Sansone e Dalila

Teatro Regio, Martedì 15 Novembre 2016 - Sabato 26 Novembre 2016

Argomento

Atto I

Una piazza di Gaza, davanti al tempio di Dagon. Gli ebrei sono schiavi dei filistei e, radunatisi nella piazza, piangono la loro triste situazione domandandosi come mai Dio li abbia abbandonati. Tra di loro c’è Sansone, che li invita a non disperare e a non dubitare dell’aiuto di Dio. Dal tempio esce il satrapo Abimélech, che con arroganza ricorda agli ebrei che essi sono schiavi e che il loro Dio non ha nessun potere; a quel punto Sansone lo affronta: il satrapo afferra la spada, ma l’ebreo riesce a impossessarsi dell’arma e lo uccide. Egli ha una forza straordinaria tale da mettere in fuga i soldati di Abimélech, poi Sansone e gli ebrei si allontanano. Il gran sacerdote, davanti al cadavere del satrapo, ordina che Sansone e gli ebrei vengano uccisi, ma un messaggero comunica che gli schiavi stanno devastando i campi: i filistei abbandonano la piazza. È ormai giorno e gli ebrei e Sansone tornano davanti al tempio e ringraziano Dio; un vecchio ebreo esalta la giustizia del Signore. Dal tempio di Dagon escono alcune bellissime fanciulle filistee; con loro vi è l’affascinante Dalila, che cinge con una corona il capo di Sansone proclamandolo vincitore. Quindi lo invita a raggiungerla a casa sua, nella valle di Sorek. Sansone è turbato, e il vecchio ebreo gli consiglia di non accettare l’invito.

Atto II

Nella sua casa nella valle di Sorek, Dalila attende l’arrivo di Sansone. Prima giunge però il gran sacerdote, il quale le racconta le imprese dell’eroe ebreo e le promette dei doni se lo farà catturare. Dalila rifiuta: non vuole premi, è il suo odio per Sansone a guidarla. Sansone arriva, nonostante senta di tradire il suo popolo. Dalila lo seduce e Sansone, ormai conquistato, le rivela il segreto della sua forza. Dall’interno della casa, Dalila chiama i soldati del gran sacerdote: Sansone viene fatto prigioniero.

Atto III

Sansone, al quale i filistei hanno tagliato i capelli, simbolo della sua forza, è stato accecato e ora, nella prigione di Gaza, è costretto a far girare una macina. Sansone prega Dio perché aiuti gli ebrei. Le guardie lo conducono al tempio di Dagon, dove i filistei con un baccanale stanno festeggiando la loro vittoria. Mentre il gran sacerdote e Dalila elevano un inno all’unico dio: Dagon, Sansone prega il Signore. Poi, ritrovata la forza, si appoggia ai due pilastri del tempio e lo fa crollare. Il tempio travolge Sansone e tutti i filistei.