Madama Butterfly

Teatro Regio, Sabato 1 Febbraio 2014 - Giovedì 6 Febbraio 2014

Libretti

Copertina del volume monografico

144 pagine
26 illustrazioni
39 tavole in b/n
prezzo 12,00 €
prezzo con il carnet 8,00 €

Disponibile

Le dirò con due parole…

a cura di Marco Targa

Delle dodici opere che Puccini scrisse, Madama Butterfly fu quella che amò maggiormente. Non è difficile crederlo, essendo la sua opera giapponese un concentrato puro di puccinismo: una tragedia dell’amore conclusa dall’epilogo che più frequentemente troviamo nelle sue opere, il suicidio della protagonista, unica amara alternativa a un sogno d’amore infranto. Versare «grandi dolori in piccole anime» fu il programma poetico che Puccini perseguì per tutta la vita, con una pervicacia tale da far sospettare che in questa predilezione si nascondessero, intrecciate alle ragioni estetiche, pulsioni più sotterranee, radicate in un complesso inconscio di attrazione e repulsione nei confronti dell’universo femminile...


Gli specchi di Cio-Cio-San

di Virgilio Bernardoni

Cio-Cio-San ama gli specchi. Ne porta uno con sé, infilato nella manica del kimono, e lo utilizza nelle toilettes con cui si prepara ai passi decisivi della sua relazione con Pinkerton: il primo incontro intimo e – compiuto l’abbandono – il tanto atteso ritorno di lui alla casetta sulla collina di Nagasaki. Alla fine, nel momento della decisione cruciale della sua breve esistenza, si osserva nella lama del coltello rituale paterno prima di passarsela sul collo. E quando non si specchia negli oggetti materiali, si rispecchia nei personaggi, alla ricerca di conferme alle sue ossessive certezze...


Giocattolo d’amore. L’avventura letteraria di Butterfly

di Franco Marenco

A chi si chiedesse perché Madama Butterfly ha provocato e continua a provocare tanto grandi e profonde emozioni nel pubblico di tutto il mondo, Oriente compreso, suggeriamo innanzitutto di esaminare i propri sentimenti a proposito di amore, matrimonio, famiglia, rapporti fra i popoli – e di come la musica e il canto siano capaci di esprimerli; o, se quel compito introspettivo fosse per qualcuno troppo gravoso – o magari pericoloso! – per seguire una strada più sbrigativa e indulgente suggeriamo ancora di seguire l’evoluzione della storia di questa fanciulla giapponese, dal momento in cui essa è entrata nell’immaginario collettivo occidentale attraverso racconti, romanzi, drammi di autori stranieri fino a quando il genio lirico e il talento drammatico di Puccini e dei suoi librettisti, e poi degli esecutori della sua opera, l’hanno incoronata di quell’alone mitico che conserva intatto al giorno d’oggi...


Le ali spezzate di Butterfly: una tragedia contemporanea

di Damiano Michieletto

Il libretto ci dice che Cio-Cio-San è una donna di quindici anni che è caduta in miseria e vive con la madre «povera molto anch’essa». Viene venduta da un sensale a un americano sconosciuto che per 100 yen l’ottiene in sposa. Non è un matrimonio, è una compravendita e Cio-Cio-San viene ribattezzata da quell’uomo con un nome americano: Butterfly. Dopo poco (un mese?) quell’uomo l’abbandona per continuare i suoi viaggi e i suoi affari. La storia di Madama Butterfly è dunque basata su una vicenda di quello che oggi si chiama turismo sessuale.
C’è un bel documentario girato qualche anno fa per la televisione inglese (My Boyfriend, the Sex Tourist di Monica Garnsey, 2007) in cui si mostra esattament una “Butterfly” di oggi e che si svolge in Thailandia, dove il sogno di molte ragazze è di riuscire a sposare un uomo occidentale che le assicuri una casa e un futuro. Cio-Cio-San sposa Pinkerton perché è povera e sogna di trovare l’uomo forte e ricco che la riscatti dalla sua condizione di miseria...


Argomento - Argument - Synopsis


Struttura dell'opera e organico strumentale

a cura di Enrico Maria Ferrando

Madama Butterfly – come tutto il teatro di Puccini – è concepita come “dramma musicale”: un genere operistico nel quale, in linea di massima, non è il testo ad adattarsi a un sistema di pezzi (arie, duetti, concertati, ecc.) preordinati secondo uno schema determinato da convenzioni, ma la musica ad adattarsi al decorso del libretto. In questo senso Puccini è l’erede di Verdi, la cui concezione della struttura del dramma in musica subì un’evoluzione per cui i “numeri chiusi” del melodramma italiano classico si trasformarono in un insieme articolato e flessibile all’interno del quale non esisteva più una soluzione di continuità tra momenti drammatici (recitativi) ed effusione lirica (arie, duetti, ecc.)...


Le prime rappresentazioni e l’opera a Torino


Libretto