Andrea Chénier

Teatro Regio, Martedì 15 Gennaio 2013 - Mercoledì 30 Gennaio 2013

Libretti

136 pagine
26 illustrazioni
32 tavole in b/n
prezzo 12,00 €
prezzo con il carnet 8,00 €

Disponibile

Le dirò con due parole...

a cura di Marco Targa

Per il giovane compositore italiano che si affacciava alle scene operistiche nell’ultimo decennio dell’Ottocento, scrivere un’opera di genere verista, ovvero ricalcata sulla Cavalleria rusticana di Mascagni, era il modo più semplice per raggiungere il successo. Dopo questo primo passo, però, era necessario dimostrare alla critica e al pubblico di sapersi confrontare anche con generi completamente differenti, magari più ambiziosi e paludati: come, ad esempio, il dramma storico. Se Leoncavallo dopo i Pagliacci si affretta a comporre I Medici, Giordano dopo Mala vita, opera verista meno fortunata di quella del collega, segue la stessa strada musicando dapprima Regina Diaz, caduta con un fiasco senza appello, e finalmente Andrea Chénier, primo vero successo del compositore foggiano....


«Son donna e son curiosa» e non so
nemmeno cantare: maschile e femminile
in «Andrea Chénier»

di Marco Emanuele

Rappresentato alla Scala il 28 marzo 1896, Andrea Chénier è il banco di prova di Giordano. Dopo aver partecipato al concorso Sonzogno del 1890, quello vinto da Cavalleria rusticana, il giovane compositore è entrato nella cerchia dei protetti del rivale di Ricordi, debuttando a Roma con Mala vita, su libretto di Salvatore Di Giacomo. Insieme al boss e agli altri amici compositori, nel 1892 partecipa a una tournée viennese, durante la quale vede il Lohengrin, riportandone un’impressione violenta1, e un’altra opera a lui cara, Manon di Massenet. Dato lo scarso successo del secondo lavoro, Regina Diaz, Giordano sembra cadere in disgrazia: l’editore non si fida più di lui e il giovane ambizioso si dispera, fino a quando Alberto Franchetti, reduce da Cristoforo Colombo e Fior d’alpe, gli cede i diritti su un nuovo soggetto, affidato a Luigi Illica (già librettista del Colombo)....


Dietro la facciata. Per una lettura
non solo verista di «Andrea Chénier»

di Paolo Patrizi

«Mi accorsi che l’opera non aveva ampie linee melodiche e neppure nuovi movimenti orchestrali, ma una tale misura nella inquadratura delle diverse scene che certamente sarebbe riuscita a conquistare l’ascoltatore». Così, a una trentina d’anni dalla première di Andrea Chénier, scriveva nella propria autobiografia Giuseppe Borgatti1, che di quella serata del 28 marzo 1896 fu il protagonista: un giudizio di prima mano che sconfessa il luogo comune dello Chénier all’insegna di espansioni melodiche passional-sentimentali, insistendo invece sulla sapienza architettonica del Giordano drammaturgo musicale. È un’opinione cui non fu estranea la natura artistica di Borgatti, prossimo a lanciarsi di lì a poco in una formidabile carriera di Heldentenor wagneriano e, dunque, sensibile più all’unità dell’opera che all’episodicità dei primi piani vocali...


Un ritratto

a cura di Alberto Bosco

Se si volesse riassumere in poche righe qual è la differenza che corre tra le opere di Verdi e quelle della cosiddetta Giovane Scuola, di cui Umberto Giordano è uno dei maggiori esponenti, si potrebbe dire che nel melodramma verdiano l’amore è un ingrediente che serve a potenziare i drammi in cui sono coinvolti i personaggi, a rendere più evidenti i conflitti esterni e lo scontro di opposte forze cui il compositore dà voce, mentre nel melodramma successivo, il mondo esterno, la società e i suoi valori sono presenti solo come uno sfondo, il più delle volte oleografico, e l’attenzione è tutta rivolta all’amore in quanto sentimento isolato da tutto il resto, assumendo senza ritegno gli eccessi, sia morali che fonici, che questa posizione esistenziale comporta – «Bugia tutto! Sol vero la passione!», dice un personaggio dell’Andrea Chénier...


Ritorno dal passato

a cura di Valeria Pregliasco

Colpito qui m'avete. «Andrea Chénier» a Torino

Sbaglierebbe chi pensasse che i torinesi si siano fatti allegramente travolgere dall’ondata verista che a partire dal fatidico 17 maggio 1890, data di nascita di Cavalleria rusticana, investì il melodramma nostrano. A quell’epoca il pubblico cittadino, dopo un’incubazione pluriennale, stava invece manifestando in modo incontrovertibile i sintomi conclamati della febbre wagneriana. Ne sono testimonianza le ripetute presenze di Wagner al Regio (otto titoli1 in altrettante stagioni fra il 1890 e il 1899) e, fatto ancor più decisivo ai fini diagnostici, le due edizioni ravvicinate (1893 e 1895) di Lohengrin ospitate da un teatro assai più popolare quale il Vittorio Emanuele...


Altre note

a cura di Michele René Mannucci

Ricostruire il profilo dell’Andrea Chénier di Giordano attraverso i lasciti della critica e, più in generale, della musicologia del Novecento, non è impresa facile; vuoi per l’estrema esiguità del materiale dedicato alla figura e all’opera del compositore foggiano, vuoi per la difficoltà (anch’essa non da poco) di delineare con chiarezza l’evoluzione stilistica e la ricezione di un’opera che, legata a filo doppio alle alterne fortune del verismo musicale, «continua ad essere attaccata da chi ne critica la drammaticità enfatica e la ricerca dell’effetto facile, e difesa da chi, oppositore della modernità, ne tesse lodi forse non proporzionate ai risultati»1...


Argomento - Argument - Synopsis


Struttura dell’opera e organico strumentale

a cura di Enrico Maria Ferrando

La struttura formale di Andrea Chénier è tipica del teatro musicale italiano tra Ottocento e Novecento. La forma complessiva è in quattro parti – definite “quadri” anziché “atti” – tendenzialmente stringate, sicché le dimensioni complessive dell’opera appaiono piuttosto concise. Il modello della loro organizzazione interna è quello del Verdi maturo, la cui concezione dell’opera in musica aveva subito un’evoluzione, fino a trasformare i “numeri chiusi” del melodramma italiano classico in un insieme articolato e flessibile al cui interno non era più possibile distinguere nettamente momenti drammatici (recitativi) ed effusioni liriche (arie, duetti)...