Il trovatore

Teatro Regio, Mercoledì 10 Ottobre 2018 - Martedì 23 Ottobre 2018

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Presentazione

Foto di scena

Il trovatore, rappresentato al Teatro Apollo di Roma nel 1853, nonostante l’immensa popolarità, è un’opera stratificata e complessa. Il soggetto è tratto dal furibondo dramma di ispirazione romantica El trovador di Antonio García-Gutiérrez, cui si deve peraltro anche Simon Boccanegra, e che al compositore sembrava «bellissimo, immaginoso, con situazioni potenti». Nell’opera spicca la titanica figura di Azucena, schiacciata secondo le stesse parole del musicista da una contraddizione letale tra sentimento materno e vincolo filiale, che diviene dissidio tra visionarietà disperata e altrettanto crudele lucidità. Manrico, eroe, è infatti presente soprattutto come simbolo di un’epoca, affine al cavaliere “desdichado” (infelice) di Ivanhoe di Walter Scott, un prototipo del personaggio bello e disperato, tradito dal Fato, destinato a divenire in breve proverbiale. Non a caso Luchino Visconti ha usato memorabilmente la scena della “pira” nell’apertura di Senso: quelle note sono un simbolo perfetto della sensibilità di un’epoca e le gesta, sia pure velleitarie, del romantico cantore, in breve divengono aspirazione risorgimentale in opposizione alla smania d’ordine del “cattivo”, il conte di Luna. Leonora, schiacciata dalla passione, rifiuta la vita. Il finale dell’opera svelò chiaramente già ai primi ascoltatori, il colore oscuro di questo disperato notturno. Verdi scriveva infatti, all’indomani della prima, all’amica Clarina Maffei: «dicono che questa opera sia troppo triste e che vi sono troppe morti. Ma infine tutto nella vita non è morte? Cosa esiste?».

 

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Dati essenziali

Compositore: Giuseppe Verdi
Librettista: Salvatore Cammarano
Prima rappresentazione: 1853 Roma, Teatro Apollo

Allestimenti precedenti:

1854, 1856, 1861, 1863, 1878, 1880, 1902, 1926, 1934, 1939, 1941, 1948, 1953, 1961, 1969, 1972, 1980, 1991, 2005,