Il flauto magico

Teatro Regio, Martedì 16 Maggio 2017 - Domenica 28 Maggio 2017

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Libretti

Copertina del volume monografico su Il flauto magico

208 pagine
32 illustrazioni
36 tavole in b/n
prezzo 12,00 €
prezzo con il carnet 8,00 €

Disponibile

Le dirò con due parole...

a cura di Alberto Bosco

Sono poche le opere che non hanno tra le loro pagine neppure un numero debole, uno di quei pezzi, magari scritti per accontentare un cantante o per obbedire a una convenzione, che poi finiscono per disturbare o allentare il senso della continuità drammatica. Il flauto magico è uno di questi rari casi, e la cosa colpisce ancor di più se si pensa che il libretto è quanto mai eclettico, una congerie composita di spunti seri e comici di diversa provenienza in cui sarebbe stato facile per un compositore perdere la bussola. Invece, Mozart ne ha fatto il suo capolavoro in lingua tedesca, risolvendo anche l’altro problema che poneva quest’opera, ovvero l’assenza di un modello adeguato da seguire, con il risultato che, innestando il suo maturo linguaggio musicale sulle forme popolari del Singspiel e dello Zauberstück, gettò le basi della futura opera germanica, portando all’evidenza per la prima volta temi, atmosfere e disposizioni morali che nutriranno le opere di questa tradizione fino a lavori in apparenza lontani come Parsifal o La donna senz’ombra.
Forse proprio la varietà degli stimoli del libretto e la libertà di poter inventare nuove convenzioni sono all’origine dell’entusiasmo creativo che quest’opera risvegliò in Mozart...


Il flauto magico, uno strumento per cambiare il mondo

di Lidia Bramani

Il mito distorto di Wolfgang

Il Settecento ribollente di aspettative, cambiamenti e promesse, di cui Mozart si è alimentato e al cui nutrimento ha contribuito, è stato oscurato da non pochi stereotipi, tra i quali l’“invenzione” di un musicista consumato dal talento prorompente e spontaneo. Ed ecco farsi strada la figura distorta dell’eterno bambino, chiuso e distratto nel suo universo di genio. Travolto da una predisposizione prodigiosa, vitale e irresponsabile. Preda dei suoi istinti, svampito, sboccato. Tutto sommato, piuttosto estraneo alle scosse etiche e sociali del suo tempo. Niente di più falso.
Mozart è stato accostato all’Illuminismo per concomitanza cronologica, notando qua e là, nelle sue azioni o nella sua opera, qualche gesto, contenuto o aspetto linguistico genericamente associabile al periodo storico in cui visse. Più spesso il suo pensiero è stato svincolato dalla realtà...


Teatro della metamorfosi:
iniziazione massonica ed educazione all’umanità

di Pier Paolo Portinaro

La storia della gestazione, delle fonti, delle interpretazioni della Zauberflöte è stata scritta ormai un’infinità di volte e sembra non porre limiti all’acribia degli storici della musica e alla fantasia di critici, scenografi e registi. Non c’è questione attinente alla comprensione del messaggio dell’opera che non sia stata fatta oggetto delle più estreme divergenze. A cominciare dalla controversia prima: tra chi attribuisce il fascino e la fortuna dell’opera alle insondabili profondità del libretto e postula una sorta di regressione del teatro e anche della musica mozartiani rispetto ai vertici di finezza psicologica non più eguagliati della trilogia italiana; e chi invece afferma senza troppe sfumature che senza la musica di Mozart il libretto di Schikaneder non si sarebbe sollevato dal rango di un malriuscito patchwork di fiaba per bambini, rappresentazione massonica, vaudeville satirico, commedia da teatro di periferia1...


La fiaba del Flauto.
In viaggio verso la luce con Roberto Andò

a cura di Stefano Valanzuolo

Il colpo di fulmine tra Roberto Andò e «Il flauto magico» scocca a Palermo, nel 2001. A più di dieci anni di distanza, quanto è cambiata la sua visione registica originale?
Pochissimo. Continuo a pensare, a distanza di tempo, che quello fosse uno spettacolo particolarmente riuscito, per cui non ho ritenuto di dover apportare stravolgimenti nell’approccio e negli esiti. Solo piccoli ritocchi.

Prevale la fiaba, dunque, sul senso di ritualità massonica.
Decisamente sì. Quello della fiaba è un vero e proprio codice teatrale, in grado di sedurre lo spettatore che riesca ad abbandonarsi consapevolmente alle lusinghe della vicenda fantastica, ricavando una chiave di lettura personale. La fiaba esime il lettore da qualsiasi riferimento psicologico obbligato: il racconto di Mozart non implica una dietrologia inesplicabile, perché tutti i personaggi sono definiti ed esplorati attraverso la musica...


Un ritratto

di Alberto Bosco

Non vi è nella storia della musica protagonista più ambiguo e inafferrabile di Mozart: per quanto si cerchi di illuminare la particolare natura del suo genio creativosi finisce sempre per tralasciarne qualche aspetto o per cadere in apparenti contraddizioni, tante sono le diverse sfaccettature che coesistono nella sua musica. Forse la categoria che più si presta a definire il carattere polivalente della sua arte è quella del gioco, un’attività umana governata da leggi proprie che, pur rispecchiando la realtà, si svolge su un piano parallelo a essa e così, sospendendone momentaneamente il corso, ne mette in luce aspetti nascosti con disinvoltura e apparente innocenza. Questo non significa che l’atteggiamento di Mozart nei confronti della composizione sia ludico, tutt’altro: proprio come un fanciullo si piega alle regole del gioco con la massima serietà, altrettanto fa Mozart quando applica la sua creatività ai generi e alle forme codificate dal suo tempo, seguendone fino in fondo i requisiti. Dall’alto del suo talento, però, li porta il più delle volte verso conseguenze espressive insospettabili, muovendosi sempre all’interno dei limiti preposti...


Argomento - Argument - Synopsis


Struttura dell’opera e organico strumentale

a cura di Enrico M. Ferrando

Il flauto magico è un Singspiel, forma tipica del teatro musicale tedesco. Come l’opéra comique francese, si distingue dalle coeve forme operistiche italiane perché i numeri musicali sono collegati da dialoghi parlati anziché da recitativi. Nella prassi esecutiva moderna i dialoghi parlati sono normalmente soggetti a tagli e rimaneggiamenti: nei Singspiele, in origine, i passaggi recitati erano assai ampi, ma dobbiamo tenere presente che erano eseguiti da commedianti capaci anche di cantare, più che da cantanti chiamati anche a recitare, come avviene oggi.
Nel nostro prospetto della struttura dell’opera abbiamo fatto riferimento allo spartito dell’edizione critica (Bärenreiter, Kassel 1970). Per quanto riguarda i titoli dei singoli numeri, abbiamo ritenuto preferibile normalizzarli utilizzando gli equivalenti italiani dei termini tedeschi talvolta impiegati da Mozart...


Le prime rappresentazioni e l’opera al Regio


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