Andrea Chénier

Teatro Regio, Martedì 15 Gennaio 2013 - Mercoledì 30 Gennaio 2013

Presentazione

Foto di scenaImmagine di presentazione

Con Andrea Chénier (1896) Umberto Giordano giunse al successo dopo l’accoglienza contrastata di Mala vita (1892) e il fiasco di Regina Diaz (1894). Chénier andò in scena sotto pessimi auspici: la stessa Casa Editrice Sonzogno, che quell’anno gestiva la stagione del Teatro alla Scala, non credeva nell’opera, che solo per le pressioni di Mascagni fu mantenuta nel cartellone. Inoltre il tenore designato, Alfonso Garulli, dovette essere sostituito da Giuseppe Borgatti, che attraversava un periodo negativo. Eppure, grazie anche alle prestazioni del soprano Evelina Carrera e del baritono Mario Sammarco, il successo fu da subito trionfale.

La grande popolarità dell’opera, appena appannatasi in anni recenti, è stata peraltro sempre contrastata dal giudizio della critica, che l’ha coinvolta nella considerazione preconcetta e non di rado snobistica riservata al verismo nel suo complesso. Il libretto di Illica, ispirato alla reale figura del poeta francese André Chénier (1762-94), ricercando una dimensione di esotismo storico banalizza sì la Rivoluzione Francese, ma costruisce una sceneggiatura musicale di ammirevole efficacia. La musica di Giordano segue l’assunto "esotico" del libretto con preziosistiche rievocazioni settecentesche, e con citazioni di brani dell’epoca abili - specie quando quegli stilemi sono deformati in chiave grottesca - ma non realmente assimilate in uno stile coerente. Analogamente, l’autore è capace di idee di innegabile efficacia e di procedimenti di autentica genialità drammaturgico-musicale: "la costruzione musicale - scrive Lorenzo Ferrero - è però inferiore alle idee [...] Giordano si affida più all’effetto immediato dell’idea che allo sviluppo musicale. Tutto scorre senza intoppi, ma è evidente l’assenza di un piano armonico approfondito e deliberato".

Ma l’aspetto forse più curioso è il successo popolare di un’opera dalla relativa povertà melodica: così, nonostante le voci siano prevalentemente impegnate in un canto declamato, Chénier è stata uno dei cavalli di battaglia prediletti dai tenori del Novecento, da Giovanni Zenatello a Giacomo Lauri Volpi, da Beniamino Gigli a Mario Del Monaco, da Franco Corelli a Placido Domingo.

Dati essenziali

Compositore: Umberto Giordano
Librettista: Luigi Illica
Prima rappresentazione: 1896 Milano, Teatro alla Scala

Allestimenti precedenti:

1922, 1923, 1930, 1935, 1939, 1941, 1946, 1949, 1953, 1961, 1974, 1980, 1992, 2003