1815-1870

3.1 Architetture neoclassiche

Giostra corsa in Torino addì 21 di febbraio 1839 nel passaggio di Sua Altezza Imperiale e Reale Alessandro Gran-Duca Principe Imperiale Ereditario di Russia, TorinoIl programma di rinnovamento architettonico con cui Carlo Alberto intende dare una propria impronta alla capitale sabauda non può ignorare il Teatro della corona: la ristrutturazione della sala è affidata all’architetto Ernesto Melano e al pittore bolognese Pelagio Palagi, attivo anche nei cantieri di Palazzo Reale, della Biblioteca Reale e del Castello di Racconigi.

Come si può vedere nell’immagine realizzata in occasione della visita del granduca Alessandro di Russia (1839), il Teatro acquista un’austera impronta neoclassica, con l’eliminazione delle curve barocche e l’adozione di colonne corinzie.


3.2 Giuditta Pasta e Adelina Patti

Gariboldi, Ritratto di Adelina PattiGiuditta Pasta, una delle più celebri cantanti del primo Ottocento, debutta nel 1815 a Milano e presto si afferma nelle altre città italiane, a Parigi e Londra. Adorata da Stendhal, è protagonista delle “prime” di Sonnambula, Norma e Beatrice di Tenda di Bellini e di Anna Bolena di Donizetti. Dopo l’esordio al Teatro Carignano nel 1820, ritorna a Torino per la stagione 1821-22 del Regio, dove interpreta I riti d’Efeso di Giuseppe Farinelli e Edoardo e Cristina di Rossini riscuotendo un enorme successo.

Nella seconda metà dell’Ottocento, in seguito all’ampliamento dei cartelloni teatrali, i cantanti non vengono più scritturati per l’intera stagione ma per le singole opere.

Nel 1865 il pubblico del Regio ha occasione di ascoltare Adelina Patti, la diva per antonomasia del mondo della lirica, in quattro recite fuori stagione di Sonnambula di Bellini e del Barbiere di Siviglia di Rossini; tornerà poi a Torino nel 1879 per Traviata. Così Verdi l’aveva apprezzata due anni prima: «voce meravigliosa, stile di canto purissimo; attrice stupenda con uno charme ed un naturale che nessuno ha».


3.3 Polledro e Mercadante

Ritratto di Giovanni Battista PolledroSotto Carlo Felice viene riorganizzata la Cappella Regia, che fornisce la maggior parte degli strumentisti dell’orchestra del Teatro; a primo violino viene nominato Giovanni Battista Polledro (1823). Allievo di Pugnani e celebre virtuoso, Polledro aveva già ricoperto analoga carica a Dresda.

A Torino Polledro migliora il livello dell’orchestra e fa conoscere le grandi composizioni di musica strumentale degli autori del classicismo viennese acquistando per la Cappella Regia numerose partiture da editori di area tedesca.

Negli stessi anni Saverio Mercadante, formatosi a Napoli, dà inizio alla sua carriera internazionale con il successo di Elisa e Claudio, presentata nel 1821 a Milano. È l’unico dei maggiori compositori del tempo ad avere un rapporto privilegiato con il Regio di Torino, dove presenta in “prima” assoluta Didone abbandonata (1823), Nitocri (1824), Ezio (1827), I Normanni a Parigi (1832), Francesca Donato, ossia Corinto distrutta (1835), Il reggente (1843) e altre sei opere già allestite in altri teatri.


3.4 Il balletto romantico

Anonimo, Ritratto di Maria TaglioniNegli anni Trenta e Quaranta dell’Ottocento il Regio ospita i principali esponenti del balletto romantico: Fanny Cerrito esordisce al Regio nella stagione 1835-36 e vi fa ritorno a distanza di dieci anni, dopo i grandi successi nelle principali capitali europee; Natalie Fitz-James e Arthur Saint-Léon danzano insieme nella “prima” italiana di Giselle (1842); nel gennaio 1845 il pubblico torinese può applaudire la “divina” Maria Taglioni, creatrice de La Sylphide e simbolo della ballerina romantica, che interpreta L’allieva d’Amore, balletto presentato con la Norma di Bellini.

L’attenzione per la danza è testimoniata anche dalla ristrutturazione della scuola di ballo operata da Carlo Alberto nel 1846: grazie al nuovo impegno della corona la scuola si conferma come una delle più prestigiose d’Italia, a fianco di quelle di Milano e Napoli.