Don Giovanni

Teatro Regio, Venerdì 15 Febbraio 2013 - Domenica 24 Febbraio 2013

Presentazione

Foto di scenaImmagine di presentazione

Don Giovanni, andato in scena a Praga nel 1787, è l’unico titolo mozartiano per la scena ad avere goduto di un’ininterrotta fortuna, suscitando l’entusiasmo di Goethe come di Byron, di Kierkegaard, che pone quest’opera alla base di un capitolo significativo della sua riflessione etica e filosofica, di Rossini, come di Hoffmann, che scrisse un magnifico racconto d’omaggio, in cui immagina la visita dei personaggi nel suo palco.

Il libretto di Lorenzo Da Ponte reca in sé, d’altra parte, anche l’impronta di Casanova, che fu amico dello scrittore veneto e che dialoga, in un certo senso, con la classica figura del libertino punito. Il seduttore è simbolo come l’autore dei Mémoires – secondo l’ormai classica lettura di Giovanni Macchia – dell’ancien régime che tramontava. Egli ha in sé anche i semi della potenza distruttrice e salvifica di eros, tema ricorrente della produzione mozartiana matura. La scomparsa di Don Giovanni lascia infatti i personaggi bloccati, come mostrava la fine intuizione di Joseph Losey al termine del suo film-opera e le loro azioni sono ineluttabilmente a lui riferite. Il sublime polistilismo del lavoro è sospeso tra dimensione buffa e tragedia (sempre Da Ponte evoca, parlando della redazione del plot, per cui aveva tratto ispirazione dal libretto di Giovanni Bertati per Il Convitato di pietra di Giuseppe Gazzaniga, una dimensione da Infernodantesco) fino alla conclusione; tante perplessità essa suscitò soprattutto in ambito tedesco, dove illustri personalità, da Mahler ad Adorno, avrebbero voluto imporre il taglio dell’ultima scena.

Oggi risalta nella sua necessità che spezza la morality play dell’ateista fulminato, tanto amata dai religiosi che ne fecero per secoli un loro cavallo di battaglia, a partire da uno dei più autorevoli prototipi, El burlador de Sevilla di Tirso de Molina, rinunciando alla "morale", a favore di un’accettazione del ritmo dell’esistenza nella sua complessità, in cui la favola perfetta si scioglie nel ritmo della "antichissima canzon" finale.

Dati essenziali

Compositore: Wolfgang Amadeus Mozart
Librettista: Lorenzo Da Ponte
Prima rappresentazione: 1787 Praga, Nationaltheater

Allestimenti precedenti:

1859, 1879, 1921, 1937, 1949, 1961, 1977, 1978, 1987, 1998, 2005