Turandot

Teatro Regio, Mercoledì 12 Febbraio 2014 - Giovedì 27 Febbraio 2014

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Argomento

A Pekino, al tempo delle favole.

Atto I

Il mandarino annuncia al popolo di Pechino che ancora una volta un principe non ha saputo risolvere i tre enigmi posti dalla principessa Turandot a chi la chiede in sposa: a cadere sotto la scure del boia sarà ora il principe di Persia. Tra la folla che ascolta sbigottita, il principe ignoto ritrova suo padre, il cieco Timur, re dei tartari, e la schiava Liù che lo ha aiutato a fuggire dopo che, sconfitto in battaglia, aveva perso il regno. Il giovane principe di Persia è pronto per il patibolo: Turandot appare dall’alto della loggia imperiale. Inutilmente la folla chiede la grazia: Turandot con un gesto imperioso ribadisce la sua condanna. Il principe ignoto si invaghisce della gelida principessa e vuole sfidare i suoi enigmi. Invano i tre ministri Ping, Pang e Pong cercano di dissuaderlo dall’andare incontro alla morte certa; nemmeno le suppliche di Timur e di Liù riescono a convincerlo. Il principe ignoto percuote il gong: è pronto a sfidare Turandot.

Atto II

Ping, Pang e Pong rievocano tutte le esecuzioni alle quali sono stati costretti ad assistere. Giunge Turandot e racconta che gli enigmi ai pretendenti stranieri sono un modo per vendicare la sua ava Lo-u-Ling, uccisa da uno straniero che aveva conquistato il suo regno. Quindi rivolge i suoi tre difficilissimi quesiti al principe ignoto che, tra lo stupore dei presenti, li risolve tutti. Turandot rifugge all’idea di sposare un principe straniero e gli manifesta tutto il suo odio. Il principe le propone a sua volta un quesito: «dimmi il mio nome prima dell’alba, e all’alba morirò!».

Atto III

Turandot ha imposto che nessuno dorma a Pechino, perché si deve scoprire il nome dell’ignoto pretendente. Anche il principe non dorme, sognando la sua vittoria. Alcuni sgherri hanno catturato Timur e Liù: erano con il principe, loro sapranno dirne il nome. Arriva anche Turandot e Liù confessa di sapere il nome, ma non lo dirà mai perché lo ama, e temendo che la tortura la possa far confessare, si uccide. Turandot è turbata dal sacrificio della giovane. Rimasti soli, il principe ignoto la bacia e le confessa di chiamarsi Calaf, e se lei non lo ama non gli importa di morire. È l’alba: davanti al popolo, Turandot confessa al padre di sapere il nome del principe: «il suo nome è... Amor».