Les Contes d’Hoffmann

Teatro Regio, Venerdì 30 Gennaio 2009 - Domenica 8 Febbraio 2009

Compagnia di San Paolo

Presentazione

Foto di scena dello spettacolo

Lui, soprannominato il “Mozart degli Champs-Élysées”, il re dell’operetta e del can can, nel 1851 all’Odéon di Parigi aveva assistito al drame-fantastique Les Contes d’Hoffmann di Jules Barbier e Michel Carré (una trama fantastica liberamente ispirata ad alcuni racconti di E.T.A. Hoffmann) e aveva pensato che poteva essere un soggetto bellissimo per un’opera, ma passeranno più di vent’anni prima che Jacques Offenbach inizi a scrivere la sua ultima opera. È il 18 maggio 1879 a Parigi, in un appartamento all’angolo tra Boulevard des Capucines e Place de l’Opéra: musicisti, intellettuali, giornalisti, Carvalho (il direttore dell’Opéra-Comique) e Junger (il direttore del Ringtheater di Vienna) ascoltano in anteprima alcuni frammenti della nuova opera di Jacques Offenbach, Les Contes d’Hoffmann. Sarà quella l’unica esecuzione pubblica alla quale il compositore assisterà: il 4 ottobre 1880, proprio dopo aver apportato gli ultimi ritocchi all’ultimo atto, Offenbach muore. L’opera debutterà il 10 febbraio 1881 all’Opéra-Comique con uno straordinario successo (ebbe subito più di cento repliche). Il lavoro “incompiuto” passò attraverso diverse mani: i dialoghi parlati vennero trasformati in recitativi, per molto tempo ci furono esecuzioni nelle quali l’ordine degli atti veniva invertito, o un atto veniva soppresso o alcune pagine venivano spostate da un atto all’altro (Mahler ne diresse una versione in tre atti dove il personaggio della Musa era stato cancellato). Ad esempio la celebre e amatissima Barcarola (il duetto tra Giulietta e Nicklausse, scena utilizzata anche da Benigni nel suo film premio Oscar La vita è bella), che Offenbach aveva già composto per l’opera Die Rheinnixen, veniva con molta leggerezza trasposta nell’atto di Antonia e non in quello di Giulietta. Così il filosofo Adorno scrisse proprio a proposito della Barcarola: «si irradia dalle pozzanghere dei caffè, delle baracche e degli apparecchi automatici, e tuttavia le occorrono veramente per irradiarsi così genuina nel falso, così come nessuna melodia riesca a imitarla?».

Dati essenziali

Compositore: Jacques Offenbach
Librettista: Jules Barbier dal dramma di Jules Barbier e Michel Carré
Prima rappresentazione: 1881 Opéra-Comique di Parigi

Allestimenti precedenti:

1956, 1973