Carmen

Teatro Regio, Martedì 13 Novembre 2012 - Domenica 25 Novembre 2012

Comunicato stampa

Il premiatissimo allestimento di Calixto Bieito nell’interpretazione del maestro Yutaka Sado

Teatro Regio, martedì 13 novembre 2012 ore 20

Carmen, celebre opéra-comique di Georges Bizet, va in scena al Teatro Regio dal 13 al 25 novembre nella messa in scena firmata dal regista spagnolo Calixto Bieito che tanto ha emozionato e fatto discutere, osando una drammaturgia innovativa e inedita per quest’opera. Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro Regio il maestro Yutaka Sado, carismatico e applaudito direttore che conferma il suo saldo legame con il nostro Teatro.

L’allestimento – coprodotto con il Gran Teatre de Liceu di Barcellona, il Teatro Massimo di Palermo e il Teatro La Fenice di Venezia – è stato insignito del XXXI Premio della critica musicale italiana «Franco Abbiati» per la miglior regia vista in Italia nel 2011: «ambientata in una malfamata terra di confine tra Spagna e Africa, la Carmen di Bieito restituisce al capolavoro di Bizet la sua teatralità ruvida, svelata da istantanee vitali e a volte scioccanti che si susseguono in sintonia con i momenti cruciali della partitura componendo uno strepitoso racconto». Bieito si propone di ripulire l’opera da ogni stantio luogo comune e da ogni polveroso folclorismo e ambienta la sua Carmen a Ceuta, enclave spagnola in Marocco, dove l’essenza più intima di Carmen, fatta di sesso, violenza e morte, trova il suo specchio nello spazio fisico, crudele, disperato e tremendamente brutale come solo certe relazioni d’amore possono essere. Aggiunge Bieito: «Carmen è un’opera sulle emozioni di frontiera, sugli abissi dell’amore, sulla distruzione e l’autodistruzione fisica e sentimentale». La regia dell’opera è ripresa da Joan Anton Rechi. Le scene, essenziali e di forte impatto, sono di Alfons Flores, i costumi di Mercè Paloma e le luci di Alberto R. Vega.

«Mi hanno appena commissionato tre atti per l’Opéra-Comique, Meilhac e Halévy fanno il libretto. Sarà gaia, ma di una gaiezza che permette lo stile». I tre atti, di cui scriveva Bizet al collega Guiraud nel giugno del 1872, avrebbero presto portato il titolo di Carmen, come la novella di Mérimée da cui è tratto il libretto. La storia di passione e di sangue tra una zingara e un soldato, nella versione letteraria, è presentata attraverso la voce di un freddo erudito che smorza i toni accesi della vicenda con commenti ironici e con osservazioni geografico-antropologiche. I due librettisti sfoltirono abbondantemente la novella conservando unicamente la storia d’amore e trasformando il tono ironico in uno spirito leggero e gaio. Accanto alla frivolezza, che contraddistingue tanti episodi, trapela, inquietante, il destino: Carmen è infatti un’opera che inizia come un’operetta e finisce in tragedia. Per questo motivo, e per il crudo realismo di certe scene, la direzione del teatro avrebbe voluto censurare il lavoro: l’Opéra Comique era un teatro per famiglie, e un finale a colpi di navaja non era certo il sottofondo ideale per combinare matrimoni e scambiarsi inviti a cena. Dopo lunghe trattative, l’opera fu messa in prova ma sorsero nuove difficoltà: l’orchestra e il coro trovarono il lavoro troppo difficile e i coristi s’irritavano perché Bizet pretendeva da loro azione scenica oltre che canto. Il 3 marzo 1875 l’opera debuttò in un’atmosfera di nervosismo che la stessa Direzione del teatro aveva involontariamente alimentato, sconsigliando di portare in teatro la moglie o la figlia. 

Nonostante la fredda accoglienza iniziale, l’opera riuscì a oltrepassare i confini francesi approdando, verso la fine del 1875 a Vienna, dove i dialoghi recitati, caratteristici del genere dell’opéra-comique, furono sostituiti da recitativi all’italiana musicati da Guiraud, poiché Bizet era improvvisamente morto qualche mese prima. In questa versione Carmen circolò per i teatri del mondo, suscitando gli entusiasmi di personaggi di temperamento così diverso come Bismarck, Nietzsche e Čajkovskij. Da allora a oggi l’ammirazione del pubblico per Carmen non venne mai meno. Come spiegarlo? Secondo il maestro Sado «Quest’opera somiglia a un musical, nel senso che le melodie sono orecchiabili, i cantanti si muovono molto sulla scena e la gente si lascia facilmente coinvolgere dalla storia. Il ruolo di Carmen come femme fatale è una delle attrattive, ma il potere della musica, che commuove i cuori delle persone, è un’altra importante attrattiva dell’opera. In un certo senso, credo che l’opera si collochi in una posizione estremamente unica come un capolavoro di transizione tra il grand-opéra e il musical».

Carmen è ambientata in un’epoca vicina a quella del suo pubblico: l’azione si svolge a Siviglia verso il 1820. Nella città andalusa ha sede una manifattura di tabacco, dove lavorano diverse zingare, tra cui l’affascinante Carmen; la ragazza si azzuffa con una collega ed è inviata in prigione sotto la custodia del brigadiere Don José. Il giovane, inizialmente indifferente agli incanti della zingara perché fidanzato con un’onesta fanciulla del suo villaggio (Micaëla), si sente magneticamente attratto verso di lei e la lascia fuggire. Tempo dopo, in una taverna ritrovo di contrabbandieri, Carmen attende l’arrivo di Don José, imprigionato per averla aiutata. I due, dopo essersi scambiati reciproche dichiarazioni di amore, litigano furiosamente perché lui vorrebbe tornare in caserma trascurando la compagna; il litigio sfocia in rissa e Don José, per sfuggire alla giustizia, si vede costretto a unirsi ai briganti. La vita di sotterfugi non si addice all’ex-brigadiere, e il suo rapporto con Carmen è in disfacimento; anche la zingara ha presentimento della fine e, interrogando le carte, predice la propria morte. Micaëla, nel disperato tentativo di redimere l’uomo che ama, raggiunge Don José per incitarlo a visitare la madre morente e il giovane la segue. Il dramma si conclude davanti all’arena di Siviglia: mentre il popolo acclama Escamillo, il torero nuovo amante di Carmen, Don José attende nascosto. Il giovane, roso dalla gelosia, si avvicina a Carmen non appena la folla si è dileguata: mentre il pubblico dentro l’arena esulta, i due amanti si affrontano; José ama Carmen: la minaccia e la implora, la zingara ormai l’ha dimenticato e vorrebbe andare a festeggiare il nuovo amante. Nella concitata scena finale Don José, furente e disperato, uccide Carmen.

Nei tre ruoli principali si esibiranno giovani interpreti di grande talento. Carmen è Anita Rachvelishvili, il mezzosoprano georgiano che ha trionfato alla Scala nello stesso ruolo e che, per la voce, l’aspetto e il temperamento, è stata definita da Barenboim “perfetta per il personaggio”. Don José ha la voce tenorile, ricca di sfumature e di intensità, del russo Maksim Aksënov. Nel ruolo della giovane e innocente Micaëla Alessandra Marianelli, già applaudita su diversi prestigiosi palcoscenici a livello internazionale. Il basso-baritono afroamericano Mark S. Doss, dopo aver vestito i panni dell’Olandese di Wagner, torna nel ruolo del torero Escamillo. Completano il cast: Arianna Vendittelli (Frasquita), Annalisa Stroppa (Mercédès), Omar Montanari (Il Dancaïre), Antonio Feltracco (Il remendado), Federico Longhi (Moralès) e Francesco Musinu (Zuniga). 

Maestro del Coro del Regio e del Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio “G. Verdi” è Claudio Fenoglio.

Nel corso delle undici recite, dal 13 al 25 novembre, si alterneranno nei ruoli dei protagonisti: Giuseppina Piunti (Carmen), Carlo Ventre (Don José), Erika Grimaldi (Micaëla) e Károly Szemerédy (Escamillo).

Carmen sarà presentata al pubblico da Alberto Mattioli nell’Incontro con l’Opera che si terrà al Piccolo Regio Puccini mercoledì 7 novembre alle ore 17.30

La sera della prima, martedì 13 novembre alle ore 20, diretta radiofonica su Rai-Radio3.

Biglietteria del Teatro Regio, piazza Castello 215 - Tel. 011.8815.241/242 - e-mail: biglietteria@teatroregio.torino.it. Info - Tel. 011.8815.557 e www.teatroregio.torino.it.

Torino, 9 ottobre 2012

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