L’Oiseau de feu - Syncope - Offrande à Stravinsky - Le Sacre du Printemps

Teatro Regio, Venerdì 30 Novembre 2012 - Mercoledì 5 Dicembre 2012

Libretti

Copertina del volume sul Béjart Ballet Lausanne

96 pagine
27 illustrazioni
36 tavole in b/n
prezzo 12,00 €
prezzo con il carnet 8,00 €

Disponibile

Un istante nella vita di Béjart

di Jean Pierre Pastori

«Sono coreografo perché non so fare nient’altro»... Questa confessione affidata da Béjart al suo libro di memorie Un instant dans la vie d’autrui (1979) è paradossale. In effetti era molto altro, oltreché coreografo: scrittore di romanzi (Mathilde ou le temps perdu, 1963) e di testi teatrali (A-6-Roc, 1992), regista di teatro (Cinq nô modernes, da Mishima, 1984) e di opera (La Traviata, 1973), cineasta (Je suis né à Venise, 1976)… Da bambino, animava il suo teatro di marionette. Affascinato dall’opera, prese lezioni di canto con l’idea di diventare artista lirico. Per il suo pseudonimo, il giovane Maurice Berger si ispirò alla moglie di Molière, Armande Béjart. Ma fu a causa del suo stato di salute che venne iscritto a un corso di danza a Marsiglia, sua città natale. L’esercizio fisico doveva porre rimedio al suo rachitismo. Come dire che Béjart avrebbe potuto percorrere molte altre vie oltre a quella del balletto..


Il Béjart Ballet Lausanne

di Elisa Guzzo Vaccarino

Che cosa è diventato oggi il Béjart Ballet Lausanne, a venticinque anni dalla sua fondazione? Come si presenta? Come una «compagnia che dal 1987 continua a fare il giro del mondo, per sorprendere, commuovere e sedurre qualunque platea», si legge sul sito internet del Bbl. La concezione béjartiana della compagnia non solo come strumento creativo privilegiato del suo direttore, ma addirittura come corpo simbiotico con il coreografo, ha ispirato e nutrito il vasto repertorio che il gruppo svizzero seguita a diffondere con slancio e dedizione secondo le volontà di Béjart stesso. Ogni stagione, dopo la scomparsa del Maestro, comporta la ripresa a cura di Gil Roman di almeno una ventina di titoli, messi in scena da una quarantina di danzatori di tante diverse nazionalità – tutti “rotti” allo stile Béjart – impegnati in un centinaio di repliche l’anno nei maggiori teatri del pianeta, al chiuso e all’aperto....


La musica in ballo:
Francia-Russia andata e ritorno

di Alberto Bosco

Il cosiddetto “balletto classico” si codificò in Francia negli anni Trenta dell’Ottocento. Si trattava di un divertimento riservato alla classe aristocratica e questo spiega perché, a seguito delle alterne vicende che sconvolsero la monarchia in Francia, nella seconda metà del secolo la danza accademica andò incontro a un netto declino nel paese che l’aveva inventata. La capitale del balletto si spostò così da Parigi a San Pietroburgo, essendo la Russia rimasta dopo il 1848 l’unico bastione della monarchia assoluta in Europa. Qui il balletto fu sovvenzionato come mai altrove dalla casa imperiale e raggiunse livelli di assoluta grandezza con Marius Petipa, il coreografo francese che diresse la compagnia del teatro Mariinskij dal 1869 e che è considerato il più grande coreografo del secolo....


L’alba del secolo nuovo della danza

di Sergio Trombetta

Nel 1909 abitavano tutti nel centro di Pietroburgo. Sergej Djagilev aveva da poco traslocato nel vicolo Zamjatin all’angolo della Anglijskaja Naberežnaja, il lungo Neva elegante non lontano dall’Ammiragliato, nelle cui bellissime ville viveva l’élite della capitale. Proprio sulla Riva degli Inglesi abitava Ida Rubinštejn presso la facoltosa zia a casa della quale si era trasferita poco dopo aver perduto i ricchi genitori. Sulla via Glinka, a metà strada fra il Teatro Mariinskij e la cattedrale di San Nicola, abitavano i Benois, mentre Vaclav Nižinskij aveva finalmente trovato un confortevole alloggio con la sorella Bronislava e la madre in una traversa del Nevskij Prospekt. Un manipolo di fervide menti, di talenti geniali, quasi vicini di casa, che partecipavano alle riunioni di Mir Iskusstva (Il mondo dell’arte), “brodo di cultura“ dal quale avrebbe preso le mosse l’avventura dei Ballets Russes, tutti in qualche modo legati alla nascita di capolavori destinati a cambiare il volto alla danza del Novecento: L’Oiseau de feu, Le Sacre du printemps, Boléro...


Le creature di B

di Elisa Guzzo Vaccarino

Perché Béjart? Quale è stata la marcia in più che ne ha fatto “il” coreografo più famoso e popolare del secondo Novecento? Non sono mancati nel dopoguerra della rinascita altri nomi forti, di artisti suoi coetanei e come lui innovatori del balletto classico, a cominciare dal connazionale Roland Petit – l’eterno rivale –, ma Maurice Béjart è stato un caso a sé.
Nato nel 1927 a Marsiglia – come Marius Petipa, padre del grande repertorio russo –, precocemente affascinato da un recital di Serge Lifar, ultima stella dei Ballets Russes di Djagilev, tanto da decidere prontamente di dedicarsi alla danza, il giovane Maurice studia con accanimento a Parigi, con Ljubov’ Egorova, ballerina pietroburghese pure della cerchia dei Ballets Russes, e con la severa Madame Rousanne (Sarkissian), nata a Bakou e formata a Mosca, e anche con Léo Staats, maestro di pura scuola Opéra de Paris, incorporando il meglio di ciò che si poteva apprendere dopo la fine delle grandi stagioni djagileviane nei più titolati teatri della Ville Lumière....


Béjart a Torino. Un ricordo personale

di Tiziana Tosco

Béjart, Béjart, Béjart, Béjart, Béjaaart... Urlavo a squarciagola applaudendo ritmicamente insieme agli altri spettatori nel 1969 quando vidi per la prima volta uno spettacolo del Ballet du XXe siècle. Finalmente Béjart apparve fra urla e applausi sempre più fragorosi: mi sembrò bellissimo e m’innamorai di lui, delle sue coreografie, dei suoi ballerini. In un paio di serate vidi Ni fleurs ni couronnes, Roméo et Juliette, Le Sacre du printemps, L’Art de la barre, Bhakti, Boléro.
I balletti di Béjart, che interpretavano perfettamente lo spirito del tempo e le ansie rivoluzionarie della mia generazione, furono per me una rivelazione. In particolare mi colpì la forza primitiva di Le Sacre du printemps, che è rimasto negli anni il mio balletto preferito....


Appendici

Il Teatro Regio e Béjart: una cronologia

Bibliografia e videografia