La vedova allegra

Teatro Regio, Venerdì 27 Giugno 2014 - Domenica 6 Luglio 2014

Argomento

Atto I

A Parigi, nel 1905. Nel palazzo del barone Mirko Zeta, ambasciatore del Pontevedro, è in corso un ricevimento. Valencienne, giovane moglie francese del barone, amoreggia col suo spasimante Camille; l’anziano barone è invece alle prese con un problema di carattere “diplomatico”: Hanna Glawari, giovane vedova di un banchiere pontevedrino, è appena giunta a Parigi per risposarsi. Bisogna impedirle di sposare un francese, poiché se le sue sostanze uscissero dalla madrepatria, il principato del Pontevedro farebbe bancarotta. Il barone incarica il suo impiegato Njegus di cercare il conte Danilo, aristocratico segretario d’ambasciata dedito ai piaceri mondani e candidato ideale per far sì che il patrimonio di Hanna rimanga in mani pontevedrine.
Danilo e Hanna erano già stati fidanzati, ma lo zio di lui ne aveva impedito la relazione: Hanna aveva poi sposato il ricco Glawari. La vedova giunge al ricevimento e viene circondata da un nugolo di interessati spasimanti; ella li respinge. Arriva Danilo, e dopo avere spiegato la propria personale etica, che antepone al dover di patria i piaceri della vita mondana, esausto per gli strapazzi notturni si assopisce su un divano. Lo risveglia Hanna: Danilo la ama ancora, ma l’orgoglio gli impedisce di dichiararsi, ora che lei è diventata così ricca e che potrebbe sembrare un fatto d’interesse. Valencienne e Camille, intanto, continuano le loro schermaglie amorose. Ma giunge il momento della scelta del cavaliere per la danza: Danilo e Hanna si lasciano trasportare da un giro di valzer.

Atto II

Il giorno seguente, nel palazzo di Hanna, ha luogo la festa pontevedrina: vengono eseguite le danze della patria lontana, e la stessa Hanna canta un tema popolare. La padrona di casa confida poi al barone che alla parte pontevedrina della festa ne seguirà una “alla parigina”. Danilo mantiene però un contegno sempre distaccato nei confronti di Hanna, nonostante le esortazioni di lei a metter da parte l’orgoglio. Si accende tra alcuni invitati una discussione sulla misteriosa natura delle donne; il barone si sente del tutto estraneo al problema dell’infedeltà femminile. Sua moglie intanto si è appartata con Camille in un padiglione del giardino. Il barone vorrebbe entrarvi ma Njegus cerca di impedirglielo; spiando dal buco della serratura, il barone riesce comunque a scorgere sua moglie e le intima di uscire. Dal padiglione escono però Hanna (che Njegus ha fatto entrare di nascosto) e Camille. L’anziano diplomatico è così rassicurato, ma Danilo si rode di gelosia.

Atto III

È cominciata la parte parigina della festa. Un dispaccio conferma al barone Zeta che se il denaro di Hanna uscisse dal Pontevedro, lo Stato andrebbe in bancarotta. Il diplomatico fa ancora appello al patriottismo di Danilo e poco dopo Hanna lo rassicura raccontandogli della sostituzione nel padiglione. I due si abbracciano in un valzer, comunicandosi così, senza parole, il reciproco amore. Il barone trova il ventaglio dì Valencienne, riconosce la grafia e si dichiara immediatamente divorziato; chiede poi la mano di Hanna. Lei lo avverte che una clausola del testamento del marito la disereda in caso di matrimonio; il barone ritira l’offerta e finalmente Danilo può dichiararsi: il testamento continuava dicendo che il patrimonio sarebbe andato al nuovo marito. Il barone si riconcilia con la moglie e la festa termina gioiosamente.