The Rake’s Progress

Teatro Regio, Martedì 10 Giugno 2014 - Domenica 22 Giugno 2014

Argomento

Atto I

Anne Trulove (“amor fedele”) e Tom Rakewell (“rake”, ossia libertino) parlano di amore e di primavera; li interrompe nei loro sogni il padre di Anne, proponendo un lavoro a Tom, che però per il momento preferisce aspettare un colpo di fortuna, di quelli che arricchiscono sul serio e senza fatica. Appare un certo Nick Shadow, venuto per comunicare a Tom la morte di un vecchio zio che l’ha lasciato erede di un patrimonio. Recatosi a Londra per riscuotere, Tom viene introdotto alla bella vita dal servizievole Nick, che si è detto disposto ad aspettare un anno e un giorno per il pagamento del proprio disturbo. Prima tappa del novello gaudente è un bordello londinese, di cui è tenutaria Mother Goose; parlare d’amore fa venire a Tom nostalgia della sua Anne, ma Mother Goose, la più anziana fra tutte le prostitute, rivendica per sé il diritto di consolarlo. Intanto Anne è triste perché Tom non ritorna, e decide di partire per ricondurlo a sé.

Atto II

Tom è nauseato della sua vita lasciva, elegante e infelice. Nick gli propone di sposare una donna orribile, grassa e barbuta, soprannominata Baba la turca: in questo modo, argomenta, si mostrerà superiore alle convenzioni e troverà la vera libertà. Tom, ammaliato, acconsente. Intanto a Londra è arrivata Anne, che ha scoperto l’indirizzo di Tom e lo sta aspettando sotto casa. Il giovane, che ha appena sposato Baba, cerca di spiegarle che fra loro tutto è finito; e infatti sopraggiunge in portantina la novella sposa, cui una folla di curiosi chiede di togliersi il velo per potersi stupire ancora una volta della sua bruttezza. La scena successiva mostra uno spaccato di vita domestica, con Baba che parla ininterrottamente e Tom ai limiti della sopportazione; nasce un diverbio, poi Tom, esausto, si addormenta. Entra Nick con una macchina portentosa, capace di trasformare le pietre in pane; al risveglio di Tom (che l’ha già vista in sogno) gliela mostra, scatenando il suo entusiasmo: finalmente non ci saranno più affamati nel mondo e per questa sua buona azione Anne potrà perdonarlo.

Atto III

I beni di Tom vengono messi all’asta, inclusa Baba, che continua a parlare a ruota libera e che, vedendo Anne, la esorta a cercare Tom per salvarlo, visto che lui la ama ancora. Nella scena seguente, Tom è al cimitero, in una notte senza stelle; dopo un anno e un giorno, Nick vuole riscuotere il suo compenso, che però non è monetario: ciò che vuole è l’anima di Tom. Come ultima chance, propone a Tom una partita a carte: il giovane vince ed è salvo, ma prima di scomparire, Nick gli porta via la ragione. Rinchiuso in un manicomio, Tom è convinto di essere Adone e sta aspettando Venere; questa arriva, ed è Anne, a cui Tom chiede di perdonarlo e di cantargli una ninna nanna. Al suo risveglio, però, Anne se ne è andata via con il padre e gli altri pazzi dicono a Tom di non aver mai visto nessuna Venere. Tom muore, mentre Orfeo e le ninfe intonano per lui un’elegia funebre.

L’opera si chiude con un epilogo in cui tutti i personaggi vengono alla ribalta ed enunciano la morale: per chi vive nell’ozio, il diavolo trova sempre un’occupazione.