando compose Pagliacci (1892), Ruggero Leoncavallo agiva sull’onda d’urto provocata dalla Cavalleria rusticana di Mascagni, e ne rinnovò il caldo successo abbandonando definitivamente i soggetti pseudo-wagneriani in cui s’era impaniato fino ad allora. Leoncavallo scrisse da sé il libretto; così al Verismo italiano, dopo l’esordio “concreto” di Cavalleria, venne fornito con Pagliacci anche un autentico “manifesto” di pensiero, convogliato nel prologo a sipario chiuso in cui viene specificato e illustrato il valore realistico dell’azione che seguirà. Si tratta di «uno squarcio di vita» ispirato al vero, in cui sono coinvolti «uomini di carne e d’ossa»: in effetti, la vicenda è basata su un episodio avvenuto nel paesello in cui il compositore trascorse la fanciullezza. Ma il conflitto di simulazione e realtà supera i confini angusti del “fattaccio”: vi si infiltra la “poetica del brutto”, che dalla produzione di Victor Hugo era entrata nell’opera italiana attraverso la mediazione del Rigoletto; serpeggiano suggestioni della Carmen di Bizet (le trombette giocose e il coro femminile in apertura), fascinosi effetti di spazialità nella scena delle campane, occasionali stilemi wagneriani. Dopo l’intermezzo sinfonico, lo stile indietreggia a ricalcare minuetti e gavotte settecenteschi, fino a sovrapporsi in un intreccio grottesco ed enigmatico al rinnovato prepotere di una scrittura drammatica: primo frutto del recupero delle “maschere” nel teatro non solo operistico del Novecento.

 

Locandina e date

Dati essenziali

Compositore: Ruggero Leoncavallo
Librettista: Ruggero Leoncavallo
Prima rappresentazione: 1892 Milano, Teatro Dal Verme

Allestimenti precedenti:

1928, 1942, 1971, 1990, 2001