- Stagioni
- 2013-2014
- Simon Boccanegra
- Rigoletto
- La traviata
- Il barbiere di Siviglia
- Verdi, narrar cantando
- Limb’s Theorem
- Giselle
- Il flauto magico
- Madama Butterfly
- Turandot
- Tosca
- Una tragedia fiorentina
- Gianni Schicchi
- Guglielmo Tell
- The Rake's Progress
- La vedova allegra
- Tournée in Giappone
- Biglietti
- Abbonamenti
- Riduzioni
- 2012-2013
- I Concerti
- I Concerti Aperitivo
- Incontri con l’Opera e il Balletto
- Calendario generale
- 2013-2014
- Manifestazioni
- Regio40
- Tournée
- MITO Settembre Musica
- Concerti extra
- Il Regio itinerante
- Architanghi
- Baroccheggiando Ensemble
- Bellissime
- C’era una volta... il Cinema
- Clarivoces Ensemble
- InCanto
- Quartetto del Teatro Regio di Torino
- Quintetto Prestige
- Quintetto Regio
- Sestetto di contrabbassi Basspartout
- SoleVoci
- The Spirituals
- Sestetto Balthasar
- Rossini Strings Ensemble
- American Graffiti
- Catubam
- Arie d'Aria
- Visita il Teatro
- Giovani
- Biglietteria
- Sostieni il Teatro
- Info
L’italiana in Algeri
Teatro Regio, Domenica 9 Giugno 2013 - Mercoledì 19 Giugno 2013
Argomento
Atto I
La scena si finge in Algeri
Mustafà, bey di Algeri, vuole liberarsi della moglie Elvira e decide di darla in sposa a Lindoro, il suo schiavo italiano. Lindoro, che continua a pensare alla sua fidanzata Isabella, cerca invano di opporsi al volere del bey. Sulla costa è naufragato un vascello e Haly, il capitano dei corsari, scopre che gli scampati sono italiani: finalmente potrà soddisfare il volere del bey che sognava una preda italiana. Vengono infatti imprigionati Isabella, la fidanzata di Lindoro partita proprio alla ricerca dell’amato e Taddeo, il suo compagno di viaggio che è innamorato di lei: i due fanno credere ad Haly di essere zia e nipote. Mustafà vorrebbe far partire per l’Italia Lindoro ed Elvira, ma proprio mentre i due vanno a congedarsi dal bey, Isabella vede Lindoro. La scaltra italiana convince il bey che è usanza barbara ripudiare la moglie e si fa concedere Lindoro come schiavo.
Atto II
Lindoro spiega alla gelosa Isabella che non aveva nessuna intenzione di tradirla con Elvira, ma che non poteva disubbidire a Mustafà. Il bey, per ingraziarsi Isabella, decide di insignire suo zio Taddeo del ruolo di kaimakan, una sorta di luogotenente, e così avviene una buffa cerimonia di investitura dello sconsolato Taddeo. Elvira comunica a Isabella che sta per arrivare il bey a prendere il caffè; l’italiana le spiega che gli uomini vanno “educati” e che non bisogna subire passivamente i loro voleri. Il bey istruisce il novello kaimakan: quando starnutirà, Taddeo dovrà lasciare la stanza per permettergli di restare solo con Isabella, ma ai ripetuti starnuti Taddeo finge di non capire e non si allontana. Mustafà si sente preso in giro ma Lindoro e Taddeo lo tranquillizzano: Isabella lo ama e ha deciso di nominarlo “Pappataci”, titolo che in Italia viene concesso agli amanti irresistibili: devono solo mangiare, bere e divertirsi e non preoccuparsi di quello che succede intorno a loro. Per metterlo alla prova Isabella e Lindoro fingono di amarsi e il Pappataci Mustafà non reagisce, continuando a mangiare; non reagisce nemmeno quando Isabella, Lindoro e gli schiavi italiani salgono su un vascello e si allontanano. Troppo tardi scopre di essere stato vittima della burla ordita dall’astuta italiana, chiede perdono alla moglie e promette: “Non più italiane”.
