Il trovatore

Teatro Regio, Mercoledì 10 Ottobre 2018 - Martedì 23 Ottobre 2018

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Argomento

Parte I

Il duello. Nell’atrio del palazzo dell’Aliaferia, Ferrando, comandante degli armigeri, dice ai suoi di attendere il conte di Luna, che è sotto le finestre di Leonora, una dama della regina che egli ama. I soldati chiedono al comandante di raccontare ancora la storia di Don Garzia, fratello del loro signore, rapito e bruciato per vendetta da una zingara, figlia di una fattucchiera che era stata arsa sul rogo. La presenza della strega aleggia ancora sul castello, allo scoccare della mezzanotte tutti fuggono temendo la sua comparsa. Nei giardini del palazzo, Ines, confidente di Leonora, le dice di rientrare, ma ella attende il trovatore, che aveva conosciuto ai tornei, prima della guerra civile e che non aveva più visto. Fino a quando una sera lo sentì cantare sotto le sue finestre. Giunge il conte che decide di dichiararsi a Leonora; la sua venuta corrisponde con l’intonazione del canto del trovatore. Nella notte oscura, ella abbraccia il conte, credendo di stringere tra le braccia il trovatore. Quest’ultimo si presenta: è Manrico, oppositore della fazione dei Luna, e i due si sfidano a duello.

Parte II

La gitana. Sui monti di Biscaglia, Azucena e Manrico parlano mentre gli zingari si preparano al lavoro; ella rievoca il rogo della madre e chiede al figlio di vendicarla, narrando per frammenti la cupa notte in cui, preda della furia, aveva gettato nel fuoco il proprio figlio invece di quello del conte. Manrico non è certo se si tratti di realtà o di delirio; Azucena si è comportata come una madre, anche quando lo ha sanato dalle ferite inflittegli dal conte di Luna. Egli lo ha risparmiato in duello perché una voce celeste lo ha fermato. Leonora crede che Manrico sia morto e decide di prendere i voti, il conte vuole entrare di forza nel convento e rapirla, ma Manrico lo precede e fugge con l’amata.

Parte III

Il figlio della zingara. Il conte di Luna è con le truppe nell’accampamento di fronte a Castellor assediata; tormentato dal pensiero di Leonora nelle braccia di Manrico, egli vede arrivare i suoi uomini con Azucena, che afferma di essere scesa alla pianura per cercare suo figlio. Una domanda su Don Garzia la tradisce: lui la fa imprigionare e nella disperazione ella invoca il figlio in sua difesa. Dentro Castellor, Manrico e Leonora stanno per sposarsi: entra uno scudiero e annuncia il fato della gitana; Manrico si prepara quindi a una sortita dal castello con un gruppo di armigeri per salvarla.

Parte IV

Il supplizio. Nel palazzo dell’Aliaferia, Leonora si adopera per salvare Manrico dalla morte; offre se stessa alle brame del conte, in cambio della salvezza del trovatore. Il conte di Luna esulta, ma ella ha in serbo un veleno che beve. Manrico la accusa di tradimento, ma la sostanza fa già effetto su di lei. Il conte, compreso l’inganno, è furibondo; manda a morte Manrico e costringe Azucena a osservare tutto: solo allora quest’ultima gli rivela che in realtà ha ucciso suo fratello Garzia, compiendo la vendetta della madre.