La clemenza di Tito

Teatro Regio, Venerdì 16 Maggio 2008 - Domenica 25 Maggio 2008

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Argomento

Atto I

La scena è in Roma.

Vitellia, figlia di Vitellio, imperatore spodestato, vuole che Sesto, che di lei è innamorato, la vendichi uccidendo l’imperatore Tito Vespasiano, imperatore che usurpa il trono e che l’ha sedotta. Annio comunica che le nozze tra Tito e Berenice sono state annullate e Vitellia chiede a Sesto di rimandare l’omicidio. Sesto concede ad Annio la mano della sorella Servilia. Ma Tito annuncia a Sesto che ora ha intenzione di sposare Servilia. Ad Annio non resta che comunicare all’amata che è stata scelta dall’imperatore come sposa. Ma Servilia non si arrende e apre il suo cuore a Tito, confidandogli di amare Annio. Tito loda la sincerità della ragazza e le promette che potrà sposare l’uomo che ama. Vitellia continua a tramare e convince Sesto a compiere il delitto. Appena Sesto si è allontanato, Publio, prefetto del pretorio, comunica a Vitellia che l’imperatore ha deciso di sposarla. Disperata, la donna cerca invano di fermare Sesto: troppo tardi, la congiura è già stata compiuta, il Campidoglio è in fiamme e Sesto ha ucciso Tito.

Atto II

In realtà Tito è salvo perché Sesto ha accoltellato Lentulo, scambiato per l’imperatore. Sesto confessa la sua colpa ad Annio, ma Annio lo invita a tacere e a essere fedele all’imperatore. La congiura è stata scoperta e Publio arresta Sesto. Vitellia, a quel punto, teme di essere scoperta. Sesto è stato condannato dal Senato “alle fiere”. Annio chiede a Tito di perdonare Sesto, ma l’imperatore non ha ancora deciso cosa fare, convoca Sesto e gli chiede invano spiegazioni: l’uomo tace per proteggere Vitellia. Tito decide di perdonarlo perché preferisce essere un sovrano accusato “di pietà, non di rigore. Servilia chiede a Vitellia di intercedere per il fratello. La donna decide di confessare le sue colpe cercando di salvare così Sesto. Nell’arena, Sesto e i suoi complici stanno per essere dati in pasto alle fiere: Vitellia si inginocchia davanti a Tito e gli confessa di essere stata l’ispiratrice della congiura. L’imperatore dimostra la sua clemenza perdonando tutti.